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Argomento presente: « OMAGGIO A MARIO GINELLI »
ID: 6654  Discussione: OMAGGIO A MARIO GINELLI

Autore: Penza Francesco  - Email: francopenza@interfree.it  - Scritto o aggiornato: giovedì 26 luglio 2007 Ore: 12:49

MARIO GINELLI UN ARTISTA TORRESE DIMENTICATO

Mario Ginelli, nato a Torre del Greco nel 1932, negli anni ’50 e ’60 fu tra i protagonisti dell’Associazione Loreto Starace insieme a Raiola, Cutolo, Cacace, Di Lauro, Bianco, Beffi, Rivieccio. Fu presidente dell’Associazione dal 1954 al 1957, allenatore di Calcio, attore, presepista, regista.
Tra le opere dirette ricordo nel 1953 “L’Avventura di Pinocchio” con il collega di medicina Di Donna, con scene di Raffaele Di Maio. C’ero anch’io come Pulcinella, smarrito e impaurito. Ginelli , grande appassionato di teatro, nel monastero della Madonna delle Grazie, dove ho vissuto per molti anni da sfollato, formò un teatro con terreno di risulta, dando le prime rappresentazioni de “La Cantata dei Pastori”.
In quel periodo io costruivo la mia croce, a piccoli pezzi di legno, molto fragile, su cui sono stato crocifisso più avanti negli anni, ne La Redenzione de “I Quattro”. Mario Ginelli spostò le sue attenzioni su La Starace in costruzione e volò in alto, ma sempre con il silenzio e la indefessa attività.
Salvatore Flavio Raiola, Pittore egregio, memoria storica della Starace, redigerà la biografia di Ginelli, mio padrino nel 1948.
Lo scritto sottolinea che spesso la storia del mondo è affidata ai megalomani, i quali prendono il sopravvento e la modestia accantonano.
I mediocri sono sempre sul palco, i modesti in platea. Ma a tutto c’è un limite. Ogni tanto, passiamoci la mano per la coscienza e sottolineamo i meriti di chi veramente li ha.



Dott. Franco Penza della redazione di Torreomnia



 
 

ID: 6658  Intervento da: la redazione  - Email: info@torreomnia.it  - Data: giovedì 26 luglio 2007 Ore: 12:49

SUL TEATRO DEI TEMPI DI PENZA E GINELLI

www.torreomnia.it/forum/leggi.asp?id=6596

La Morte e Passione con la Filodram- matica di Franco Penza

Gli attori erano Totonno Ponticelli, Ciro Sansovino, Luigi Sallustio, Carmine Gigliati, Angelo Vitiello, Dante Raiola, Michele Bianco, Vincenzo Taté e prima attrice Francesca De Luise. Il cronista dell'epoca Giurai scrisse, sempre sull'Intrigante che lo spettacolo suscitò grande ilarità tra il pubblico presente.

Nello stesso periodo il "Garibaldi" ospitò "Era innocente" una commedia scritta da Raffaele Perillo, interpretata e diretta da lui stesso, ottenendo in sala risa e sollazzi!
Il circolo "Domenico Morelli" aveva una sua filodrammatica con un cast d'eccezione, formato da Nicola Di Donna, Osvaldo Rivieccio, Giuseppe Raiola, Crescenzo Mazza (l'onorevole...) il comm. Luigi Sorrentino, Nelli Montella, Antonio Mennella, Nicola De Corsi, Raffaele Raimondo (piccoletto) Antonio D'Auria, Pasquale Manzo, Giuseppe D'Istria, Magda D'Amato, ecc.
A Natale era d'obbligo rappresentare la "Cantata dei Pastori", a Pasqua "La morte e Passione di Gesù". Ovviamente nel repertorio non mancavano i soliti classici tragici o comici o commedie scritte da pseudo autori. Gli stessi attori si esibivano anche all'Arena "Tina Di Lorenzo" (vedi foto) in Via G. De Bottis, in piena estate, o presso l'attuale sala dell'oratorio "B. Vincenzo Romano" in Via V. Veneto, il cui palco si trovava di fronte all'attuale.
Il 2 settembre 1939 presso l'Arena Impero andò in scena "Questi ragazzi", commedia in 3 atti di G. Gherardi. Nel cast: Clara Belmonte, Gigliola Graziosi, Nicola Di Donna, Raffaele Sorrentino, Giuseppe Di Blasio e Carmela Cecchi. Suonava l'orchestra diretta da Peppino Raiola-Raimir.

