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Argomento presente: « NEWS TORRE 11 07 2007 »
ID: 6443  Discussione: NEWS TORRE 11 07 2007

Autore: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Scritto o aggiornato: mercoledì 11 luglio 2007 Ore: 12:38

Comunicato della mostra: SPATIUM VULCANI
A cura di Gabriella Continisio, Paola Ricciardi

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UNA MOSTRA INTERAMENTE DEDICATA AL VESUVIO

Inaugurazione: martedì 10 luglio 2007, alle ore 18.00

Data chiusura: 31 Luglio / riapre dal 4 – al 18 Settembre

Lo spazio del Dio Vulcano
Bruno Bruno : “L’Antagonista” – olio su tela
In un mondo surreale, tipico della mia pittura, si confrontano due realtà contrapposte.
In primo piano c’è un faro, spento, inerte, che non sa o non può più irrorare la luce, lo cinge una ragnatela, ed è costretto suo malgrado a misurarsi con un vulcano (l’antagonista), che sullo sfondo al contrario è in piena efficienza, radioso, potente ; sa dare luce, calore, vita…

Alfonso Caccavale : “Vesuvius Patatrak” - fotografia digitale
Le mie opere nascono da una costante ricerca fotografica e grafica con elaborazioni digitali sul Vesuvio; quella montagna, o meglio quel vulcano che è dentro di me, con cui quotidianamente mi confronto dal balcone di casa mia. Quel Vesuvio, fonte di energia per me, che in queste opere ho voluto talvolta drammatizzare, talvolta dissacrare. Non a caso un titolo inusuale, VESUVIUS PATATRAK, che rimanda ad un gioco di parole tra Patafisica che è la scienza delle soluzioni impossibili e sconvolgimento eruttivo, che dopo tutto rigenera nuova vita.

Angela Campanile : - “Labes” - Maiolica sperimentale.
“Nella ceramica vi sono racchiusi gli elementi acqua, terra, aria, fuoco, che sono alle origini del mondo e dell’universo. La natura stessa della ceramica, fragile, ma non deperibile mi ha permesso di esprimere un’interiorità senza limiti.
Attraverso metodi tradizionali e sperimentali realizzo oggetti che vanno aldilà del valore puramente funzionale,utilizzando un linguaggio artistico personale.
La sperimentazione è frutto di ricerca sulla natura e sulla composizione degli ossidi metallici e degli smalti. L’idea di rappresentare i vulcani in eruzione è data da diversi nessi che ho trovato con le materie prime degli impasti, degli ossidi coloranti e dei rivestimenti vetrosi della ceramica e il magma, entrambi composti da elementi come la silice, alluminio, ferro, calcio, potassio. Il mio lavoro è nel quotidiano “piccole cose” contenute nell’universale”.

Pietro Chianese : “Black pine” - olio, pastello ad olio su tela e su tavola.
I miei paesaggi nascono al di fuori della concezione classica del disegno, senza un’apparente concentrazione, metto a frutto il colore, un colore più raro ed essenziale.
Soltanto scavando dentro, attraverso la forma, stratificando i ricordi ‘tonali’, posso riuscire ad integrare un sentimento più integro e puro. Il segno, che per me è incisione, esprime il linguaggio pittorico dove trova la tradizione espressionista. Il segno è netto e incisivo con una vivace orchestrazione dei colori, fusa in una calibratissima sintesi.

Gabriella Gorini : "Sopra e sotto il Vulcano" – olio, acrilico, foglia d’argento e d’oro su tela.
Un’artista forte e surreale, ‘mediterranea’, ma meditativa, attenta alle filosofie orientali e alle etnie diverse…Aprono scenari diversi, latitudini che rinviano ad un lungo e difficile itinerario intorno ai colori che perpetuano la loro infinita mutazione.
La pittura di Gabriella Gorini allude con estremo ritegno al dipingere. Non c’è pennellata, né materia, né spessore sulla sua superficie ma l’emergere del colore, della linea decisa…
La Gorini sa che l’arte è una risposta ad un universo che ci chiede di moltiplicare i nostri volti, i nostri linguaggi, ma non c’è arte senza perdite e visioni, si può cambiare perché disposti ad immaginare, meravigliare e la meraviglia, per l’artista, è un caldo colore, oggetto di un piacere ricolmo d’interesse, di una rappresentazione senza concetti ma semplicemente contemplata.

