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Argomento presente: « SUL PECCATO ORIGINALE 3 »
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ID: 6587  Discussione: SUL PECCATO ORIGINALE 3

Autore: Vito D'Adamo  - Email: Viad37@online.de  - Scritto o aggiornato: mercoledì 25 luglio 2007 Ore: 16:11


Caro Penza,
credo di non aver colto appieno il senso dei complimenti che mi rivolgi in apertura della tua risposta (ID: 6517 del 16 luglio scorso: Noto, infatti, nel messaggio un motteggio che investe direttamente l’interpretazione e, quindi, l’insegnamento che la Chiesa presenta ai suoi credenti di un passo particolarmente difficile della Bibbia, l’esegesi del quale ha percorso secoli di tentativi patristici e scolastici, e che è approdata finalmente a proposte, aperte anche al campo delle discipline attuali, laiche o confessionali, che siano. E qui ben s’inserisce la Scuola di Gerusalemme con le sue interessanti e, talvolta, intriganti interpretazioni.

(NELLA FOTO A DESTRA: ADAMO ED EVA)

Non vorrei, però, che mi si assegnasse una veste d’ufficiale adesione all’attuale concezione della Chiesa sullo spinoso argomento, che va rispettata. Non parlo solo per me: eseguo una riflessione d’ordine generale sulla libertà di pensiero e di scelta, che appartiene ad ogni uomo e non va in nessun caso contestata.

Gli ultimi pontefici si sono dati molto da fare per estendere, con le consuete cautele, s’intende, l’apertura dell’esegesi biblica ai vari campi della ricerca umana e, onestamente, non mi pare che ciò promuova un ritorno al passato.

C’è, inoltre, una questione fondamentale di metodo, da rispettare. Se si studia un passo, è su di esso, che bisogna indagare, senza andare fuori tema, e discutere dai vari punti di vista: di lettura, d’interpretazione, di linguistica, d’ermeneutica, di fonti, d’archeologia, di storia comparata delle religioni e dei relativi riti, originali, d’importazione o di esportazione, tenendo conto delle eventuali interpolazioni postume, delle fonti storiche, dei documenti antecedenti e coevi, della valutazione dei manoscritti di Qumran; delle teorie evoluzionistiche nel loro divenire e nelle varie scuole di pensiero. La lista delle discipline, cui lo studioso può attingere, non si arresta certo qui.

Giudico importante precisare che il serpente è divinità molto antica, presente a vario titolo – e sempre di discutibile influsso - nei rituali di diverse religioni: babilonese, egiziana, fenicia, cananea; ricorre la sua presenza nella mitologia greca e tra i germanici; Persino le tribù israelitiche pretesero, dopo un’ennesima batosta da parte del loro Dio, e ottennero da Mosè, previa autorizzazione divina, un serpente di bronzo come delegato simbolo di salute (Num. XXI, 4-9).
Le domande sulla presenza e sul ruolo dell’inquietante coinquilino nel paradiso terrestre – lo si è raffigurato in arte persino fornito di gambe, precedentemente all’ordine fatale di strisciare sulla terra e nutrirsi di polvere – sono numerose e altrettante le risposte e le interpretazioni, fino ad opinare una figurazione del serpente, interna ad Eva, quale interlocutore del dibattito, instauratosi con la coscienza della donna!

Mela, come indicazione del frutto dell’albero del bene e del male, è d’interpretazione popolare, causata da un lapsus del traduttore (nella lingua latina malum non significa male, bensì “mela”), ed ha condotto ad un’esegesi a contenuto sessuale, oggi inaccettabile.

Saluto in te un interessato critico, con affettuosa stima e sincerità, esprimendo agli indulgenti lettori e agli amici tutti, ogni considerazione per l’esercizio di pazienza fin qui sostenuto.