TUTTO IL TEATRO TORRESE DEL 900

www.torreomnia.com/attori/Teatro/teatro_torrese.htm


ID: 6657  Intervento da: la redazione  - Email: info@torreomnia.it  - Data: giovedì 26 luglio 2007 Ore: 11:39

LA LORETO STARACE IN TORREOMNIA

www.torreomnia.com/religione/loreto_starace/set_frame_starace%20.htm

LA NOVA JUVENTUS IN TORREOMNIA

www.torreomnia.com/religione/nova_juve/set_frame_nova%20.htm

MARIO GINELLI NELLA STORIA DEL TEATRO TORRESE

www.torreomnia.com/attori/Teatro/teatro_torrese.htm

www.torreomnia.com/attori/Teatro/teatro_torrese2.htm

DOSSIER GENNARO VITIELLO IN TORREOMNIA

www.torreomnia.com/Attori/gennaro_vitiello/gennaro_vitiello.htm

LUCIO BEFFI IN TORREOMNIA

www.torreomnia.com/Attori/Lucio_Beffi/lucio_beffi.htm

ELIO POLIMENO IN TORREOMNIA

www.torreomnia.com/Attori/Elio_Polimeno/elio_polimeno.htm

TORRE DEL GRECO: MERITOCRAZIA POST-MORTEM?

LUCIO BEFFI nei ricordi

Quando si parla di questo straordinario personaggio ricorre spesso non già il sole, il mare, la luna, il ragù insomma gli ingredienti classici della napoletanità, ma il terrazzo saraceno con la pancia di pece nera.Sicuramente un covo chimerico per meditazioni infantili. Ma questa volta non è una chiusa soffitta, uno sperduto sentiero, un quieto fienile, è un luogo di una scenografia esotica, ma abbacinato dal nostro sole, tra le meliche voci della strada di un tempo, sotto una volta infinita.
E Lucianiello lì nutriva la sua fantasia di artista perché aveva solo due alternative: riscendere giù tra convenzioni, compromessi e dolori della sua terra oppure sublimare i suoi ideali spiccando il volo verso il cielo infinito Da quì si dipana una vita spesa per l'arte nel tentativo di imparare a volare, cioè spiccare un salto verso la libertà. Ogni sua ascesa, ogni successo era un battito d'ali, era una speranza in più per il suo popolo, così allegro, così geniale, ma spesso così sfortunato.


ELIO POLIMENO nei ricordi

Non è certo mia intenzione tessere un edulcorato necrologio di circostanza; né temo di fare retorica affermando che il nostro Elio per molti di noi non è scomparso perché egli è una tessera che rimane incastonata nel grande mosaico del teatro partenopeo, sin dagli anni 70 con la "Cantata dei Pastori" allestita da De Simone al S. Ferdinando, poi negli anni 80 sempre con De Simone al S. Carlo con spettacoli di risonanza nazionale, fino ai film di successo: "No, grazie, il caffè mi rende nervoso" con Lello Arena; "Il Camorrista" con Ben Gazzara; "La Pelle", film tratto dal libro famoso di Curzio Malaparte, con Burt Lancaster, Mastroianni, Aldo Giuffré, ecc.; "All'Ombra del Vesuvio" sceneggiato con Massimo Ranieri; "La Piovra", con Michele Placido; ecc.
Elio non si saziava con le pagine precostruite dei copioni, egli esternava la sua sete istrionica per le strade della sua Torre. Scandagliava non solo i personaggi che lo colpivano, che gli ispiravano fatti d'arte, ma gli antri sgraziati o fatiscenti della vecchia Torre, il "cunurcio" di pane e ppummarola addentato dall'infante assiso sul poggio di pietra vesuviana sotto un arco, alla soglia di un dedalo. Elio era uno di quelli che non avrebbe mai sostituito il suo terzo piano spagnolo a Via del Pozzo n. 4 con una lussuosa villa al Vomero, asettica e disumana, perché egli, a modo suo, si nutriva di amore, di suggestioni e di trasognamenti legati alla prima infanzia.
Elio Polimeno è stato il miglior "diavolo" della Cantata. E solo un grande attore sa apparire cattivo con un animo così altruista e generoso.
Elio è un caso raro al mondo perché è l'unico diavolo della storia che certamente dimora nel Secondo Cielo del Paradiso. Per tenere compagnia a Troisi e Totò.
Lo sanno bene coloro i quali egli spesso aiutava e lo nascondeva persino a sua madre o agli amici più cari. E gli animali che allevava ai quali quasi francescanamente parlava: "Ciaccariello" era il cane, "cianciusella" la gatta.
E solo oggi, dopo aver ascoltato queste rare testimonianze, i cui autori tengo in serbo, capisco perché nell'80 apparisti sull'uscio della mia tipografia di Via Purgatorio, e con quel tono stentoreo, mefistofelico, è il caso di dire, ma in quel torrese esasperato dicesti: "Hai fatto nu libbero 'i fotografia r''a Torre e proprio a mme nun m'attocca?". Ora posso capire e giustificare il significato di quel "proprio a mmè".
Addio Elio, spero di rivederti, un giorno, capisci a mme, e ti porterò questo CD, la nostra Torre, perché t'attocca.

Luigi Mari




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