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Argomento presente: « IL VESUVIO CI SEPPELLIRA' »
ID: 6618  Discussione: IL VESUVIO CI SEPPELLIRA'

Autore: la redazione  - Email: info@torreomnia.it  - Scritto o aggiornato: martedì 24 luglio 2007 Ore: 15:45


Pubblicato da Massimo Brignolo in Approfondimenti: vistidalontano.blogosfere.it/approfondimenti

E' il genere di notizia su cui le redazioni Scienze e Cultura si buttano perchè consente un pò di visibilità altrimenti limitata a pochi adepti degli spazi a n-dimensioni o delle interazioni tra le formiche e le cicale. E così ieri ha fatto il giro anche della stampa estera la relazione che sarà pubblicata in questi giorni nei Proceedings of the National Academy of Sciences: intl.pnas.org, relativa ad un lavoro di una equipe italo-americana sulle eruzioni del Vesuvio.

Iniziamo da USA Today che titola "Un'eruzione precedente del Vesuvio dovrebbe allarmare Napoli: "Ricercatori italiani e statunitensi hanno oggi dichiarato che il Vesuvio ha avuto un'eruzione catastrofica intorno al 1780 a.C. che ha sepolto villaggi e persone. In una dozzina di siti archeologici, i ricercatori hanno scavato sino allo strato di ceneri dell'Età del Bronzo, in alcuni luoghi con uno spessore di tre metri. Oltre ad abitazioni conservate, il gruppo ha relazionato sulla scoperta straordinaria di migliaia di impronte umane ed animali che segnalano un tentativo di fuga. Sono stati ritrovati anche resti di un uomo e di una donna, morti probabilmente di soffocamento come le vittime di Pompei."

ABC News riprende la notizia "Napoli dovrebbe studiare le eruzioni del Vesuvio: www.abcnews.go.com/Politics/print?id=1694159. Vengono riportate le opinioni del professore di geologia Michael Sheridan che ritiene che "una futura eruzione sarebbe preceduta e annunciata da terremoti e che questa eventualità dovrebbe essere inserita nei piani di protezione civile per Napoli: news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/4780916.stm

I piani attuali sembrano infatti essere basati su una piccola eruzione del 1631 con dimensioni sicuramente minori di quanto possibile. I nuovi ritrovamenti relativi alla eruzione dell'Età del Bronzo mostrano che i pericoli delle ceneri e dei gas roventi potrebbero coinvolgere non solo la base del vulcano ma tutta la moderna Napoli."
Come riporta la radio France Info:

www.radiofrance.fr/chaines/france-info/depeches/detail.php?depeche_id=060307075544.24f9zygn; oggi il Vesuvio è il vulcano più sorvegliato al mondo. Ogni vibrazione è registrata, le emissioni gassose sono controllate e un satellite l'osserva in permanenza. Dopo l'ultima eruzione (1944) più di 600.000 persone si sono riinstallate sui suoi fianchi, spesso in abitazioni costruite abusivamente. La loro evacuazione in caso di eruzione è diventata un problema critico poichè richiederebbe, secondo gli esperti, due settimane". E concludiamo con BBC News che considera

I rischi del Vesuvio sono sottovalutati news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/4780916.stm. "I piani di evacuazione riguardano 600.000 persone, ma i ricercatori ritengono che fino a tre milioni di persone possano essere a rischio". Sempre il professor Sheridan ritiene che "I piani attuali non considerano l'evento di massima entità; ci sono stati casi rilevanti recentemente (l'uragano Katrina, per esempio) dove non sono stati presi in esame gli scenari peggiori e questa eruzione rischia di essere uno di questi".

"Le probabilità che l'eruzione avvenga in tempi ridotti è alta se consideriamo che vi sono state otto grandi eruzioni nella storia del Vesuvio con un periodo di due-tremila anni l'una dall'altra ed ora sono circa 2000 anni dall'ultima".

Fonte vistidalontano.blogosfere.it
 
 

ID: 6637  Intervento da: Luigi Mari  - Email: info@torreomnia.it  - Data: martedì 24 luglio 2007 Ore: 15:45

Hai ragione Luca,
Io sono pessimista e Tu ottimista. Me se il vesuvio erutta nessuno di noi ha ragione.
Il pessimista rispetto all'ottimista ottiene perfettamente le stesse cose, solo che ne soffre.
Ma, sai, è anche la discesa della china che rincrudisce i timori.
Da piccoli aspettavamo le feste paesane con ansia, il count down peggio che da militari, e poi ci godavamo fino all'ultima nocciolina rimasta nella tasca della camicia.
Oggi la festa ci passa sotto i piedi come un tappeto di tapirulan e non non ce ne accorgiamo.
Più vanno avanti gli anni e più diventa salda la "sindrome della partenza" come la chiamano oggi gli psicologi.
Beato Pasquale Zuccarini Senjor, nonno dello Junior, 81 anni, parla delle donne come quando era al liceo. Non conosce noia, tristezza. Mi rispose un giorno: "Cos'è la deprssione? Sì il sottovuoto delle confezioni di affettati"!

