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Argomento presente: « Brevetti sulla vita »
ID: 1782  Discussione: Brevetti sulla vita

Autore: Gennaro Francione  - Email: azuz@inwind.it  - Scritto o aggiornato: mercoledì 11 maggio 2005 Ore: 09:35

Buon giorno a tutti.
Al centro dell'ideologia del diritto di proprietà intellettuale riguardo i brevetti sulla vita vi è il grave errore di legare indissolubilmente la creatività dell'uomo al profitto. Questo modo di vedere la realtà non considera affatto la creatività scientifica di quanti operano nelle università o nei centri di ricerca pubblica spinti più dal bisogno di "essere" piuttosto che da quello di "avere" ed impedisce al sapere di essere trasmesso presso la comunità scientifica planetaria,dove la libera circolazione della idee è fattore essenziale per l'avanzamento umano. La privatizzazione della ricerca, è cosa ormai risaputa, negli ultimi anni non ha portato affatto, come si sperava, ad una maggior concorrenza, di cui potessero beneficiare i vari popoli del mondo. Al contrario, essa ci ha condotti verso una prevedibile concentrazione: Attualmente le industrie farmaceutiche, chimiche, cosmetiche, alimentari, dell'energia e delle sementi si stanno alleando per formare enormi potentati multinazionali delle bioscienze. Il flusso di denaro creato dal movimento evolutivo di questi colossi sta spingendo molti scienziati del pianeta ad abbandonare il fine pubblico delle loro ricerche per seguire il miraggio del profitto privato.
E la segregazione di importanti informazioni scientifiche, da qui a poco, intaccherà l'intero ambito della ricerca, perchè, quando a finanziare sono le aziende private, come molti hanno già dimostrato, queste tendono a praticare indebite influenze a favore dei loro propri interessi e sempre a scapito dell'interesse pubblico.

 
 

ID: 1843  Intervento da: Luigi Mari  - Email: info@torreomnia.com  - Data: martedì 10 maggio 2005 Ore: 22:05

L'argomento introdotto da Costanzo è raccapricciante. Il rapporto che segue dimostra che gli "animali cosiddetti superiori" sono assetati, questa volta di pelle umana. Non si tratta più di aspirare a diventare padroni del mondo, ma della vita umana.

