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Argomento presente: « ZINGARELLI VISSUTO A TORRE »
ID: 6666  Discussione: ZINGARELLI VISSUTO A TORRE

Autore: Luigi Mari  - Email: info@torreomnia.it  - Scritto o aggiornato: sabato 4 agosto 2007 Ore: 19:50

QUANTI SANNO CHE IL GRANDE MUSICISTA E' VISSUTO A TORRE ED IVI DECEDUTO?
STAMANI HO FATTO QUESTA SCOPERTA LEGGENDO LA PRIMA VOLTA UNA LAPIDE A CAPO TORRE PERCHE' LA APPOSERO AD UNA VENTINA DI METRI DAL SUOLO.

Nicola Antonio Zingarelli da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nella foto a lato: Nicola Antonio Zingarelli

Nicola Antonio ZingarelliNicola (o Niccolò) Antonio Zingarelli (Napoli, 4 aprile 1752 - Torre del Greco, 5 maggio 1837) fu un compositore italiano.

Dopo la morte del padre, Zingarelli entrò con i fratelli Francesco e Giuseppe al Conservatorio di Santa Maria di Loreto, dove suo padre aveva prestato servizio come insegnante. Qui studiò sotto l'insegnamento di Alessandro Speranza e Fedele Fenaroli.

Il 22 luglio 1772 lasciò il conservatorio e prese il posto di organista a Torre Annunziata. Grazie all'aiuto della duchessa di Castelpagano, il 13 agosto 1781 riuscì a rappresentare al teatro San Carlo la sua prima opera, Montezuma. Inizio quindi per Zingarelli la carriera di compositore d'opere, che lo porterà a spostarsi molto per l'Italia e per l'Europa.

Tra il 1785 e il 1803 fu attivo presso i teatri di Milano, Venezia, Mantova, Torino, Firenze, Roma, Napoli e Parigi.

Nel 1789 giunse a Parigi per mettere in scena Antigone. Ben presto però dovette lasciare la capitale francese a causa dello scoppio della rivoluzione e tornare, quindi, in Italia.

Nel 1793 ricevette il posto di maestro di cappella del Duomo di Milano, posizione che mantenne fino all'anno successivo. Infatti nel 1794 fu nominato maestro di cappella del Santuario della Santa Casa di Loreto.

Nel 1803 iniziò a tralasciare la composizione operistica per dedicarsi maggiormente a quella sacra. Quindi, nel 1804, prese il posto di maestro del coro della Cappella Sistina a Roma.

Nel 1811 rifiutò, in quanto patriota italiano, di dirigere un Te Deum per la nascita del figlio di Napoleone. Fu dunque arrestato e condotto a Parigi, ma venne subito rilasciato, dato che Napoleone era un estimatore della musica di Zingarelli. Inoltre gli fu conferita una pensione statale.

Nel 1813 entrò nella direzione del Real Collegio di Musica di Napoli assieme a Giovanni Paisiello, Giacomo Tritto e Fedele Fenaroli. Nello stesso anno diventò unico direttore del Conservatorio. Ebbe tra i suoi allievi Vincenzo Bellini, Michele Costa e Saverio Mercadante.

Nel 1816 succedette a Paisiello (morto l'anno stesso) nella carica di maestro del coro del Duomo di Napoli, posizione che mantenne fino alla morte.

Sono note 38 opere di Zingarelli; l'anno e la città si riferiscono alla prima rappresentazione.