Marco Matta : “Magma” - sabbia, resina, inchiostri, olio e tempera su legno.
Opere materiche , tridimensionali. Fondamentale per me, è l’uso della sabbia come scelta sia tecnica, per gli effetti che si vengono a creare sia concettuale, perchè materia della Terra; terra dei Campi Flegrei, zona sismica che vive e muta le sue sembianze da secoli, come il globo e tutto ciò che è al di fuori della nostra atmosfera. Il resto, pura immaginazione.

Flavia Sarracino : “Emergere dalla terra”- rielaborazione d’immagine e incisione su carta fotografica.
Nei graffi di Flavia Saracino l’immagine acquista un senso ed un valore ancestrale. Si tratta di veri e propri graffiti proposti su un supporto, il diacolor, che consente di caricare, e al tempo stesso alterare, il dettato spaziale dell’immagine. Non è tanto il segno graffiato filtrato dalla luce, quanto la possibilità di invadere lo spazio che lo accoglie, di modellarlo all’articolazione dei piani, superando ogni prospettiva bidimensionale.

Sandra Statunato : “ Eruzione” – acrilico, olio su tela
Affascinata dalla natura, ne ha colto gli aspetti più significativi secondo il momento, ascoltando il bisogno dell'anima. Vulcani, alberi, distese coltivate, onde, isole, paesi reali e surreali.
Spesso li ha coniugati e inseriti tutti insieme, come se da una finestra si potesse guardare fuori un mondo ricco di forme, sfumature e forti colori. A volte come un cartone animato, a volte senza giuste proporzioni, ombre, luci e prospettive falsate riflettono un "sé" fatto di una continua ricerca di equilibri e verità, ma anche di sogni irrealizzabili. Una esplosione di energia, di amore, di libertà...il fuoco purifica, trasforma, crea...

Mario Stoccuto : “Il Vulcano crea la città” - Olio e vernici su tela
Dal suo ventre, caos e distruzione, tremori e paura, ma anche humus fertile, pietra con cui costruire e modellare. Morte e Vita in una alternanza secolare. Provo ad immaginare la città senza il vulcano, cosa sarebbe? No, il vulcano esiste ed esiste la città che è stata da lui creata e modellata, ed è così che io lo immagino mentre erutta brandelli di città, che in un vorticoso moto pone su di una tavolozza colma di misture, colori e gemme scure come il suo ventre, mentre un mare calmo lambisce la sua base.

Francesco Verio : “ Oltre il Mito : Partenope e ‘o Vesuvio” – olio su tela
Francesco Verio, pittore di matrice espressionista, ha spesso riportato nella sua produzione temi e simboli della città dove è nato. In questo dipinto riprende il tema della sirena Partenope e del Vesuvio visitandoli come denuncia sociale. La bellezza è deteriorata dall’incuria, la passione
degenera violenza, ma c’è sempre la speranza di una Napoli migliore pronta ora ad esplodere in un’armonia di luce-colore ora a chiedere, ancora una volta, aiuto al suo Santo protettore.

Artisti : Bruno Bruno, Alfonso Caccavale, Angela Campanile, Pietro Chianese, Gabriella Gorini, Marco Matta, Flavia Sarracino, Sandra Statunato, Mario Stoccuto, Francesco Verio.

L’Atelier Napoli.
Via Tito Angelini, 41 – tel. 081 5581367
fax: 081 19565579.
e-mail: latelier@fastwebnet.it

Fonte www.teknemedia.net
 
 

ID: 6450  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: mercoledì 11 luglio 2007 Ore: 12:38

L'appalto è stato aggiudicato alla ditta Frettoloso. L'evento è dal 20 al 22 luglio

Festa dei Quattro Altari, si parte

Dopo giorni d’incertezze è giunta la conferma: la festa dei 4 Altari si terrà nella data prestabilita e quindi da venerdi 20 a domenica 22 luglio. Giorni fa, a causa dell’assenza di ditte alla gara d’appalto indetta per la costruzione delle impalcature, l’amministrazione comunale ha dovuto rinviare la festa torrese di una settimana. Ma proprio nelle ultime ore, la presenza della ditta Frettoloso alla nuova gara d’appalto, ha reso sicura la riuscita dell’evento e quindi a breve vedremo fiorire le impalcature che sosterranno gli altari.

