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Argomento presente: « Zingarelli, Caracciolo, Bonchi » | |||||
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ID: 6771 Intervento
da:
Salvatore De luca
- Email:
toredeluca_1981@libero.it
- Data:
lunedì 6 agosto 2007 Ore: 12:45
FORTUNA CHE LA TARGA MURARIA DELL’AMMIRAGLIO FRANCESCO CARACCIOLO, CHE VISSE PURE A TORRE DEL GRECO, E’ STATA APPOSTA AD ALTEZZA D’UOMO SUL CIVICO DI FRONTE ALLA VILLA COMUNALE. Tratto da "Itinerari torresi" di Raffaele Raimondo: (…) Ferdinando IV, il 21 dicembre 1798, all'avvicinarsi dei francesi, scappò da Napoli e il 22 veleggiò alla volta di Palermo, non prima di aver assistito all'incendio nel quale furono distrutte quasi tutte le navi della flotta napoletana, tra cui tre dei superbi vascelli costruiti a Castellammare, e cioè, il «Partenope», il «Tancredi»e il «Guiscardo». ![]() Nella foto a lato: L'Ammiraglio Francesco Caracciolo vissuto a Torre del Greco E' noto altresì che la famiglia reale al completo preferì imbarcarsi sulla nave inglese «Vangaurd» comandata da Nelson, anzichè sul vascello napoletano «Sannita» del quale era comandante Francesco Caracciolo. Nello stesso tempo il «Sannita», al comando dell'ammiraglio Francesco Caracciolo, entrava nel porto a vele spiegate e con una splendida manovra andò ad attraccare dolcemente alla banchina. Nelson non dimenticò questa doppia umiliazione. Se ne ricordò il 29 giugno del 1799 quando permise l'impiccagione del Caracciolo all'albero maestro della fregata napoletana «Minerva». Questo marchio d'infamia offusca la grandezza del più eroico ammiraglio inglese (…). www.torreomnia.com/attualita/itinerari_torresi/solidscr5.htlm ALTRA FONTE DEL PERIODO STORICO: (...) Contemporaneamente il cardinale Fabrizio Ruffo, sbarcato in Calabria riconquistava il regno e la capitale promettendo ai repubblicani un'onorevole capitolazione, purtroppo non rispettata dal l'ammiraglio Nelson, che fu spietato nella repressione. Caddero vittime della rappresaglia borbonica l'ammiraglio Caracciolo. Eleonora Pimentel Fonseca, il conte di Ruvo Ettore Carata, il marchese di Genzano e molti altri. Il lungomare di Napoli prende il nome di via Caracciolo, in onore dell'ammiraglio Francesco Caracciolo (...). www.andriaroberto.com/napoli_per_gleijeses.htm E A PROPOSITO DI ELEONORA PIMMENTEL DE FONSECA, FORSE LA PRIMA GIORNALISTA DONNA DEL MONDO, SI CONSIGLIA IL PIU' GRANDE ROMANZO STORICO CONTEMPORANEO DI QUEL PERIODO NAPOLETANO. INFATTI VIENE STUDIATO NELLE SCUOLE. Si consiglia l’edizione scolastica con le chiose esplicative a causa del linguaggio settoriale del momento. Enzo Striano - "Il resto di niente" Avagliano, Napoli, 1999, pp. 411 «Questo - scrive in una nota Enzo Striano (...) ("Lo storico espone ciò che è accaduto, il poeta ciò che può accadere, e ciò che rende la poesia più significativa della storia, in quanto espone l'universale, al contrario ![]() Salvatore De Luca |
ID: 6770 Intervento
da:
Salvatore De luca
- Email:
toredeluca_1981@libero.it
- Data:
lunedì 6 agosto 2007 Ore: 12:20
QUANTI SANNO CHE IL GRANDE MUSICISTA E' VISSUTO A TORRE ED IVI DECEDUTO? STAMANI HO FATTO QUESTA SCOPERTA LEGGENDO LA PRIMA VOLTA UNA LAPIDE A CAPO TORRE PERCHE' LA APPOSERO AD UNA VENTINA DI METRI DAL SUOLO. Nicola Antonio Zingarelli da Wikipedia, l'enciclopedia libera. ![]() Nella foto a lato: Nicola Antonio Zingarelli Nicola Antonio Zingarelli Nicola (o Niccolò) Antonio Zingarelli (Napoli, 4 aprile 1752 - Torre del Greco, 5 maggio 1837) fu un compositore italiano. Dopo la morte del padre, Zingarelli entrò con i fratelli Francesco e Giuseppe al Conservatorio di Santa Maria di Loreto, dove suo padre aveva prestato servizio come insegnante. Qui studiò sotto l'insegnamento di Alessandro Speranza e Fedele Fenaroli. Il 22 luglio 1772 lasciò il conservatorio e prese il posto di organista a Torre Annunziata. Grazie all'aiuto della duchessa di Castelpagano, il 13 agosto 1781 riuscì a rappresentare al teatro San Carlo la sua prima opera, Montezuma. Inizio quindi per Zingarelli la carriera di compositore d'opere, che lo porterà a spostarsi molto per l'Italia e per l'Europa. Tra il 1785 e il 1803 fu attivo presso i teatri di Milano, Venezia, Mantova, Torino, Firenze, Roma, Napoli e Parigi. Nel 1789 giunse a Parigi per mettere in scena Antigone. Ben presto però dovette lasciare la capitale francese a causa dello scoppio della rivoluzione e tornare, quindi, in Italia. Nel 1793 ricevette il posto di maestro di cappella del Duomo di Milano, posizione che mantenne fino all'anno successivo. Infatti nel 1794 fu nominato maestro di cappella del Santuario della Santa Casa di Loreto. Nel 1803 iniziò a tralasciare la composizione operistica per dedicarsi maggiormente a quella sacra. Quindi, nel 1804, prese il posto di maestro del coro della Cappella Sistina a Roma. Nel 1811 rifiutò, in quanto patriota italiano, di dirigere un Te Deum per la nascita del figlio di Napoleone. Fu dunque arrestato e condotto a Parigi, ma venne subito rilasciato, dato che Napoleone era un estimatore della musica di Zingarelli. Inoltre gli fu conferita una pensione statale. Nel 1813 entrò nella direzione del Real Collegio di Musica di Napoli assieme a Giovanni Paisiello, Giacomo Tritto e Fedele Fenaroli. Nello stesso anno diventò unico direttore del Conservatorio. Ebbe tra i suoi allievi Vincenzo Bellini, Michele Costa e Saverio Mercadante. Nel 1816 succedette a Paisiello (morto l'anno stesso) nella carica di maestro del coro del Duomo di Napoli, posizione che mantenne fino alla morte. Sono note 38 opere di Zingarelli; l'anno e la città si riferiscono alla prima rappresentazione. |
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