I quattro pazzi (intermezzo, 1768, Napoli)
Montezuma (opera seria, libretto di Vittorio Amedeo Cigna-Santi, 1781, Napoli)
Alsinda (opera seria, libretto di Ferdinando Moretti, 1785, Milano)
Ricimero (opera seria, libretto di Francesco Silvani, 1785, Venezia)
Armida (opera seria, libretto di Jacopo Durandi e Francesco Saverio de Rogatis, 1786, Roma)
Antigono (opera seria, libretto di Pietro Metastasio, 1786, Mantova)
Ifigenia in Aulide (opera seria, libretto di Ferdinando Moretti, 1787, Milano)
Artaserse (opera seria, libretto di Pietro Metastasio, 1789, Trieste)
Antigone (opera seria, libretto di Jean François Marmontel, 1790, Parigi)
Pirro, re d'Epiro (opera seria, libretto di Giovanni De Gamerra, 1791, Milano)
Annibale in Torino (opera seria, libretto di Jacopo Durandi, 1792, Torino)
Atalanta (opera seria, libretto di C. Olivieri, 1792, Torino)
L'oracolo sannita (opera seria, libretto di D. Del Tufo, 1792, Milano)
Il mercato di Monfregoso (opera buffa, basato sul libretto Il mercato di Malmantile di Carlo Goldoni, 1792, Milano)
La Rossana (opera seria, libretto di P. Calvi, 1793, Genova)
La secchia rapita (opera buffa, libretto di Angelo Anelli, 1793, Milano)
Apelle (opera seria, libretto di Simeone Antonio Sografi, 1793, Venezia)
Alzira (opera seria, libretto di Gaetano Rossi, da Voltaire, 1794, Firenze)
Quinto Fabio (opera seria, basato sul libretto Lucio Papirio dittatore di Apostolo Zeno, 1794, Livorno)
Il conte di Saldagna (opera seria, libretto di Ferdinando Moretti, 1794, Venezia)
Gli Orazi e i Curiazi (opera seria, libretto di Carlo Sernicola, 1795, Napoli)
Giulietta e Romeo (Romeo e Giulietta) (opera seria, libretto di Giuseppe Foppa, 1796, Milano)
Andromeda (opera seria, libretto di Giovanni Bertati, 1796, Venezia)
La morte di Mitridate (Il Mitridate) (opera seria, libretto di Antonio Simeone Sografi, 1797, Venezia)
Meleagro (opera seria, libretto di Giovanni Schmidt, 1798, Milano)
Carolina e Mexicow (opera seria, libretto di Gaetano Rossi, 1798, Venezia)
Ines de Castro (opera seria, libretto di A. Gasparini, 1798, Milano)
I veri amici repubblicani (opera seria, libretto di Giandomenico Boggio, 1798, Torino)
Il ritratto (opera buffa, libretto di Luigi Romanelli, 1799, Milano)
Il ratto delle Sabine (opera seria, libretto di Gaetano Rossi, 1799, Venezia)
Clitennestra (opera seria, libretto di Francesco Saverio Salfi, 1800, Milano)
La notte dell'amicizia (opera seria, libretto di Giuseppe Foppa, 1802, Venezia)
Edipo e Colono (opera seria, libretto di Antonio Simeone Sografi, 1802, Venezia)
Il bevitore fortunato (opera buffa, libretto di Luigi Romanelli, 1803, Milano)
Il ritorno di Serse (opera seria, libretto di G. De Ferrari, 1808, Roma)
Baldovino (opera seria, libretto di Jacopo Ferretti, 1811, Roma)
Berenice, regina d'Armenia (opera seria, libretto di Jacopo Ferretti, 1811, Roma)
Malvina (opera seria, in collaborazione con Michele Costa, 1829, Napoli)
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ID: 6743  Intervento da: Cosimo CANFORA  - Email: cosimoblanc@hotmail.fr  - Data: sabato 4 agosto 2007 Ore: 19:50

SALVE! Ho qualcosina anch'io sul Bordas di George Pascal...ma non so come fare per copiare, incollare il mio scritto...Il word del mio PC nopn ha l' opzione...Ho provato a farlo passare come immagine, dopo averlo registrato, ma non passa! Che fare? Avete un suggerimento? GRAZIE!

ID: 6670  Intervento da: Francesca Mari  - Email: info@torreomnia.it  - Data: venerdì 27 luglio 2007 Ore: 15:34

FORTUNA CHE LA TARGA MURARIA DELL’AMMIRAGLIO FRANCESCO CARACCIOLO, CHE VISSE PURE A TORRE DEL GRECO, E’ STATA APPOSTA AD ALTEZZA D’UOMO SUL CIVICO DI FRONTE ALLA VILLA COMUNALE.