SEZSIONE IN TORREOMNIA DELLA FESTA DEI 4 ALTARI:

www.torreomnia.com/feste/4Altari2001/set_fra_4altari_01.htm

Superate le difficoltà sorte per la ristrettezza della cifre messa a disposizione, la ditta Frettoloso provvederà a realizzare le strutture di sostegno al più presto, dopodichè saranno disposte le opere nelle seguenti vie: via Roma, corso Garibaldi, piazza Luigi Palomba e via Louise. Non resta ora che stilare il programma degli eventi collaterali così da ultimare l’intera organizzazione della festa.

Paola Russo

Fonte www.latorre1905.it


REPERTORIO - FESTA DEI 4 ALTARI - RIEVOLCAZIONE DEL RISCATTO BARONALE:



ID: 6449  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: mercoledì 11 luglio 2007 Ore: 12:01

Torre, trasformare la Circumvesuviana in una metropolitana in piccola scala
mercoledì 11 luglio 2007

Torre del Greco.“Realizzazione dei parcheggi di interscambio, per una mobilità combinata e soprattutto per un adeguamento forte degli accessi alle stazioni”. Questo, in sintesi, il contenuto dell’incontro che si è tenuto martedì 10 luglio tra il sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello, e l’ingegnere Virgilio Amanteo, rappresentante della Circumvesuviana, dove ricopre l’incarico di responsabile unità organizzativa ingegneria e investimenti. “Decisamente proficuo e concreto l’incontro con il rappresentante della Circumvesuviana l’ingegnere Virgilio Amanteo, nel definire i dettagli di un progetto relativo alla realizzazione dei parcheggi di interscambio, per una mobilità combinata e soprattutto per un adeguamento forte degli accessi alle stazioni di Torre del Greco”.



Dichiara il sindaco corallino. “In particolare – spiega Borriello – nell’ambito dell’ottimizzazione dei servizi ho chiesto l’allargamento dei ponti, come quello a dir poco praticabile di rione Libia. Inoltre, si è discusso della possibilità di aumentare le corse, riducendo di molto i tempi d’attesa, quasi una sorta di servizio tipo metropolitana, in particolare tra la tratta ferroviaria Torre Annunziata – Torre del Greco, già cadenzata da sette stazioni e fermate”.

LA SEZIONE ANIMATA SU TORREOMNIA DELLA CIRCUMVESUVIANA:

www.torreomnia.com/storia/circumvesuviana/set_fra_vesuviana.htm

Il sindaco corallino aveva promesso, in campagna elettorale, attenzione alla problematica della mobilità combinata treno-automobile e quest’attività di progettazione lascia ben sperare in futuri interventi. Il percorso è lungo, ma qualcosa si muove e non solo in questo settore.

“Sulla questione – conclude il sindaco - ho già scritto e chiesto un appuntamento con l’assessore regionale ai Trasporti e viabilità, Porti e Aeroporti, Demanio Marittimo Ennio Cascetta, per presentare nei dettagli gli esiti dei lavori, nonché avviare le priorità da affrontare. Tra l’altro, notevole attenzione sarà data anche alla problematica del porto di Torre del Greco. Una problematica che merita ogni possibile considerazione sia per gli aspetti turistici e commerciali sia di una ampia riconsiderazione strutturale dell’intera area marittima”.

Andrea Di Lecce

Fonte www.capitoloprimo.it


ID: 6448  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: mercoledì 11 luglio 2007 Ore: 11:48

Burattini nel verde 2007

A TORRE DEL GRECO NON SI E' FATTO IL PORTO TURISTICO E NON CI SONO PIU' I BURATTINI PER I BAMBINI IN VILLA COMUNALE. EBBENE RIPIEGHIAMO CON CASTELLAMMARE.