Nonnovito

(che, al solito, non ha capito un cavolo della tecnica – scusate, Gigimari e Turi de Luca, la dumm Kopf di un ottuagenario -, finalizzata al riporto di qualche immagine a corredo degli scritti; cosicché manco ci tenta).

H/K – 19 luglio 2007.



Vito D'Adamo dalla Germania





SOPRA: UNA INTERPRETAZIONE FILMATA SUL PECCATO ORIGINALE

 
 
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ID: 6604  Intervento da: Luigi Mari  - Email: info@torreomnia.it  - Data: sabato 21 luglio 2007 Ore: 18:31

Miei cari Franco e Vito,
come un tempo Franco ha la capacità di trascinarmi negli eccessi, perché io per natura sono un eccesso vivente. Intendo un individuo psicologicamente allo stato brado che mai è riuscito ad allinearsi alle convenzioni e agli accomodamenti.
Come tutte le più grandi corporazioni umane politiche, economiche, religiose, ecc. le chiese spesso fuorviano la filosofia ideologica ed esaltano quella pragmatica, ieri come oggi e oggi come domani. Il movente di tutto ciò è il potere terreno: chimera, illusione diabolica di poter imitare il Padreterno.
Ieri alcuni orrori come le torture dell'inquisizione e le loro innumerevoli esecuzioni sommarie, oggi i medesimi orrori camuffati di democrazia e di facciata, ma più evidenti ed espliciti in altre religioni che si contrappongolo alla cattolica.
Poi c'è la Chiesa vera, come Franco la chiama, cioè i miliardi di credenti, buona parte del clero delle fasce basse, povere, paesini e campagne e un infinito numero di Sacerdoti di tutte le classi, grazie a Dio, che con i preti non hanno nulla da spartire.

NELLA FOTO A LATO: UNA DEI MILIONI DI UMANIZZAZIONI DI DIO

Ora, ripeto la locuzione di Giuseppe Marotta ne "L'Oro di Napoli": "Alcuni uomini non credono in Dio per colpa di diversi preti. E' come non credere nel tempo perché molti orologi non vanno bene tra di loro".
Mi viene spontaneo, a questo punto quello che ha l'apparenza di un paradosso: "Ma cosa c'entra DIO con le chiese?", che poi si tradurrebbe in "Cosa c'entra DIO con l'uomo e per conseguenza con alcuni preti?" Nel senso di una sorta di "parentela" o "familiarismo" infatti l'escatologico ha solo la facoltà di influenzare l'umano più che educarlo al rapporto Dio-uomo, e di non dare all'uomo proprietà e doni divini. E l'escatologico è un punto di vista umano, una dottrina.
La stessa trasmissione di Piero Angela che sere fa mostrò il museo degli orrori della "Santa" inquisizione, trattò l'argomento della trasmissione nei secoli della cultura attraverso i codex.
La Bibbia (vecchio e nuovo testamento) è stata riscritta e interpretata milioni di volte fino alle edizioni post 500 velocizzate da Guthenberg da dove sono state ricavate le moderne edizioni, pur disallineate tra gli scissi del cristianesimo.
Libero arbitrio, anche quello di interpretare la Parola di Dio, se è vero l'episodio della Torre di Babele (non mi riferisco a Torre del Greco) ed altre volte che Dio consente, permette o subisce diabolicamente la confusione unana, esistenzialismi insopportabili, altrimenti dette chimere diaboliche e illusioni che conducono l'uomo ad esorcizzare la propria impotenza di mortale con la probabile assenza salvifica.
A mio avviso il Peccato Originale è una delle tante riuscite Favole delle Scritture oppure una tremenda verità allegoria sulla incomprensione del mistero di DIO, che mille teologie non esplicheranno mai.
Diceva Giorgio Bassani: "Per capire davvero come stanno le cose a questo mondo bisognerebbe morire almeno una volta", il che non è mai accaduto.
C'è una sola certezza, a partire dai milioni di anni luce che dividono gli astri nell'universo, che DIO non è comprensibile, ma la sua presenza è totale, appunto universale, vale a dire astrale; tentare una risposta nei limiti della ragione umana è un'utopia.
E nulla, chiaramente di quello che ho appena detto o pensato ha una benché minima certezza, tanto meno gli oceani di parole di tutti gli studiosi di religione. Per Dio ci è consentito solo pensare e dire SI, perchè solo l'ostinazione si oppone, o stupidamente NO, per l'impossibilità di poterlo negare.
L'assunto di questo discorso è: su DIO non v'è nessun dubbio, sugli uomini laici o cristiani tanti!

