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Argomento presente: « NEW TORRE 13 11 2006 » | |||||
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ID: 5035 Intervento
da:
la redazione
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info@torreomnia.it
- Data:
mercoledì 15 novembre 2006 Ore: 00:57
Il cartellone invernale del cineteatro “Corallo” di Torre del Greco. All’insegna del grande teatro verrà aperto da Leo Gullotta che porterà in scena Luigi Pirandello con “L’ uomo, la bestia e la virtù” per la regia di Fabio Grossi. Replica prevista per domani come quasi tutti gli spettacoli che andranno in scena il martedì e in replica il mercoledì. È il caso di Claudia Koll e il suo “Prigioniero della seconda strada” di Simon diretto da Attilio Corsini, che andrà in scena tra due settimane, il 28 e 29. Si sposta a mercoledì 17 e giovedì 18 gennaio lo spettacolo di Carlo Buccirosso “Vogliamoci tanto bene!” scritto e diretto dallo stesso attore napoletano. Si torna al martedì con Monica Guerritore che sarà in scena con la sua rivisitazione di “Giovanna D’Arco” – degli “Atti del processo”, martedì 30 e mercoledì 31 gennaio. Ancora grandi autori e grandi interpreti per il 6 e il 7 febbraio quando sarà la volta di Silvio Orlando e “Questi Fantasmi” di Eduardo De Filippo per la regia di Armando Pugliesi. Sempre dedicato al grande Eduardo l’altro spettacolo di febbraio che vedrà sul palcoscenico Giacomo Rizzo e il suo “Unico Eduardo – Quattro atti unici di Eduardo De Filippo” giovedì 15 e venerdì 16. A marzo invece sarà la volta di Peppe Barra, che diretto da Antonio Ferrante, sarà in scena in “Come si rapina una banca” mercoledì 7 e giovedì 8. Sempre a marzo, martedì 20 e mercoledì 21, l’ultimo spettacolo in cartellone che vedrà protagonista Pino Micol nel “Don Chisciotte” di Miguel De Cervantes diretto da Maurizio Scaparro per l’adattamento di Azcona e del critico cinematografico Tullio Kezich. Tutti gli spettacoli inizieranno alle 20.45 e sono disponibili abbonamenti per 8 spettacoli in due turni. Per informazioni e prevendita basta rivolgersi direttamente al teatro dalle 17 alle 20.30. La redazione |
ID: 5034 Intervento
da:
la redazione
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- Data:
mercoledì 15 novembre 2006 Ore: 00:53
Le parole del giornalista Giorgio Bocca tra indignazione e riflessione Napoli: emergenza criminalità? "VESUVIO PENSACI TU" “Non siamo noi ad essere razzisti…sono loro che sono napoletani!” diceva qualche anno fa un noto comico napoletano facendo il verso a qualche politico nostrano. Eppure ci è sembrato, di recente, che qualcuno abbia davvero pensato qualcosa di simile. Napoli è ritornata in prima pagina per i suoi assassini, anche se, a volerla dire tutta, gli omicidi quest’anno sono stati meno dello scorso anno (52 nei primi dieci mesi del 2005, 49 nei primi dieci mesi del 2006). Ma con tre morti in due ore si è pensato bene di ricominciare a parlare della “schifezza” della città partenopea. Così davanti ad un Fabio Fazio alquanto incredulo, che lo stava intervistando nel corso della sua trasmissione “Che tempo che fa?”, il noto giornalista Giorgio Bocca ha sostenuto la tesi dell’impossibilità di trovare una soluzione al problema camorra, convinto che la “plebe” napoletana presa nel seguire i suoi “santi maradona”, non sia culturalmente in grado di contribuire ad una rinascita. Unica soluzione: “Vesuvio pensaci tu”… Troppo facile ma lecito chiedersi se il famoso intellettuale non cominci ad accusare il peso degli anni! Ma a ben vedere nelle sue parole si è letta nessuna speranza e tanta rassegnazione. Ciò che ha detto ha sconcertato, addolorato, suscitato sdegno e offeso una comunità intera. Il male esiste ed è impossibile porvi fine. Purtroppo è proprio così. Ma quello che mai dovrebbe mancare nella vita di ognuno, e che forse a lui è mancata, è la speranza. Tanto pessimismo fa male. I napoletani e gli italiani non dovrebbero limitarsi a bollare le sua parole come inaudite e sentirsi semplicemente offesi e indignati. Proprio dalle sue affermazioni, che colpiscono davvero duramente, possono nascere reazioni e azioni di riscatto. Si può cominciare dalle numerose piccole iniziative, come il caso del progetto “Chance”, che tentano di risollevare la città e chi con la camorra ci vive a contatto ogni giorno. Sono davvero tante, di sicuro più dei morti ammazzati, anche se non occupano le prime pagine dei giornali. Nel suo pezzo apparso su “L’Espresso”, poi, Bocca dice che “A Napoli ha vinto la camorra”, concludendo “con dolore e pietà più che con rassegnazione”. Per fortuna non per tutti e così… Ora ci si chiede…Ma ha vinto cosa? E soprattutto chi? E se arriverà l’esercito? Di sicuro Napoli rimetterà in un angolo, nell’ombra, i suoi assassini, visto che oramai ci è abituata. Già adesso, a distanza di una settimana, non si parla più di “allarme” ed “emergenza”. Se verrà l’esercito la città si abituerà anche a quello, e ben presto lo renderà parte dell’arredo urbano. Perché “Napule è mille culure. Napule è mille paure. Napule è a voce de’criature che saglie chianu chianu e tu sai can un si sulo…”. Sonia Arpaia Fonte: www.ephemerides.it |
