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Argomento presente: « NEWS TORRE 07 09 2007 » | |||||
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ID: 7009 Intervento
da:
la redazione
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info@torreomnia.it
- Data:
venerdì 7 settembre 2007 Ore: 16:17
Vesuvio: pensiamo (ma senza fretta) all’eruzione che verrà di Pietro Greco La copertina e il lungo reportage che il National Geographic, nella sua edizione italiana, hanno dedicato al Vesuvio e alla possibile eruzione pliniana del vulcano che affaccia sul golfo di Napoli ha avuto nei giorni scorsi un’ampia risonanza mediatica. I giornali ne hanno dato un’interpretazione allarmistica. ![]() Cosicché gli scienziati (e la Protezione Civile) hanno avuto facile gioco nel ricordare che il vulcano è da oltre sessant’anni in fase di assoluta quiete (l’ultima eruzione risale al 1944), che non mostra alcun segno di volersi risvegliare e che l’evento catastrofico evocato dall’articolo di Stephen S. Hall su L’eruzione che verrà pubblicato nel numero di settembre dalla nota rivista di divulgazione geografica ha una probabilità molto piccola, non superiore all’1%, di potersi verificare nei prossimi 150 anni. Inoltre, fanno notare i tecnici, le eruzioni vulcaniche non sono come i terremoti: sono preannunciate da segni inequivocabili già settimane se non mesi prima. E il Vesuvio è monitorato 24 ore su 24 da oltre 120 tra tecnici e scienziati. Insomma, non c’è ragione di allarme. Non immediato, almeno. Il tema è, dunque, da archiviare? Non del tutto. Una volta sfrondato da ogni inutile allarmismo, il rischio Vesuvio resta, in tutta la sua portata e in tutta la sua complessità. Il vulcano, infatti, non si è addormentato per sempre. È ancora attivo. Ed è localizzato in un’area abitata da alcuni milioni di persone. In questo momento è, insieme, il vulcano più studiato e il più pericoloso del mondo. In realtà il Vesuvio negli ultimi 25.000 anni ha alternato fasi di quiete assoluta, come l’attuale, con fasi attive di diversa intensità. Gli esperti classificano queste fasi in tre diverse tipologie. Un’attività moderata, con eruzioni tutto sommato contenute, come quella del 1944, che mettono a rischio aree limitate alle immediate pendici del vulcano. Un’attività più intensa, o subpliniana, con eruzioni capaci di liberare molta materia ed energia, che pone a rischio aree che si estendono in 18 diversi comuni abitate da circa 900.000 persone (la cosiddetta area rossa). E, infine, c’è un’attività catastrofica, come quella che nel 79 dopo Cristo ha distrutto Pompei e ha tolto la vita a Plinio (da cui il nome di eruzione pliniana). È a quest’ultimo tipo di evento che fanno riferimento la copertina e l’articolo del National Geographic. Nel corso degli ultimi 25.000 anni ci sono stati 6 eventi pliniani. Uno dei quali, 3780 anni fa, ha sommerso di cenere e lapilli una zona molto vasta – che va da Napoli ad Avellino. Di qui l’allarme di Stephen S. Hall: la prossima eruzione pliniana metterebbe a rischio un’area che abbraccia la stessa città di Napoli e coinvolgerebbe oltre tre milioni di persone. Il fatto è questo. I tecnici sostengono che c’è il 60% di probabilità che in uno qualsiasi dei prossimi 150 anni il Vesuvio si risvegli con un evento di intensità moderata e che c’è il 30% di probabilità che si risvegli con un evento subpliniano. Ma per questi casi abbiamo un piano che prevede l’evacuazione ordinata dell’intera «area rossa». Cosicché quello associato a questi eventi è un rischio controllato. Resta il problema dell’eruzione pliniana. La probabilità che si verifichi nei prossimi anni, abbiamo detto, è molto bassa. Quasi non nulla. Ma non nulla. Un evento simile ci coglierebbe impreparati. Con tutto ciò che ne consegue. Un’eruzione come quella raccontata da Plinio si verificherà, prima o poi (nei prossimi decenni, secoli o millenni). Il che ci pone di fronte a una serie di dilemmi. Dobbiamo gestire e come un rischio piccolo, ma potenzialmente catastrofico, diluito in un periodo di decenni, secoli o persino millenni? Dobbiamo iniziare a decongestionare un’intera area metropolitana? Come organizzare eventualmente l’evacuazione ordinata di 3 milioni e più di persone? Certo, non c’è alcuna fretta. Ma sarebbe il caso, con calma e pacatezza, di iniziare a pensarci. Fonte www.greenreport.it |
ID: 7008 Intervento
da:
la redazione
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info@torreomnia.it
- Data:
venerdì 7 settembre 2007 Ore: 16:07
Il Vesuvio potrebbe risvegliarsi presto L'allarme lanciato dalla rivista Usa National Geographic Secondo gli esperti il rischio sarebbe dietro l’angolo e le conseguenze anche. Il Vesuvio torna sotto i riflettori, perchè sembra che la prossima eruzione si avvicini velocemente e sotto accusa ci finiscono i piani di evacuazione, sbagliati. È la rivista Usa National Geographic a lanciare l’allarme. Nel numero, da oggi in edicola, la rivista titola «Vesuvio: addormentato, per ora». Ma nel capoluogo partenopeo c’è chi, come l’assessore alla Protezione Civile della Provincia dice subito: «Singolare che National Geographic metta in discussione il piano di evacuazione che è stato aggiornato proprio lo scorso anno dalla Protezione Civile nazionale e che noi abbiamo recepito». ![]() «Se davvero ci sono pericoli imminenti e c’è uno studio scientifico che li prova, allora si dia il tutto alla Protezione civile affinchè riveda il piano - aggiunge - non si può ridurre il rischio di un’eruzione al lancio di una monetina, visto che non