Per cinque giorni a Castellammare spettacoli, laboratori, mostre ed un omaggio a Gianni Rodari con Porfito, Rispo, Esposito, Rienzo e Rizzo
 
Burattini, pupazzi, ombre, muppets, pupi e marionette, da mercoledì 11 a domenica 15 luglio, animeranno gli ampi spazi delle Nuove Terme di Castellammare di Stabia, mescolandosi insieme al pubblico tra il verde dei giardini e della pineta del parco e le 28 differenti sorgenti d’acqua minerale che qui confluiscono. Si tratta della 18esima edizione di Burattini nel verde, festival internazionale del teatro di figura diretto da Aldo de Martino e Violetta Ercolano ed organizzato dalla Compagnia degli Sbuffi.

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Il festival presenta 15 spettacoli e 8 sessioni di laboratorio sulla costruzione e sull’utilizzo di burattini e di marionette italiane ed indiane, 4 reading dedicati a Gianni Rodari proposti da Mario Porfito, Patrizio Rispo, Giovanni Rienzo, Giacomo Rizzo, Mimmo Esposito e Gennaro Silvestri, 2 mostre (una sul teatro di figura dell’India, l’altra su Totò) e il Premio Maria Signorelli, una vita tra le teste di legno, consistente in una scultura di Lello Esposito.La sezione internazionale, quest’anno dedicata all’India, ospiterà gli interpreti più rappresentativi dell’antica tradizione delle Marionette del Rajasthan tra cui il Laboratorio University of Arts di Udaipur, il Gruppo di Danzatori Milon Mela di Calcutta ed il marionettista Jaggish Bhatt di Basanimod.

DOVE: Nuove Terme di Stabia, Castellammare di Stabia (NA)
QUANDO: 11–15 luglio, ore 18.00–24.00QUANTO: 3 €INFO: 081.8728115, 081.8719408

Fonte www.campaniasuweb.it


ID: 6446  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: mercoledì 11 luglio 2007 Ore: 11:32

Tosca, Rigoletto e Butterfly nel Parco di Villa Favorita

Grazie all’Ancem l’opera en plein air sta diventando una realtà

di Alessandra Giordano

E’ salito sul palco, Nino Daniele, e ha ringraziato il pubblico. Il sindaco di Ercolano ha voluto così condividere la soddisfazione e il compiacimento nel vedere gremite le scalinate del teatro allestito nel parco a mare di Villa Favorita: più di millecinquecento melomani a sera – seimila persone in cinque serate - hanno affollato il grande impianto scenico nel verde tra prati e viali alberati voluto dall’Ancem guidato da Franco Iacono. Davvero uno spettacolo nello spettacolo, così per l’impetuoso Rigoletto di Verdi diretto dal maestro Filippo Zigante – che ha anche offerto, per una sola sera, un concerto di musiche spagnoleggianti e un Bolero di Ravel da brividi – così per la delicata Madama Butterfly, condotta con grazia e passione da Susanna Pescetti.

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Il rosso del tramonto che si andava spegnendo dietro le isole faceva da contrappunto al nero incombente dello Sterminator Vesevo che, alle spalle, dominava la scena sia per chi arrivava dall’ingresso di via d’Annunzio sia per chi veniva da mare attraccando all’approdo borbonico che da tre anni è ormai una realtà consolidata. E, in mezzo, il fresco dei giardini del parco profumati di erba appena tagliata. La gente, davvero tanta, sciamava compiaciuta e ammirata tra i viali andando dal teatro alla bouvette, nella penombra poi appena illuminata da padelle romane disseminate lungo il percorso e da luci discrete.

