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Argomento presente: « ZINGARELLI VISSUTO A TORRE » | |||||
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ID: 6743 Intervento
da:
Cosimo CANFORA
- Email:
cosimoblanc@hotmail.fr
- Data:
sabato 4 agosto 2007 Ore: 19:50
SALVE! Ho qualcosina anch'io sul Bordas di George Pascal...ma non so come fare per copiare, incollare il mio scritto...Il word del mio PC nopn ha l' opzione...Ho provato a farlo passare come immagine, dopo averlo registrato, ma non passa! Che fare? Avete un suggerimento? GRAZIE! |
ID: 6670 Intervento
da:
Francesca Mari
- Email:
info@torreomnia.it
- Data:
venerdì 27 luglio 2007 Ore: 15:34
FORTUNA CHE LA TARGA MURARIA DELL’AMMIRAGLIO FRANCESCO CARACCIOLO, CHE VISSE PURE A TORRE DEL GRECO, E’ STATA APPOSTA AD ALTEZZA D’UOMO SUL CIVICO DI FRONTE ALLA VILLA COMUNALE. Tratto da "Itinerari torresi" di Raffaele Raimondo: (…) Ferdinando IV, il 21 dicembre 1798, all'avvicinarsi dei francesi, scappò da Napoli e il 22 veleggiò alla volta di Palermo, non prima di aver assistito all'incendio nel quale furono distrutte quasi tutte le navi della flotta napoletana, tra cui tre dei superbi vascelli costruiti a Castellammare, e cioè, il «Partenope», il «Tancredi»e il «Guiscardo». ![]() Nella fto a lato: L'Ammiraglio Francesco Caracciolo vissuto a Torre del Greco E' noto altresì che la famiglia reale al completo preferì imbarcarsi sulla nave inglese «Vangaurd» comandata da Nelson, anzichè sul vascello napoletano «Sannita» del quale era comandante Francesco Caracciolo. Nello stesso tempo il «Sannita», al comando dell'ammiraglio Francesco Caracciolo, entrava nel porto a vele spiegate e con una splendida manovra andò ad attraccare dolcemente alla banchina. Nelson non dimenticò questa doppia umiliazione. Se ne ricordò il 29 giugno del 1799 quando permise l'impiccagione del Caracciolo all'albero maestro della fregata napoletana «Minerva». Questo marchio d'infamia offusca la grandezza del più eroico ammiraglio inglese (…). www.torreomnia.com/attualita/itinerari_torresi/solidscr5.htlm LA VILLA CARACCIOLO A TORRE DEL GRECO: Villa del Duca D’Andria; Villa “Yaeko” proprietà D’Elia; Villa Gallucci; Villa Berardo antica proprietà Calì; Villa Caracciolo poi Berardo, nella quale dimorò per molto tempo l’ammiraglio Francesco Caracciolo. La villa aveva un fondo di ampia grandezza, oggi Villa Comunale, che appare sulla destra del visitatore che viene da Napoli. Accogliente col suo verde, la sua fragranza, la sua luce, la sua aria e la splendida bellezza del panorama che si ammira dal grande terrazzo sul mare. Fonte: La Tofa www.vesuvioweb.com/new/IMG/pdf/la_tofa_21.pdf ALTRA FONTE DEL PERIODO STORICO: (...) Contemporaneamente il cardinale Fabrizio Ruffo, sbarcato in Calabria riconquistava il regno e la capitale promettendo ai repubblicani un'onorevole capitolazione, purtroppo non rispettata dal l'ammiraglio Nelson, che fu spietato nella repressione. Caddero vittime della rappresaglia borbonica l'ammiraglio Caracciolo. Eleonora Pimentel Fonseca, il conte di Ruvo Ettore Carata, il marchese di Genzano e molti altri. Il lungomare di Napoli prende il nome di via Caracciolo, in onore dell'ammiraglio Francesco Caracciolo (...). www.andriaroberto.com/napoli_per_gleijeses.htm E A PROPOSITO DI ELEONORA PIMMENTEL DE FONSECA, FORSE LA PRIMA GIORNALISTA DONNA DEL MONDO, SI CONSIGLIA IL PIU' GRANDE ROMANZO STORICO CONTEMPORANEO DI QUEL PERIODO NAPOLETANO. INFATTI VIENE STUDIATO NELLE SCUOLE. Si consiglia l’edizione scolastica con le chiose esplicative a causa del linguaggio settoriale del momento. Enzo Striano - "Il resto di niente" Avagliano, Napoli, 1999, pp. 411 «Questo - scrive in una nota Enzo Striano (...) ("Lo storico espone ciò che è accaduto, il poeta ciò che può accadere, e ciò che rende la poesia più significativa della storia, in