ci sono eruzioni significative dal 1631. Ciò significherebbe che, da allora, se avessimo lanciato una monetina ogni anno, avremmo sempre avuto testa, una cosa smentita da tutte le statistiche». «Il Vesuvio è un pericolo con il quale la provincia di Napoli convive da millenni e le amministrazioni sono impegnate nell’individuare le strategie migliori per ridurre i rischi per la popolazione e per le nostre città» ha aggiunto l’assessore per il quale «non si devono mettere in giro voci che possono creare timori e allarmismi ingiustificati». «Comunque, tutti gli studi vanno tenuti nella giusta considerazione e bisogna trarre indicazioni utili a migliorare i piani di emergenza previsti», ha precisato Borrelli aggiungendo che «le Istituzioni devono continuare a lavorare per rendere più sicuro il nostro territorio e per farsi trovare pronti in caso di emergenza». L’assessorato alla Protezione Civile, precisa Borrelli, «sta installando in tutti comuni della zona rossa, quella più a rischio, la segnaletica di emergenza, utilissima in caso di necessità, quando bisognerà evacuare nel giro di poche ore centinaia di migliaia di persone». «Provocazione per provocazione, verrebbe da chiedersi - conclude - se è vero che c’è il rischio imminente di un’evacuazione, dobbiamo davvero prepararci a lasciare le nostre città?». Fonte www.lastampa.it/ |
ID: 7007 Intervento
da:
la redazione
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info@torreomnia.it
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venerdì 7 settembre 2007 Ore: 15:55
Sabato prossimo, 8 settembre, avrà inizio la II edizione di “Concerti d’Organo”, l’appuntamento internazionale con la musica d’organo nella Basilica Pontificia di Santa Croce a Torre del Greco. “Credo che la parola d’ordine sia ‘globalità’- ha sottolineato il Maestro Giovanni Maria Cipriano, direttore artistico della manifestazione- infatti, uno degli scopi che hanno dato vita a questo calendario di eventi è quello di cercare di fare uscire dal provincialismo il pubblico torrese”. E leggendo i nomi dei maestri che si alterneranno all’organo, è facile rendersi conto che il parterre coinvolge le più diverse nazioni europee, che in questa occasione trovano un punto in comune nella musica organistica. “Il repertorio sarà principalmente composto da musiche che possiamo definire sacre, o che comunque sono state composte per essere fruite in ambito ecclesiastico- spiega ancora il maestro Cipriano- Naturalmente la prassi interpretativa di ogni maestro aggiungerà la sua componente spirituale alle esecuzioni”. Questa manifestazione darà occasione di scoprire e valorizzare il patrimonio organaro torrese, in particolare lo strumento presente nella Basilica di Santa Croce, restaurato e riportato al suo primario splendore nel 2006. “I concerti in chiesa hanno suscitato qualche polemica e perplessità nella gente- rivela ancora Cipriano- ma ci tengo a mettere in luce l’aspetto spirituale della musica, in quanto momento per avvicinarsi a Dio e per pregare attraverso uno dei talenti dati proprio dal Signore. Quindi, perché non in chiesa?”. La musica, la spiritualità, le virtù musicali purtroppo, spesso, devono confrontarsi anche con le vili cose materiali e, per quanto riguarda questo caso, l’indifferenza degli enti torresi. “Gli enti torresi sono poco sensibili a questo genere di iniziative- afferma il direttore artistico- ma per fortuna, sia nella prima edizione che in questa attuale, abbiamo avuto l’appoggio dell’Accademia Organistica Campana e dell’ANAMS (Accademia Nazionale Arte Musica e Spettacolo), senza dimenticare il patrocinio e il contributo della Regione Campania e della Provincia di Napoli, tra le altre”. Una lodevole iniziativa che porta un po’ di fervore culturale in una città che ancora si deve svegliare dal letargo estivo in cui è caduta. Raimonda Granato Fonte www.capitoloprimo.it |
ID: 7006 Intervento
da:
la redazione
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info@torreomnia.it
- Data:
venerdì 7 settembre 2007 Ore: 15:52
I genitori sostengono che è stata curata male I genitori della piccola, originari di Torre del Greco e residenti a Follonica - Grosseto Bimba di 10 mesi muore in ospedale Aperta un'inchiesta al Policlinico Le scotte, diSiena dopo il decesso di una bambina fra venerdì e sabato per problemi respiratori SIENA - La procura di Siena ha aperto un'inchiesta sulla morte di una bambina di dieci mesi, che lo scorso venerdì pomeriggio era stata portata all'ospedale cittadino Le Scotte per problemi respiratori. Dopo il decesso della piccola, avvenuto nella notte fra venerdì e sabato, i genitori hanno presentato un esposto ai carabinieri, sostenendo che la bambina era stata «malcurata». La vicenda è riportata dal quotidiano La Nazione. I genitori della piccola, originari di Torre del Greco (Napoli) e residenti a Follonica (Grosseto), hanno presentato la denuncia ai carabinieri, che hanno informato il sostituto procuratore Mario Formisano. SEQUESTRO CARTELLA CLINICA Il magistrato ha aperto un fascicolo, disponendo l'autopsia sul corpo della bambina (i risultati saranno resi noti fra oggi e domani) e il sequestro della cartella clinica. In base a quanto raccontato dai genitori della piccola, venerdì pomeriggio i due si sono presentati all'ospedale Le Scotte con la figlia, che presentava problemi respiratori e che stava molto male. I medici l'hanno sottoposta a una serie di terapie, ma la bambina è andata via via peggiorando. Fonte www.corriere.it |
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