I RAPPORTI DI GREENPEACE
GREENPEACE ITALIA
V.le M. Gelsomini, 28 - 00153 Roma

BREVETTI SULLA VITA
La denuncia di Greenpeace

Dopo aver rivelato l’esistenza di un controverso brevetto sugli embrioni umani dell'Università dell'Edimburgo, Greenpeace ha svolto ulteriori indagini sull'Ufficio Europeo Brevetti (EPO) scoprendo altre richieste di "brevetti sulla vita". Tra queste quella di due aziende, l’australiana Stem Cell Sciences (SCS) e la statunitense Biotransplant, che hanno richiesto un brevetto per la clonazione di embrioni, compresi quelli umani. (WO 99/21415, pubblicata il 6 maggio 1999).
La richiesta riguarda anche embrioni di specie incrociate derivanti da maiali e da esseri umani. Inoltre le aziende hanno richiesto i diritti esclusivi sulla manipolazione genetica di qualsiasi embrione ottenuta utilizzando la loro tecnica.
Va ricordato che la SCS ha l’esclusiva del brevetto dell’ Università di Edimburgo sugli embrioni umani.
Nella richiesta di brevetto le due aziende rivelano di aver prodotto degli embrioni incrociando le due specie, ovvero utilizzando oociti (ovuli in formazione) di maiali rimuovendone il nucleo e sostituendolo con quello prelevato da feti umani. L’esperimento è stato portato avanti fino ad una settimana di età degli embrioni incrociati.
Lo scopo principale dell’esperimento è stato quello di dimostrare che la tecnologia di trasferimento del nucleo può essere applicata sia agli esseri umani che ai maiali.
La nuova richiesta di brevetto è un scandalo per due motivi:
Innanzitutto, è evidente che la richiesta della SCS e della Biotransplant prevede la possibilità di brevettare embrioni umani .
Infatti la descrizione del brevetto prevede che:
"L'embrione animale può essere di qualunque tipo, e comprendere embrioni di uccelli, pesci, rettili e mammiferi, incluso l’embrione umano.......E' preferibile che l'embrione animale sia un embrione suino (maiale), bovino (mucca), murino (topo) o umano. " (pag. 3 righe 8-11).
La richiesta indica, inoltre, come questi embrioni umani siano da considerarsi essenzialmente beni commerciali e prodotti industriali, la cui proprietà intellettuale appartiene ai detentori del brevetto, la SCS e la Biotransplant.
Negli ultimi mesi l'EPO ha pubblicato più di una dozzina di richieste di brevetto per tecniche di manipolazione genetica che riguardano direttamente gli embrioni umani.
Tuttavia, la domanda di brevetto della SCS e della Biotransplant differisce dalle altre poichè dichiara esplicitamente che la tecnica è stata già applicata sugli embrioni umani. La richiesta rivendica i diritti sulle procedure utilizzate per la clonazione degli animali (in questo caso maiali), su tutti gli embrioni creati utilizzando tali procedure - compresi gli embrioni umani e quelli di specie miste - e sulla manipolazione genetica di qualsiasi embrione ottenuta utilizzando questa specifica tecnica. Inoltre, le due aziende rivendicano, in certi casi, anche i diritti su alcuni discendenti dell'embrione.
La posizione di Greenpeace
Greenpeace è fortemente contraria ai brevetti sulla vita. E' contraria alla concessione dei brevetti sulla vita umana, comprese le singole parti del corpo ed i suoi geni. Greenpeace è contraria ai brevetti sugli animali, sulle piante, sui microorganismi, sui semi, e sui geni delle piante e degli animali.

La vita non è una invenzione umana.

Anche quando essa viene isolata dal suo contesto e dalla sua funzione naturale. Greenpeace è contraria ai brevetti sulla vita poichè questi degradano la vita stessa. Gli esseri viventi non devono essere considerati beni commerciali.
Le principali confessioni religiose in Germania, medici europei ed esperti sulle questioni etiche in Francia, Italia e Danimarca hanno espresso posizioni simili nei confronti della direttiva UE, dichiarando che i brevetti sugli embrioni umani e sulle parti del corpo umano rappresentano una minaccia per la dignità umana.
La società non può premiare con un brevetto i moderni Frankensteins.
Greenpeace si oppone alla brevettazione di qualunque forma di vita ed al rilascio nell'ambiente di organismi geneticamente manipolati.
Conclusioni:
Greenpeace chiede il divieto sui brevetti del genoma di qualunque essere vivente, vegetale , animale ed umano - comprese le sue parti.
Greenpeace si oppone alla concessione di brevetti sulla vita e sugli organismi viventi poichè ciò porta ad un controllo monopolistico delle forme viventi.
L'attuale normativa sui brevetti rappresenta la forza propulsiva dietro forme speculative di ricerca tese ad ottenere la proprietà commerciale su nuove tecniche di ingegneria genetica.

