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Argomento presente: « Zingarelli, Caracciolo, Bonchi »
ID: 6769  Discussione: Zingarelli, Caracciolo, Bonchi

Autore: Salvatore De luca  - Email: toredeluca_1981@libero.it  - Scritto o aggiornato: lunedì 6 agosto 2007 Ore: 12:45

OLTRE A QUELLA DI ZINGARELLI E CARACCIOLO, UNA TERZA TARGA DI MARMO E' A CORSO VITTORIO EMANUELE A TORRE DEL GRECO, QUELLA DI RUGGIERO BONCHI. UNA COSA E' CERTA, QUESTI SIGNORI SONO VISSUTI A TORRE NELLA SRADA PIU' BELLA: IL MIGLIO D'ORO.

Ruggero Bonghi
Nacque a Napoli il 21 marzo 1826, da famiglia agiata. Esercitò su di lui notevole influenza il letterato Francesco Saverio Baldacchini Gargano, che la madre di Bonghi aveva sposato, in seconde nozze, nel 1840.

Nella foto a lato: Ruggiero Bonchi, che insieme a Nicola Zingarelli, musicista e all'ammiraglio Caracciolo è vissuro a Torre.

Ebbe però una formazione ed un orientamento sostanzialmente autonomi, pur essendo relativamente vicino ad un esponente del gruppo degli hegeliani di Napoli come Silvio Spaventa.
Dopo il 1849 si recò a Stresa presso Antonio Rosmini, che lo trattenne per vari anni e lo incoraggiò allo studio della filosofia. Pur non aderendo completamente al sistema rosminiano, rimase molto vicino alle idee del pensatore di Rovereto. Insegnò in tempi diversi Logica all'Università di Pavia, Storia della filosofia all'Università di Napoli, Letteratura latina nell'Istituto di Studi superiori pratici e di perfezionamento di Firenze, Storia antica all'Accademia scientifico-letteraria di Milano.
Di orientamento fondamentalmente liberale (fu militante "critico" nelle file della Destra storica), fu conferenziere applaudito ed apprezzato saggista (tra l'altro, nella rivista «Cultura», da lui fondata e diretta). Ricoprì la carica di Ministro della Pubblica Istruzione tra il 1874 e il 1876. Bonghi non restò fermamente persuaso da alcun sistema di pensiero; ebbe tuttavia una certa «unità di concetto e continuità di sviluppo», come egli stesso alla fine constatava con conforto; ciò nella linea spiritualistica e nella convinzione della fecondità della speculazione per l'arricchimento dello spirito umano. Morì a Torre del Greco il 22 ottobre 1895.

ID di ZINGARELLI e CARACCIOLOO:
www.torreomnia.it/forum/leggi.asp?id=6666



A cura di Salvatore De Luca della redazione


 
 

ID: 6771  Intervento da: Salvatore De luca  - Email: toredeluca_1981@libero.it  - Data: lunedì 6 agosto 2007 Ore: 12:45

FORTUNA CHE LA TARGA MURARIA DELL’AMMIRAGLIO FRANCESCO CARACCIOLO, CHE VISSE PURE A TORRE DEL GRECO, E’ STATA APPOSTA AD ALTEZZA D’UOMO SUL CIVICO DI FRONTE ALLA VILLA COMUNALE.

Tratto da "Itinerari torresi" di Raffaele Raimondo:

(…) Ferdinando IV, il 21 dicembre 1798, all'avvicinarsi dei francesi, scappò da Napoli e il 22 veleggiò alla volta di Palermo, non prima di aver assistito all'incendio nel quale furono distrutte quasi tutte le navi della flotta napoletana, tra cui tre dei superbi vascelli costruiti a Castellammare, e cioè, il «Partenope», il «Tancredi»e il «Guiscardo».

Nella foto a lato: L'Ammiraglio Francesco Caracciolo vissuto a Torre del Greco

E' noto altresì che la famiglia reale al completo preferì imbarcarsi sulla nave inglese «Vangaurd» comandata da Nelson, anzichè sul vascello napoletano «Sannita» del quale era comandante Francesco Caracciolo.
Nello stesso tempo il «Sannita», al comando dell'ammiraglio Francesco Caracciolo, entrava nel porto a vele spiegate e con una splendida manovra andò ad attraccare dolcemente alla banchina. Nelson non dimenticò questa doppia umiliazione. Se ne ricordò il 29 giugno del 1799 quando permise l'impiccagione del Caracciolo all'albero maestro della fregata napoletana «Minerva». Questo marchio d'infamia offusca la grandezza del più eroico ammiraglio inglese (…).

www.torreomnia.com/attualita/itinerari_torresi/solidscr5.htlm

ALTRA FONTE DEL PERIODO STORICO:

(...) Contemporaneamente il cardinale Fabrizio Ruffo, sbarcato in Calabria riconquistava il regno e la capitale promettendo ai repubblicani un'onorevole capitolazione, purtroppo non rispettata dal l'ammiraglio Nelson, che fu spietato nella repressione. Caddero vittime della rappresaglia borbonica l'ammiraglio Caracciolo. Eleonora Pimentel Fonseca, il conte di Ruvo Ettore Carata, il marchese di Genzano e molti altri.
Il lungomare di Napoli prende il nome di via Caracciolo, in onore dell'ammiraglio Francesco Caracciolo (...).

www.andriaroberto.com/napoli_per_gleijeses.htm

E A PROPOSITO DI ELEONORA PIMMENTEL DE FONSECA, FORSE LA PRIMA GIORNALISTA DONNA DEL MONDO, SI CONSIGLIA IL PIU' GRANDE ROMANZO STORICO CONTEMPORANEO DI QUEL PERIODO NAPOLETANO. INFATTI VIENE STUDIATO NELLE SCUOLE. Si consiglia l’edizione scolastica con le chiose esplicative a causa del linguaggio settoriale del momento.

Enzo Striano - "Il resto di niente"

Avagliano, Napoli, 1999, pp. 411

«Questo - scrive in una nota Enzo Striano (...) ("Lo storico espone ciò che è accaduto, il poeta ciò che può accadere, e ciò che rende la poesia più significativa della storia, in quanto espone l'universale, al contrario



Salvatore De Luca



ID: 6770  Intervento da: Salvatore De luca  - Email: toredeluca_1981@libero.it  - Data: lunedì 6 agosto 2007 Ore: 12:20

QUANTI SANNO CHE IL GRANDE MUSICISTA E' VISSUTO A TORRE ED IVI DECEDUTO?
STAMANI HO FATTO QUESTA SCOPERTA LEGGENDO LA PRIMA VOLTA UNA LAPIDE A CAPO TORRE PERCHE' LA APPOSERO AD UNA VENTINA DI METRI DAL SUOLO.

Nicola Antonio Zingarelli da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nella foto a lato: Nicola Antonio Zingarelli

Nicola Antonio Zingarelli Nicola (o Niccolò) Antonio Zingarelli (Napoli, 4 aprile 1752 - Torre del Greco, 5 maggio 1837) fu un compositore italiano.
Dopo la morte del padre, Zingarelli entrò con i fratelli Francesco e Giuseppe al Conservatorio di Santa Maria di Loreto, dove suo padre aveva prestato servizio come insegnante. Qui studiò sotto l'insegnamento di Alessandro Speranza e Fedele Fenaroli.
Il 22 luglio 1772 lasciò il conservatorio e prese il posto di organista a Torre Annunziata. Grazie all'aiuto della duchessa di Castelpagano, il 13 agosto 1781 riuscì a rappresentare al teatro San Carlo la sua prima opera, Montezuma. Inizio quindi per Zingarelli la carriera di compositore d'opere, che lo porterà a spostarsi molto per l'Italia e per l'Europa.
Tra il 1785 e il 1803 fu attivo presso i teatri di Milano, Venezia, Mantova, Torino, Firenze, Roma, Napoli e Parigi.
Nel 1789 giunse a Parigi per mettere in scena Antigone. Ben presto però dovette lasciare la capitale francese a causa dello scoppio della rivoluzione e tornare, quindi, in Italia.
Nel 1793 ricevette il posto di maestro di cappella del Duomo di Milano, posizione che mantenne fino all'anno successivo. Infatti nel 1794 fu nominato maestro di cappella del Santuario della Santa Casa di Loreto.
Nel 1803 iniziò a tralasciare la composizione operistica per dedicarsi maggiormente a quella sacra. Quindi, nel 1804, prese il posto di maestro del coro della Cappella Sistina a Roma.
Nel 1811 rifiutò, in quanto patriota italiano, di dirigere un Te Deum per la nascita del figlio di Napoleone. Fu dunque arrestato e condotto a Parigi, ma venne subito rilasciato, dato che Napoleone era un estimatore della musica di Zingarelli. Inoltre gli fu conferita una pensione statale.
Nel 1813 entrò nella direzione del Real Collegio di Musica di Napoli assieme a Giovanni Paisiello, Giacomo Tritto e Fedele Fenaroli. Nello stesso anno diventò unico direttore del Conservatorio. Ebbe tra i suoi allievi Vincenzo Bellini, Michele Costa e Saverio Mercadante.
Nel 1816 succedette a Paisiello (morto l'anno stesso) nella carica di maestro del coro del Duomo di Napoli, posizione che mantenne fino alla morte.
Sono note 38 opere di Zingarelli; l'anno e la città si riferiscono alla prima rappresentazione.


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