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Argomento presente: « CORSO POPOLARE DI TEATRO »
ID: 7248  Discussione: CORSO POPOLARE DI TEATRO

Autore: Gennaro Francione  - Email: azuz@inwind.it  - Scritto o aggiornato: mercoledì 3 ottobre 2007 Ore: 10:11

IL TEATRO DI FRANCIONE:

Il giudice Francione ha sicuramente attinto sin dall'infanzia la passione per la cultura, l'arte, il teatro della sua terra d'origine per poi raggiungere oggi livelli internazionali.

Il teatro torrese in Torreomnia ai tempi del Francione imberbe



Clicca il link sotto la foto:


www.torreomnia.it/attori/Teatro/teatro_torrese.htm


Voce: Mari Serena. Audio del 2000 da Torreomnia. Tradizione teatrale torrese.

Pigia la freccetta per l'ascolto, regola il volume

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IL TEATRO PROFESSIONALE DI FRANCIONE

CORTE DEI MIRACOLI

in collaborazione con
L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “PICCOLE OMBRE” e l' "ADRAMELEK THEATER"

Presenta

CORSO POPOLARE DI TEATRO

Un teatro contemporaneo, isico, d’emozione, sui contrasti, sulla verità.
Un teatro empatico, di forte relazione fra chi vi partecipa e soprattutto, aperto a tutti.
Parte così il corso popolare di teatro, una proposta radicalmente alternativa di formazione teatrale, animata dagli attori della compagnia della Corte dei Miracoli, resa concreta dall’impegno sul territorio
di Angela Monticelli, Gennaro Francione e dell’associazione culturale Piccole Ombre;
Il cuore della scuola sarà il quartiere del Trullo.
Il corso si propone di far avvicinare a questa arte persone di tutte le età, senza alcuna distinzione di preparazione fisica, interpretativa o culturale in maniera professionistica e seria;con la possibilità di entrare in compagnia fin da subito.
“La Corte dei Miracoli” nasce tre anni fa come Compagnia Teatrale e laboratorio per tutti gli attori o aspiranti tali che non possono permettersi le rette accademiche,ma che vogliono ottenere una uguale
preparazione.
“Piccole Ombre” è un associazione nata dal desiderio di impegnare, a diversi livelli culturali, i giovani delle periferie e di promuovere tutte quelle
espressioni artistiche che abbiano come epicentro il quartiere Trullo.

L'"Adramelek Theater" ha ideato il "Progetto Icartheatrum", col motto "Se
il popolo non va al teatro, il teatro va al popolo", nel senso di portare gli spettacoli presso la miriade di teatri di comunità.

Docenti:
Annalisa Malizia: Direttrice\ insegnante di recitazione e regia
Ilaria Giambini: insegnante di espressione corporea e dizione Gennaro Francione: insegnante di scrittura drammaturgica Giorgio Felicetti: insegnante di tecniche musicali

Dove:
Sede DS via Pitigliano 5, 00148 Roma (zona Trullo)

Per informazioni sul corso web:
deimiracoli.altervista.org/
www.antiarte.it/adramelekteatro
www.antiarte.it/adramelekteatro/scuola_di_teatro.htm
www.piccoleombre.org

la.corte.dei.miracoli@hotmail.it
piccoleombre@libero.it
adramelek@tin.it
telefono: 3493684816 (Annalisa) 3479416694 (Gennaro)

 
 

ID: 7250  Intervento da: la redazione  - Email: info@torreomnia.it  - Data: mercoledì 3 ottobre 2007 Ore: 10:11

In relazione al sentimento del Giudice Francione di operare per il sociale e per la vera giustizia, associamo in questa sezione un messaggio di Beppe Grillo con sua madre vittima dell'alzaimer.

L’associazione italiana malati di Alzheimer (AIMA) mi ha scritto una lunga lettera per richiamare l’attenzione degli italiani e delle istituzioni su questa malattia. Ci sono ben 800.000 malati in Italia. Mia madre fu una di loro. Si ammalò a 49 anni e morì dodici anni dopo suonando il piano, la musica fu il suo ultimo ricordo.
Nel 2002 l’AIMA commissionò

http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/spot/video/video.html

un filmato a Tornatore che lo ambientò in Parlamento. Il film non fu trasmesso http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/spot/spot/spot.html dalla Rai e da Mediaset. Publitalia rispose : “Non ci sono spazi”. La Sipra, che gestisce la pubblicità della Rai, preferì il silenzio. I politici, con rare eccezioni, si ritennero offesi dell’accostamento. Il filmato è da oggi presente sul blog.