quanto espone l'universale, al contrario della storia, che s'occupa del particolare" Poetica, IX, 1451 b), dal Tasso ("Chi nessuna cosa fingesse, poeta non sarebbe, ma historico" Primo discorso sull'arte poetica), dal Manzoni ("Lo scrittore deve profittare della storia, senza mettersi a farle concorrenza" Lettera al Fauriel), da altri grandi». Niccolò Fiorentino filosofo, avvocato e patriota (Pomarico 1755 - Napoli 1799). NeI 1789 fu nominato governatore di Torre del Greco, Resina e Portici nel 1798. Fu uomo erudito. Nel 1799 con Francesco Lomonaco aderì al movimento Repubblicano. Salì al patibolo a Piazza Mercato a Napoli il 12 dicembre 1799 insieme alla Fonseca e tanti altri patrioti, http://lafrusta1.homestead.com/rec_striano.html LA SCHEDA DEL FILM TRATTA DAL GRANDE ROMANZO: http://cinema.castlerock.it/film.php/id=2779/scheda=il-resto-di-niente ENZO STRIANO E LA SUA TRAVAGLIATA VICENDA di Marcellino Iovino E' nel 1978 che Striano inizia a lavorare al suo capolavoro, ad uno dei romanzi migliori apparsi in Italia negli ultimi trent’anni, un romanzo storico, “Il resto di niente” terminato nel 1982. ![]() Nella Foto a lato: Enzo Striano, l'autore del più grande romanzo storico della Napoli dell'800. Ironia della sorte negli stessi anni in un’altra parte della nostra penisola un altro professore stava scrivendo un altro romanzo storico destinato a diventare un capolavoro: Il nome della rosa. Inutile dire che quel professore è Umberto Eco. Ma il destino del libro di Striano sarà molto diverso rispetto al libro di Eco. Infatti, mentre Eco avrà subito un plauso mondiale per la sua opera, Striano dopo aver ricevuto i rifiuti di routine da parte delle grandi case editrici, dovrà attendere circa quattro anni per vedere pubblicata la sua opera, che esce per la casa editrice Loffredo. In compenso, però, il libro ottiene un vasto successo di pubblico soprattutto a Napoli. Negli anni 1986-1987 del libro s’interessano molti scrittori e critici tra cui Domenico Rea e Michele Prisco. Ma il povero Striano non può godersi il successo perché muore prematuramente il 26 giugno del 1987. www.enzostriano.com/ilrestodiniente.htm Uno dei maggiori romanzi storici moderni, una delle poche chiavi di lettura per capire le radici cromosomiche del comportamentale dei vesuviani. Domenico Rea ![]() A cura di Francesca Mari junior della redazione |
ID: 6667 Intervento
da:
la redazione
- Email:
info@torreomnia.it
- Data:
venerdì 27 luglio 2007 Ore: 10:23
E' BENE PUNTUALIZZARE CHE L'OMONIMO NICOLA ZINGARELLI, COME DIRE, PER ANTONOMASIA E' QUELLO FAMOSO DEL VOCABOLARIO. QUINDI UNA BREVE NOTA DI DISTINZIONE...FA D'UOPO. NICOLA ZINGARELLI, filologo Nicola Zingarelli nasce a Cerignola il 30 agosto 1860. Critico, dantista e filologo, lega la sua attività di umanista allo studio della lingua italiana, ed in particolare alla realizzazione del Vocabolario (giunto oggi alla XII edizione), alla cui stesura lavora dal 1913, per avviarne la pubblicazione, a fascicoli, nel 1917. ![]() Foto a lato: Nicola zingarelli il filologo famoso per il vocabolario Dopo i corsi di specializzazione (a Firenze, Berlino e Breslavia), poliedrica è la sua professione accademica (svolta soprattutto prima a Palermo e poi a Milano), e variegata la sua produzione letteraria, legata in particolare ad uno studio della lingua italiana che assume un nuovo valore lessicale alla luce di una riconsiderazione evoluta ed obiettiva dei classici, che gli fa ottenere, tra l'altro, nel 1925, l'incarico di direttore di sezione (per le letterature neolatine) dell'Enciclopedia Italiana della Treccani. Seppure vissuto lontano dalla sua Cerignola, forte rimane l'interesse e l'attenzione per la città natale, della quale contribuisce a promuoverne la crescita culturale. Muore a Milano il 7 giugno 1935. |
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