Tratto da "Itinerari torresi" di Raffaele Raimondo:

(…) Ferdinando IV, il 21 dicembre 1798, all'avvicinarsi dei francesi, scappò da Napoli e il 22 veleggiò alla volta di Palermo, non prima di aver assistito all'incendio nel quale furono distrutte quasi tutte le navi della flotta napoletana, tra cui tre dei superbi vascelli costruiti a Castellammare, e cioè, il «Partenope», il «Tancredi»e il «Guiscardo».




Nella fto a lato: L'Ammiraglio Francesco Caracciolo vissuto a Torre del Greco

E' noto altresì che la famiglia reale al completo preferì imbarcarsi sulla nave inglese «Vangaurd» comandata da Nelson, anzichè sul vascello napoletano «Sannita» del quale era comandante Francesco Caracciolo.
Nello stesso tempo il «Sannita», al comando dell'ammiraglio Francesco Caracciolo, entrava nel porto a vele spiegate e con una splendida manovra andò ad attraccare dolcemente alla banchina. Nelson non dimenticò questa doppia umiliazione. Se ne ricordò il 29 giugno del 1799 quando permise l'impiccagione del Caracciolo all'albero maestro della fregata napoletana «Minerva». Questo marchio d'infamia offusca la grandezza del più eroico ammiraglio inglese (…).

www.torreomnia.com/attualita/itinerari_torresi/solidscr5.htlm

LA VILLA CARACCIOLO A TORRE DEL GRECO:

Villa del Duca D’Andria; Villa “Yaeko” proprietà D’Elia; Villa Gallucci; Villa Berardo antica proprietà Calì; Villa Caracciolo poi Berardo, nella quale dimorò per molto tempo l’ammiraglio Francesco Caracciolo.
La villa aveva un fondo di ampia grandezza, oggi Villa Comunale, che appare sulla destra del visitatore che viene da Napoli. Accogliente col suo verde, la sua fragranza, la sua luce, la sua aria e la splendida bellezza del panorama che si
ammira dal grande terrazzo sul mare.

Fonte: La Tofa www.vesuvioweb.com/new/IMG/pdf/la_tofa_21.pdf

ALTRA FONTE DEL PERIODO STORICO:

(...) Contemporaneamente il cardinale Fabrizio Ruffo, sbarcato in Calabria riconquistava il regno e la capitale promettendo ai repubblicani un'onorevole capitolazione, purtroppo non rispettata dal l'ammiraglio Nelson, che fu spietato nella repressione. Caddero vittime della rappresaglia borbonica l'ammiraglio Caracciolo. Eleonora Pimentel Fonseca, il conte di Ruvo Ettore Carata, il marchese di Genzano e molti altri.
Il lungomare di Napoli prende il nome di via Caracciolo, in onore dell'ammiraglio Francesco Caracciolo (...).

www.andriaroberto.com/napoli_per_gleijeses.htm

E A PROPOSITO DI ELEONORA PIMMENTEL DE FONSECA, FORSE LA PRIMA GIORNALISTA DONNA DEL MONDO, SI CONSIGLIA IL PIU' GRANDE ROMANZO STORICO CONTEMPORANEO DI QUEL PERIODO NAPOLETANO. INFATTI VIENE STUDIATO NELLE SCUOLE. Si consiglia l’edizione scolastica con le chiose esplicative a causa del linguaggio settoriale del momento.

Enzo Striano - "Il resto di niente"

Avagliano, Napoli, 1999, pp. 411

«Questo - scrive in una nota Enzo Striano (...) ("Lo storico espone ciò che è accaduto, il poeta ciò che può accadere, e ciò che rende la poesia più significativa della storia, in quanto espone l'universale, al contrario della storia, che s'occupa del particolare" Poetica, IX, 1451 b), dal Tasso
("Chi nessuna cosa fingesse, poeta non sarebbe, ma historico" Primo discorso sull'arte poetica), dal Manzoni ("Lo scrittore deve profittare della storia, senza mettersi a farle concorrenza" Lettera al Fauriel), da altri grandi».