www.torreomnia.it/cristo.htmwww.torreomnia.it/cristo.htm



Luigi Mari





ID: 6602  Intervento da: Penza Francesco  - Email: francopenza@interfree.it  - Data: sabato 21 luglio 2007 Ore: 12:57



VITO D'ADAMO

Cari Gigi e Vito,
non è il peccato originale presentato im maniera elementare che mi rattrista, ma la storia della chiesa, che non mi entusiasma. Anzi mi deprime. Potere ottenuto con i risultati anche violenti e illeciti. Dico subito per sgombrare ogni ombra che per me Cristo è lontano da Roma. Ho la sensazione che alla chiesa-uomo tutto sia dovuto per grazia ricevuta. Da bambino avevo terrore e ad un tempo venerazione per gli uomini in nero, poi da giovane ho umanizzato il problema e sono diventato amico di molti sacerdoti.
Non posso ridurre tutta l'erba a un fascio e dico con Rocco Galdieri "ogni tanto se scorda da chiereca, e fa ammore!" (Ogni tanto dimentica la tonsura e fa l'amore!") e assolvo una parte di religiosi che sbaglia da uomo e condanno la chiesa per il suo ostinato celibato. Ma questo a me non riguarda; mi toccano invece l'esibizione dei principi, le suite, gli abiti del clero e la non disponibilità verso i poveri. Il resto è potere temporale.
Ho molti amici sacerdoti veri e grazie ad essi la chiesa si regge ancora, ringraziando le poche persone che hanno fissato importanti tappe dell'assemblea:
Gesù, S. Francesco, Madre teresa di Calcutta.Questo dico non perchè io sono uno spettatore ed essi sempre attori, per l'umiltà, che si va predicando con la bocca.
Grazie alle nostre paure, a un al di là incerto, abbiamo sempre subito le violenze verbali e materiali.

Per l'estate, consiglio di leggere con distacco: Cosa Sappiamo della Bibbia? di Ariel Alvarez Valdes -Ed. S. Gaetano 2005 - Vicenza; "Oltre la Bibbia" di Mario Liverani-Storia antica di Israele-Laterza - Bari 2003; La Bibbia aveva ragione di Walter Keller ed. Garzanti 1956 - 1980 - 1981.
Saluto affettuosamente ed auguro buone vacanze.



Dott. Franco Penza




SOPRA: FILMATO SULLE OPINIONI DEL RAPPORTO CHIESA E LAICISMO


ID: 6588  Intervento da: Luigi Mari  - Email: info@torreomnia.it  - Data: giovedì 19 luglio 2007 Ore: 22:50

Caro Vito,
Franco Penza fa un po' il pendolare delle vacanze, forse non Ti risponderà subito.

Per quando riguarda l'inserimento di immagini, filmati o files vari nel forum vedi l'ID. 6545 che riporta un'ampia relazione illustrata in maniera elementare su come si fa.
Non è una questione di essere ottuagenario o meno, pensa, Vito, che c'è ancora qualche ventenne che ci manda il messaggio sulla posta privata come e-mail, ed è la redazione a pubblicarlo nel forum.
Con la volontà e la pazienza si ottiene tutto, solo non bisogna partire prevenuti dell'insuccesso o scoraggiati.

Luigi Mari


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