Che Dio vi benedica giovanotti!

"Cotesta età fiorita..." diceva Leopardi!

E La felicità, la gioia dei bambini, meglio ancora.

Lo stesso Leopardi diceva.

"I fanciulli trovano il tutto nel nulla. Gli adulti il nulla nel tutto".



ID: 6621  Intervento da: luca merlino  - Email: luigi.merlino@fastwebnet.it  - Data: lunedì 23 luglio 2007 Ore: 13:27

...Per ora dorme tranquillo! Lsciamolo dormire ancora..........



Luca Merlino
della redazione


ID: 6620  Intervento da: Salvatore Vitiello  - Email: iello@hotmail.com  - Data: lunedì 23 luglio 2007 Ore: 13:19

SE L'AMICO VESUVIO SI RISVEGLIA?

Gli esperti dichiarano di non sapere quando il Vesuvio decidera di "regalarci" la prossima eruzione, né la sua intensità. Che il piano predisposto dalla Protezione Civile sia destinato a fallire ne siamo convinti più o meno tutti. Le poche informazioni trapelate appaiono a dir poco paradossali. Evacuare 700.000 mila persone dai paesi a rischio, con pullman o treni nel giro di pochi giorni e assurdo.
Ci vorrebbero 10. 000 o 15.000 pullman e migliaia di treni! Pensate poi al panico. Noi torresi, pare, dovremmo andare in Sicilia, in parte per via terra, con pullman messi a disposizione della stessa Protezione Civile o dall’Esercito, ed in parte per via mare con navi ... anche se gli esperti dicono che non possono attraccare nel nostro porto!
Mi sono chiesto: "Cosa faro e cosa devono fare i miei familiari se dovesse presentarsi inavvertitamente l’evento e non riusciamo ad allontanarci insieme?" La risposta e: "Me ne vado a Bologna dove ho parenti che potrebbero ospitarmi".Ma quanti come me potreb- bero trasferirsi da loro parenti od amici? Credo molti. Allora non sarebbe meglio che. chi di dovere, facesse un’indagine per sapere quanti, in caso di calamita, possono andare da familiari o amici? Tanto meglio se il parente o 1’amico e a pochi chilometri da Torre, fuori la zona di pericolo.
E come farò a non perdere i contatti con famiglia ed amici? Al di la del telefonino che in quei giorni potrebbe non funzionare, ci siamo dati in famiglia una e-mail (evviva Internet!) cosi ovunque saremo potremo comunicare tra anche senza avere il computer, perché basterà entrare in qualunque ufficio per la posta o per inviare messaggi. Mi sono assicurato cosi i contatti con i miei.
Per sapere invece cosa succede nella mia città, basterà collegarmi con il sito Internet del Comune che avrà messo (spero!) una o più videocamere puntate sul Vesuvio e sulle principali zone della città e potrò essere costantemente aggiornato sull’evoluzione del fenome no eruttivo e sui principali avvenimenti cittadini. Un piano di evacuazione dovrebbe essere preceduto dall’indagine su tutti i cittadini per sapere se hanno dove andare. Raggruppare, poi, i cittadini secondo casistica.

A - quelli che hanno dove andare (parenti, amici, casa di villeggiatura, ecc.);

B - quelli che possono muoversi da soli, ma non sanno dove (per questi
sensibilizzare il territorio nazionale per scambi d’ospitalità);

C - quelli che non possono muoversi autonomamente (anziani, invalidi, ecc.), e cosi di seguito.

Dopo questa indagine si dovrebbe procedere con operazioni da concordare con la Prefettura e/o con la Protezione Civile: assegnare ad ogni cittadino una casella di posta elettronica (codicefiscale@gestore), per consentire - in caso di evacuazione dalla città - di ricevere, ovunque si trovino, messaggi dai familiari e dalla amministrazione; consegnare a tutti i cittadini una tessera tipo "bancomat" per il prelievo giornaliero o settimanale da uno sportello automatico (banca o posta) del "contributo di sopravvivenza" che eventualmente lo Stato vorrà assegnare agli sfollati. Anche per una serie di servizi, come: percorso sui mezzi pubblici, treni, aerei; svaghi, ecc.;consegnare altra tessera, a quei cittadini che si dichiarano disponibili ad ospitare uno o più sfollati previo corresponsione del "contributo di ospitalità" che la stessa Prot.Civile vorrà disporre.