ID: 5029 Intervento
da:
la redazione
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- Data:
mercoledì 15 novembre 2006 Ore: 00:11
CAMILLO OLIVETTI Non sento più parlare dell’Olivetti. Che fine ha fatto? Esiste ancora? Camillo Olivetti, giovane ingegnere, il fondatore, partì per gli Stati Uniti all’inizio del 1900. Al suo ritorno progettò la migliore macchina da scrivere del mondo. Camillo passava la domenica con i suoi operai. Costruì per loro una città a misura d’uomo. Anticipò di anni le conquiste sindacali. Un’utopia che fu poi anche di suo figlio Adriano. Negli anni ’80 l’Olivetti faceva concorrenza nel mondo a IBM, HP, Bull. Aveva laboratori di ricerca in California. Sedi ovunque. Migliaia di tecnici e ingegneri. Dirlo oggi sembra un sogno ad occhi aperti. Ma è successo ieri, appena ieri. Cos’è oggi l’Olivetti? Chi la dirige? Che cosa produce? Quanti dipendenti ha? Perchè il mondo politico non ne parla mai? Così come non si interessa dello sviluppo dell’information technology a parte le sfilatecarnevalate allo Smau di Milano una volta all’anno. Se l’Olivetti, una delle poche aziende italiane il cui marchio è ancora conosciuto nel mondo, è morta, se ne celebrino i funerali. Funerali di Stato. In pompa magna. Per ricordare qualche grande italiano e qualcuno meno grande che l’affossò. E che i funerali servano anche per riflettere sul futuro. Se quello che vogliamo sono ponti, supermercati, strade, viadotti, marciapiedi, catrame, mattoni, parcheggi, l’unico futuro comprensibile a questa sottospecie di politici e di industriali. Se questo è quello che vogliamo, seppelliamo insieme all’Olivetti anche lo sviluppo tecnologico del Paese. Va fatto però in modo ufficiale, almeno questo all’Olivetti è dovuto. Fonte: www.beppegrillo.it Scarica gratis il giornale settimanale in pdf: www.beppegrillo.it/magazine.php |
ID: 5022 Intervento
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la redazione
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- Data:
martedì 14 novembre 2006 Ore: 08:54
A scuola si può andare ormai solo sotto scorta. Le baby gang ti rubano il cellulare. La coca per venti euro, l’equivalente di una paghetta da fame, la trovi all’ingresso. Se hai qualche handicap vieni tormentato dai compagni di classe. E se è disponibile un down che non può difendersi la scena del pestaggio viene veramente bene. Da urlo. E finisce su Google video e diventa un hit. Un mongoloide buono da picchiare, bello da vedere. Cosa c’è di meglio nella vita? Forse una professoressa di matematica (*) che insegna seni e coseni ai ragazzini delle medie. Sorpresa nuda come Eva con gli studenti a pantaloni abbassati. La scuola è maestra di vita. Una palestra piena di sesso, droga e pestaggi. Ti fai le ossa e poi sei pronto per fare il l’esperto di alta finanza, il politico, l’amministratore pubblico. Per gli ultimi, quelli che fanno sempre fatica, rimangono le professioni, intramontabili, del ladro, dello spacciatore, della puttana o del protettore. Ma questi si sa, sono ormai ripieghi da falliti. La scuola ha bisogno di rinforzi. I nostri ragazzi hanno bisogno di guide per sopravvivere in questa giungla. I politici sono le persone giuste per sviluppare una serie di audiovideo da proiettare in classe. I temi sono inesauribili: “Falso in bilancio”, “Il crimine indultato”, “La corruzione dei giudici”, “Come non fare un c..o tutta la vita a spese dei cittadini”, “Il condono per tutti”. Se si viene interrogati dal solito professore rompic......i è sufficiente fargli ascoltare le risposte a domande di cultura generale date dai nostri dipendenti deputati. Quelle su Darfur, Nelson Mandela, RCS e Rabin. Il professore capirà i motivi della vostra ignoranza e vi assegnerà un bel voto. Se quelli sono arrivati dove sono arrivati ci sarà un perchè. Ed è per questo che la scuola si sta trasformando. Per essere all’altezza dei massimi rappresentanti dello Stato. (*) La professoressa di matematica che avrei voluto avere io Fonte: www.beppegrillo.it |
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