Niccolò Fiorentino filosofo, avvocato e patriota (Pomarico 1755 - Napoli 1799). NeI 1789 fu nominato governatore di Torre del Greco, Resina e Portici nel 1798. Fu uomo erudito. Nel 1799 con Francesco Lomonaco aderì al movimento Repubblicano. Salì al patibolo a Piazza Mercato a Napoli il 12 dicembre 1799 insieme alla Fonseca e tanti altri patrioti,

http://lafrusta1.homestead.com/rec_striano.html

LA SCHEDA DEL FILM TRATTA DAL GRANDE ROMANZO:
http://cinema.castlerock.it/film.php/id=2779/scheda=il-resto-di-niente

ENZO STRIANO E LA SUA TRAVAGLIATA VICENDA

di Marcellino Iovino

E' nel 1978 che Striano inizia a lavorare al suo capolavoro, ad uno dei romanzi migliori apparsi in Italia negli ultimi trent’anni, un romanzo storico, “Il resto di niente” terminato nel 1982.

Nella Foto a lato: Enzo Striano, l'autore del più grande romanzo storico della Napoli dell'800.

Ironia della sorte negli stessi anni in un’altra parte della nostra penisola un altro professore stava scrivendo un altro romanzo storico destinato a diventare un capolavoro: Il nome della rosa. Inutile dire che quel professore è Umberto Eco. Ma il destino del libro di Striano sarà molto diverso rispetto al libro di Eco. Infatti, mentre Eco avrà subito un plauso mondiale per la sua opera, Striano dopo aver ricevuto i rifiuti di routine da parte delle grandi case editrici, dovrà attendere circa quattro anni per vedere pubblicata la sua opera, che esce per la casa editrice Loffredo. In compenso, però, il libro ottiene un vasto successo di pubblico soprattutto a Napoli.
Negli anni 1986-1987 del libro s’interessano molti scrittori e critici tra cui Domenico Rea e Michele Prisco. Ma il povero Striano non può godersi il successo perché muore prematuramente il 26 giugno del 1987.

www.enzostriano.com/ilrestodiniente.htm

Uno dei maggiori romanzi storici moderni, una delle poche chiavi di lettura per capire le radici cromosomiche del comportamentale dei vesuviani.

Domenico Rea



A cura di Francesca Mari junior della redazione



ID: 6667  Intervento da: la redazione  - Email: info@torreomnia.it  - Data: venerdì 27 luglio 2007 Ore: 10:23

E' BENE PUNTUALIZZARE CHE L'OMONIMO NICOLA ZINGARELLI, COME DIRE, PER ANTONOMASIA E' QUELLO FAMOSO DEL VOCABOLARIO. QUINDI UNA BREVE NOTA DI DISTINZIONE...FA D'UOPO.

NICOLA ZINGARELLI, filologo

Nicola Zingarelli nasce a Cerignola il 30 agosto 1860. Critico, dantista e filologo, lega la sua attività di umanista allo studio della lingua italiana, ed in particolare alla realizzazione del Vocabolario (giunto oggi alla XII edizione), alla cui stesura lavora dal 1913, per avviarne la pubblicazione, a fascicoli, nel 1917.

Foto a lato: Nicola zingarelli il filologo famoso per il vocabolario

Dopo i corsi di specializzazione (a Firenze, Berlino e Breslavia), poliedrica è la sua professione accademica (svolta soprattutto prima a Palermo e poi a Milano), e variegata la sua produzione letteraria, legata in particolare ad uno studio della lingua italiana che assume un nuovo valore lessicale alla luce di una riconsiderazione evoluta ed obiettiva dei classici, che gli fa ottenere, tra l'altro, nel 1925, l'incarico di direttore di sezione (per le letterature neolatine) dell'Enciclopedia Italiana della Treccani.

Seppure vissuto lontano dalla sua Cerignola, forte rimane l'interesse e l'attenzione per la città natale, della quale contribuisce a promuoverne la crescita culturale. Muore a Milano il 7 giugno 1935.





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