L'UOMO MAIALE E' GIA' UNA REALTA'? GREENPEACE CHIEDE IL DIVIETO SUI BREVETTI DEL GENOMADI QUALUNQUE ESSERE VIVENTE
Roma, 5 ottobre - Questa mattina nel corso di una conferenza stampa Greenpeace ha denunciato una richiesta di brevetto su embrioni umani/animali presentata all'Ufficio Europeo per i Brevetti (EPO) e ha chiesto che la direttiva europea sulla brevettabilità degli esseri viventi sia modificata sostanzialmente cosi' da non rendere piu' possibile il rilascio di brevetti sulla vita.Greenpeace ha indagato negli archivi dell'EPO e ha trovato richieste di brevetti sulla vita: due aziende, la australiana Stem Cell Sciences (SCS), e la statunitense Biotransplant, hanno inoltrato una richiesta comune per un brevetto riguardante la clonazione di embrioni, inclusi quelli umani, e per embrioni risultanti da un incrocio di specie, umane e suine.
Inoltre le aziende hanno richiesto un diritto esclusivo sulla manipolazione genetica di embrioni ottenuta con la loro tecnologia. La SCS e' gia' proprietaria di un diritto esclusivo riguardante il controverso brevetto dell'Universita' di Edimburgo sugli embrioni umani, brevetto che fu portato all'attenzione pubblica da Greenpeace lo scorso febbraio.
Nessuna valida ragione terapeutiche è stata data per giustificare l'esecuzione di esperimenti per il conseguimento di embrioni di specie miste. Gli esperimenti sono stati condotti principalmente per dimostrare che la tecnologia dei trapianti nucleari puo' essere applicata sia agli embrioni umani che a quelli animali, con l'intenzione di ottenere brevetti a largo spettro per le tecnologie usate e per gli embrioni risultanti dall'uso di quelle tecnologie."L'attuale normativa sui brevetti rappresenta la forza propulsiva dietro forme speculative di ricerca tese ad ottenere la proprietà intellettuale sulle tecnologie di ingegneria genetica.
Grazie alle scappatoie contenute nelle sue maglie, la Direttiva Europea in molti casi tratta gli embrioni umani come materiale biologico isolato dal corpo umano, e in quanto tale brevettabile."
Queste aziende molto semplicemente sfruttano le scappatoie legali presenti nella Direttiva Europea, dal momento che l'EPO respinge la richiesta di brevetti solo se questa riguarda punti espressamente vietati nella Direttiva. Allo stato attuale non esiste quindi alcuna protezione dal rilascio indiscriminato di brevetti sulla vita.

L'Europa sta imboccando una strada pericolosissima da cui non si potra' tornare indietro a meno che i governi europei non chiederanno urgentemente una revisione della Direttiva, prima che questa venga recepita dalle leggi nazionali degli stati che fanno parte della Comunita'" ha concluso Domitilla Senni, Direttore di Greenpeace Italia.Fonte: Greenpeacewww.greenpeace.it GENETICAMENTE MODIFICATI (O.G.M.)"

PER TENERE IN PUGNO IL MONDO
In India, nei primi anni '90 ricercatori americani hanno scoperto che da più di un migliaio di anni si utilizzano in medicina ed in agricoltura i prodotti derivati da un albero, il neem. Questa scoperta è stata da sempre messa a disposizione di tutti i popoli dell'area dell'Oceano Indiano, senza che mai nessuno chiedesse a questi popoli di pagare i diritti d'autore all'India.
Totalmente diverso è il comportamento delle multinazionali, che prelevano i geni di questi prodotti e li brevettano sfruttando anche la carenza delle leggi dei paesi in via di sviluppo e infatti una di esse ha ottenuto nel 1994 un brevetto sulle proprietà fungicide del neem.
Il meccanismo è quello di una privatizzazione, non solo nei confronti di qualcosa che appartiene alla natura e all’umanità, ma che rientra nella cultura di un popolo che per secoli lo ha messo gratuitamente a disposizione di tutti.
Il fatto di poter brevettare il gene, la pianta modificata con l'inserimento del gene e la discendenza di quella pianta, permette alle grandi aziende produttrici di sementi, di chiedere per contratto agli agricoltori che utilizzano i loro semi di non usare parte del raccolto per la semina dell’anno successivo.
Tutto ciò, unito alla scomparsa dei semi e delle coltivazioni tradizionali mette le multinazionali in condizione di realizzare grandi profitti e di acquisire un potere sociale e politico enorme.
Da ciò si comprende il grande lavoro delle lobby dei paesi avanzati che fanno pressioni sull’Organizzazione Mondiale del Commercio, affinché i brevetti vengano tutelati in ogni parte del mondo e possano essere estesi agli organismi viventi o a loro parti.

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