E ora che si sono appena spenti i riflettori e che il grande palcoscenico e tutte le attrezzature al contorno – tensostrutture a sostituire i camerini per gli attori e i musicisti, impianti di amplificazione torreggianti e le gradinate suddivise nei vari settori – vengono lentamente smontati, è d’obbligo tirare le somme e fare un bilancio di questa seconda edizione de La lirica nelle ville e negli scavi di Ercolano, iniziativa realizzata grazie anche all’apporto dell’Assessorato regionale al Turismo e ai Beni culturali nella persona di Marco di Lello, dell’Ente per il turismo con il suo presidente Dario Scalabrini, dell’Ente ville Vesuviane grazie all’interessamento e alla disponibilità del Commissario Arnaldo Sciarelli e del direttore Paolo Romanello e del Comune di Ercolano col suo infaticabile sindaco Nino Daniele.

“Un’occasione per abbinare cultura e svago – scrive l’assessore regionale Marco di Lello, nel ricco libretto di sala redatto dall’attenta Paola de Simone – in quei siti di interesse monumentale, mete privilegiate nei tour italiani e stranieri”. Tanti infatti erano i turisti di lingua tedesca ed inglese, e anche norvegese (!) che sono stati attratti dalla straordinaria possibilità di assistere ad opere immortali quali il Rigoletto o la Butterfly in uno scenario da sogno.
“Abbiamo realizzato un sogno – gli fa eco, infatti, Franco Iacono – quello di mettere insieme le cose belle, costruendo una sinergie di alti valori: la grande musica nei luoghi del Mito, della storia, del paesaggio, degli ambienti straordinari che offre la nostra Regione”.
Anche se con lentezza, dunque, la musica sta conquistando spazi nuovi e diversi dai soliti luoghi.

“Noi, come Ancem, un gruppo di soli appassionati, - continua Iacono - abbiamo lanciato una sfida per battere degrado, violenza e rassegnazione e abbiamo l’obiettivo ambizioso di continuare ad osare rendendo stabile questa nostra impresa”.
E la promessa da parte del sindaco di Ercolano c’è. “Ci vediamo qui l’anno prossimo”, ha sentenziato salutando la platea entusiasta all’ultima replica, domenica scorsa.

Fonte www.napoli.com


ID: 6445  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: mercoledì 11 luglio 2007 Ore: 11:02

SCOPERTA

TROVATI I DARDI CHE COLPIRONO I POMPEIANI NELLA GUERRA SOCIALE 89 A.C.

A rintracciare quei proiettili, lunghi anche venti centimetri e scagliati con velocità impressionante dalle catapulte contro i difensori della città, sono stati gli archeologi dell’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli che guidati dai professori Umberto Pappalrdo, Mario Grimaldi e Maria Vallifuoco, da quasi due anni stanno portando avanti, su concessione della Soprintendenza archeologica, una indagine sull’area esterna alla cinta muraria, in prossimità della Casa di Marco Fabio Rufo. Assieme ai dardi, trovati per la prima volta a Pompei, che potevano essere armati ulteriormente con stoppa accesa e diventare delle vere e proprie “bombe incendiarie” ante litteram, si sono rinvenuti anche ghiande missile e palle di pietra, altra tipologia di colpi che però erano già stati ritrovati sia in città sia lungo la cinta muraria.
Il ritrovamento, secondo gli archeologi è indicativo di un attacco portato alla città da Silla, nell’89 a. C, anche dal lato sud e non solo dal lato nord come si era pensato sino ad ora. Assieme alle testimonianze dell’assedio, che durò circa un anno e finì con la capitolazione di Pompei e delle altre città sannite: Stabiae, Ercolano, Nola, sono sttai intercettati anche materiali religiosi che fanno pensare a un tempio dedicato a una divinità femminile situato nell’area sud esterna alla città. I risultati della indagine, una volta terminata, andranno a far parte di una pubblicazione, così come previsto dal Suo Orsola Benincasa, che conterrà l’intera documentazione dello scavo e presenterà gli oggetti rinvenuti.

Fonte www.culturalnews.it


ID: 6444  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: mercoledì 11 luglio 2007 Ore: 10:56

Rifiuti, business da 6 milioni di euro
TORRE DEL GRECO E' ANCORA SOMMERSA DAI RIFIUTI

di Antonio Crispino

Article content:
Immaginare le nostre città senza montagne di rifiuti sarebbe come pensare Napoli senza il Vesuvio. Ci abbiamo fatto talmente l’abitudine che ci meravigliamo quando agli angoli delle strade non vediamo cumuli di sacchetti imputriditi e puzzolenti.

