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Argomento presente: « IL BEATO-LA CHIESA -LA CITTA' » | |||||
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ID: 413 Intervento
da:
Aniello
- Email:
aniello.langella@tiscali.it
Caro Silvestro , come sai , e come ti scrissi , sono in continuo lavoro per ultimare la ricerca sul Monastero. Aiutami se puoi. Il monastero è legato alla figura stupenda del Beato per vari motivi. Ma forse il più saliente è quello relativo a quei tragici momenti del 1794 . La lava aveva distrutto la zona a monte di Via VIttorio Veneto e di via Roma ( ex corso Avezzano ). IL Beato molto probabilmente in quei tremendi minuti si rese conto della drammaticità dell'evento e decise di spostarsi in direzione Napoli per salvare quanta più gente poteva. Probabilmente ascoltando gli orridi scricchiolii delle case di Salvator Noto che cadevano e rotolavano nel magma, assieme a molti amici corse, verso il Monastero dove dalla storia sappiamo si rifugiarono a centinaia. La mole del monastero resse bene all'impatto. Ora ti chiedo come si chiamava il confessore ed amico del Beato ? Lombardi, Lombardo, .... Parquale, ... Non trovo esattamente la notizia. Se puoi, .... aiutami nella ricerca. Stò cercando di raccontare quei tragici momenti con l'aiuto delle persone di quel tempo. Un caro saluto Nello |
ID: 315 Intervento
da:
Luigi Mari
- Email:
gigiomari@libero.it
Mio caro Silvestro, si è soliti dire: "la lingua batte dove il dente duole". A memoria d'uomo sembra che Torre del Greco abbia avuto solo due uomini onesti: il Beato Vincenzo Romano ed Enrico De Nicola. E qui non ci piove! Non si teme nessuna smentita. Gli altri? Per gli altri personaggi del passato torrese si nutre sempre qualche dubbio sulla loro TOTALE integrità in fatto di politica, etica, umanistica; pur se questi signori sono stati lontani miglia dalla scompaginazione ideologica odierna. Ma quello che accade oggi è una epidemia d'eslege non strettamente endemica. Torre del Greco è oramai globalizzata. Le problematiche edonistiche, consumistiche ed egoTIstiche sono più evidenziate a causa del benessere economico ma che oramai sta, come dire, alle spalle della città, nei depositi aurei, che solo l'euro è riuscito a incrinare. Benessere non molto sperequato come in altre città perché numerose sono state le famiglie affiliate all'"oro rosso" ed alla risorsa apparentemente inesauribile dell' "acqua salata" ( nel dopoguerra fino a cinque marittimi in un nucleo domestico). Per questo e per fortuna il patrimonio immobiliare trorrese non sta tutto in mano a pochi tesaurizzatori. Insomma la problematica torrese ha carattere epocale pure in base alla caduta dei sostegni religiosi che al dualismo deismo-magia verte per accomodamento sulla spiritualità intesa come puro esorcismo del male perché la coscienza non riesce più a conciliare Dio e mammona. Ci sono fin troppi laureati in giro. Fino ad un certo punto si può prendere per i fondelli la logica. Luigi Mari |
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