Sarebbe il "contributo di ospitalità" il fulcro del1’intera operazione perché metterebbe in condizione, chi non ha parenti o amici disposti ad ospitarli, di conoscere la famiglia in cui andrà, magari stabilendo in anticipo rapporti di amicizia. Ciò attenuerebbe il disagio dell’ospitalità in case estranee. Alla fine dell’indagine, la Protezione Civile saprebbe esattamente quante famiglie non hanno autonoma sistemazione (credo poche, anche perché il "contributo di ospitalità" potrebbe tornare utile a tante famiglie economicamente in difficoltà), e quante sono appiedate, per predisporre 1’allontanamento con i mezzi della stessa Protezione Civile e la loro sistemazione, che c’e da augurarsi, non sia in tende o in scuole pubbliche.
Come in vigore per la zona di Sarno, si potrebbe disporre che, alle primissime avvisaglie (che secondo gli esperti, almeno 15 giorni prima dell’evento eruttivo), quanti possano, si allontanino con mezzi propri. Appena le avvisaglie si fanno più serie, il secondo invito rivolto a chi, trovata sistemazione autonoma, si allontana con mezzi propri. Alle avvisaglie più consistenti, a famiglie bisognose di essere trasportate, per trovarsi in luoghi di raccolta.
Contestualmente la Protezione Civile preleverà dalle case le persone imposibilitate a muoversi autonomamente (anziani ed invalidi soli).
Le videocamere collegate via Internet e posizionate in punti strategici, consentiranno a tutti di essere aggiornati sull’evoluzione della eruzione, anche per organizzare il rientro, appena superata la fase di pericolo (in genere dopo 20 max 30 giorni).
Il nostro Comune non può ignorare di esserci il più grande tra quelli posti a corona del Vesuvio. Perciò deve farsi carico di assumere il coordinamento delle iniziative da mettere in campo prima del- l’eventuale evento. Pertanto, promuova un in incontro con i sindaci dei comuni interessati per pervenire ad un piano di evacuazione possibile, non fantasioso e non "calato" dall’alto da persone che non conoscono i nostri territori, ma in grado di dare tranquillità e certezza di intervento.
La Protezione Civile del Comune di Avellino, ha pubblicato in Internet il "piano di evacuazione" in caso di eventi franosi e/o alluvionali che ipotizza lo scenario di rischio atteso; la cartografia di riferimento; il monitoraggio del territorio: le soglie di preavviso superiore a 12 ore, superiore a 3 ore ed inferiore a 3 ore; la catena di comancio ed il C.O.C. Centro Operativo Comunale, con 1’individuazione dei vari responsabili: Sindaco, Responsabile C.O.C., Comandante dei Vigili, Capo Servizio manutenzioni del Comune; ecc. Prevede inoltre la creazione di organismi di supporto (squadre tecniche, sanitarie, ecc.) ; 1’impiegno di strutture (telecomunicazioni, Internet, ecc.) ;
L’assistenza alla popolazione; le procedure per 1’allarme. Riporta finanche i testi dei manifesti che sarainno affissi in caso di evento calamitoso. I responsabili della Protezione Civile del nostro Comune ne prendano visione per adattarlo al nostro territorio. E invece di concludere con la perenne battuta al mio amico: "Non ti preoccupare, sono parole al vento!", stavolta invitiamo l’Amministrazione Comunale ad approfondire il problema, perché si tratta della pelle dei nostri cari e della nostra oltre che della loro.

Salvatore


ID: 6619  Intervento da: la redazione  - Email: info@torreomnia.it  - Data: lunedì 23 luglio 2007 Ore: 11:52

UN'ERUZIONE NON E' UN TERREMOTO

CON TUTTO IL RISPETTO PER GLI SCENZIATI MAI UN ERUZIONE NON HA DATO AVVISAGLIE PER EVACUARE.

Il Vesuvio è tra i vulcani più studiati e tenuti sotto controllo nel mondo, se un giorno il magma dovesse fuoriuscire è quasi impossibile che l'eruzione non possa essere prevista con anticipo. Oggi il condotto principale è ostruito dal magma raffreddatosi dopo l'eruzione del 1944, gli scienziati stanno definendo con precisione dove si trova la camera magmatica che sta via via riempendosi di lava e di gas.
Una sofisticata strumentazione sta tenendo sotto controllo ogni più piccolo movimento del magma gas, composizione chimica delle acque sorgive, microterremoti e variazioni del livello del suolo sono costantemente analizzati da computers. Quando il magma verrà a giorno si cercherà la strada creando fratture che saranno sorgenti di numerosi sciami di terremoti, il loro studio permetterà di capire a quale profondità si troverà via via nel tempo la lava in risalita, non è detto che quest'ultima esca dal condotto principale, essa infatti potrebbe aprirsi la strada da uno dei versanti del vulcano.
Tutto ciò comunque non deve far pensare che il Vesuvio sia un mostro addomesticato, c'è chi sostiene infatti che potrebbe anche risvergliarsi con modalità imprevedibili, magari con periodi di preallarme così lunghi che dopo un certo tempo non verranno più considerati pericolosi dalla popolazione.
Queste ricerche, questi studi, porteranno gli scienziati a prevedere con sempre maggior precisione le eruzioni, salvando in tal modo la vita di migliaia di persone.

La direzione

Fonte www.marketplace.it


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