Lavorano tutti per una grande azienda che si chiama “ecomafia”. Strangolano l’ambiente fino al collasso perché così riescono a portare a termine affari con parecchi zeri.

Basta pensare che per il tredicesimo anno consecutivo la Campania è stata la regione italiana con il più alto numero di reati ambientali. Le forze dell’ordine hanno accertato 3169 infrazioni ambientali e denunciate 2782 persone, ossia la media di otto al giorno. Stando a questi dati forniti dalle forze di polizia, si capisce che attorno ai rifiuti lavorano non meno di 3000 persone, tra manovalanza criminale, boss, gestori di discariche, proprietari terrieri e appaltatori di servizi di nettezza urbana. Al ritmo di un reato ogni tre ore questa gente ha reso il nostro ambiente invivibile. Ormai non è più una sensazione: nella nostra provincia si muore di tumore quasi il doppio rispetto alle altre province. L’incidenza tumorale è stata certificata dall’atlante mondiale della sanità e da molti esperti epidemiologi che hanno confermato l’incremento di allergie, tumori alla pelle ma soprattutto leucemie e tumori al polmone. Ogni respiro fatto tra immondizia incenerita e smog cittadino ci costa carissimo in termini di longevità. Questo perché la provincia di Napoli è quella più infestata da crimini ambientali. Sono 1087 le infrazioni accertate soltanto nell’hinterland napoletano che riesce a mantenere questo primato anche per quel che riguarda gli abusi edilizi.



E’ stato stimato che in provincia di Napoli bastano nove giorni e nove notti per realizzare una villetta monofamiliare completa di tutto: impianto elettrico, pavimenti ed idraulica. E a nulla servono i sequestri delle forze dell’ordine.

In un rapporto stilato da Legambiente sulle ecomafie in Campania, è però emerso che l’attività criminale si concentra fortemente sul ciclo rifiuti. Ed è un’attività che si plasma molto velocemente riuscendo in molti casi a rispettare anche i parametri delineati dalla legge. La criminalità ha osservato che nei prossimi anni l’adeguamento e la riorganizzazione del ciclo rifiuti muoverà qualcosa come 4,5 milioni di euro. Troppi soldi per passare inosservati.

Ciò che preoccupa gli inquirenti è che l’ingresso di questa gente nel circuito legale dei rifiuti, renderà sempre più difficile capire in che modo vengono gestite le discariche e in che modo vengono trattati i rifiuti.

Il dato più sconvolgente è che le organizzazioni camorristiche riescono a gestire non solo il traffico illecito dei rifiuti ma anche il rientro dalle emergenze rifiuti. In pratica la camorra ci guadagna sia quando si raccolgono i rifiuti, sia quando vengono lasciati per strada. In quest’ultimo caso l’affare grosso si chiama “discarica abusiva”.

Nell’ultimo anno sono state 140 le discariche abusive sequestrate, eppure fa pensare il fatto che di queste mai nessuna sia stata bonificata. La stessa Legambiente ha stimato che negli ultimi due anni oltre 10 milioni di tonnellate di veleni sono stati infiltrati nelle campagne nostrane. “Le conseguenze di questi crimini - dicono - si noteranno solo tra qualche anno quando le intossicazioni alimentari e le patologie aumenteranno in maniera esponenziale”.

Nel quadro complessivo, non possono mancare i politici che se non proprio complici del sistema, sono certamente “comparse distratte”, come li ha definiti Michele Buonomo, presidente di Legambiente in Campania, di cui è molto piaciuta un’espressione con cui ha concluso un convegno sulle ecomafie a Frattamaggiore: “Il nostro territorio è inquinato moralmente dalla camorra e fisicamente dai rifiuti tossici, un territorio dove si muore lentamente; omicidi bianchi di una criminalità imprenditrice che usa i veleni e i camion al posto delle pistole”.

Fonte www.loccidentale.it


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