“Caro Beppe,
è passato da poco il 21 settembre (Giornata Mondiale Alzheimer) e vorrei fare alcune considerazioni ad un pubblico (il tuo) che so attento e sensibile.
Quando, quasi 23 anni fa, ho fondato l’AIMA, sapevo della malattia di Alzheimer solo quello che era capitato a mia madre e a me nei precedenti due anni: sapevo che era una malattia devastante, che aveva distrutto oltre al cervello e alla vita di mia madre, anche, totalmente, la mia vita. Avevo scoperto che in Italia pochissimi medici conoscevano la malattia, nonostante ci fossero (allora) circa 300.000 malati; avevo scoperto che non c’erano possibilità di cura o terapia e, soprattutto, che il Sistema Sanitario Nazionale ignorava totalmente l’esistenza del problema e quindi anche la sua portata; e scoprivo, giorno dopo giorno, che l’abbandono, l’isolamento, la disperazione, erano condivisi da tutti i familiari dei malati.
Per AIMA i dieci anni successivi, sono stati fondamentali per conoscere e capire la malattia, come si aiuta il malato, come si deve comportare il familiare. La nostra conoscenza, la nostra consapevolezza, il nostro cogliere ogni occasione per parlare del problema, il nostro bussare a ogni porta costantemente e insistentemente, ha reso a tal punto visibile il problema Alzheimer che si è stati indotti a pensare che la cura del demente fosse cosa fatta. Invece, nella seconda metà degli anni Novanta si è raggiunta la certezza che la ricerca non avrebbe in tempi brevi portato a risultati clamorosi e risolutori, e i sistemi di welfare hanno preso coscienza della propria incapacità organizzativa e soprattutto dei propri limiti economici.
Sono passati altri anni (quasi 9), e il “diario di bordo” riporta alcune novità: è stato fatto il progetto Cronos che non era esattamente ciò che avevamo chiesto, aveva un gran numero di difetti ingigantiti con il tempo, (la volontà di contenere l’uso dei farmaci, a fine di risparmio, è diventata via via più evidente), ma aveva il pregio di cominciare a disegnare una rete, e a diffondere competenza sul territorio. Poi il Cronos si è concluso ed è stato tradotto nella nota 85 (ancora restrizioni per i malati di Alzheimer): la rete di competenza (la rete delle UVA), ha mostrato i suoi limiti e benché abbia tentato di affrancarsi dal protocollo e fare un significativo salto di qualità, la totale e generalizzata mancanza di risorse ha impedito che questo avvenisse.
Ma c’è altro da segnalare: nelle regioni, i Piani socio-sanitari sono risultati impermeabili ai bisogni dei malati di Alzheimer e dei loro familiari e anzi, per motivi squisitamente economici, si arretra rispetto a sensibilità che sembravano acquisite.
Non è stato posto freno alla speculazione dei privati soprattutto nei servizi, anzi, “privatizzando” strutture pubbliche (ex-IPAB), spesso al collasso economico, queste sono state svuotate di contenuti e competenza per poter essere (economicamente) competitive. Non sono state create le reti (integrate) di servizi promesse, né quelle strutture di riferimento e competenza tanto necessarie alla medicina del territorio e alla famiglia. Non sono state attuate facilitazioni fiscali (ad es. risparmio sui consumi…) per le famiglie che assistono a casa un malato di Alzheimer, né è stato reso più conveniente farsi aiutare da una badante piuttosto che appoggiarsi ad una struttura.
Non sono stati messi in atto quegli strumenti di controllo, necessari tanto più lo Stato è assente e affida ai privati l’assistenza dei più deboli. Non è stato affrontato il problema del “familiare che cura” e che deve lasciare il lavoro per curare il suo malato, né sono stati approntati strumenti adeguati per permettergli di mantenere il suo lavoro.
Non è stata promossa la ricerca né tanto meno vi sono stati finanziamenti ad hoc.
... Per dare ai malati di Alzheimer quello cui hanno diritto, bisogna RIVOLTARE la sanità. Non ti sto a raccontare quello che ormai conoscono tutti: la popolazione invecchia, le malattie degenerative sono l’epidemia di oggi e di domani, i numeri sono spaventosi (800.000 malati solo in Italia…), ma ti faccio una domanda: ha senso una sanità pubblica centrata sull’acuzie, se il bisogno della popolazione è la cura della cronicità?
... Il Ministro della Salute in carica è particolarmente attento e sensibile ai problemi della popolazione fragile (puoi credermi! ne ho conosciuti tanti…): ma avrà il coraggio di decisioni forti quali sono quelle che servono? E i normali cittadini (come me e te) sapranno darglielo il coraggio che la politica forse non le dà? Grazie, Beppe. (Ma, ne sono convinta, non è finita qui).” Patrizia Spadin, AIMA, www.alzheimer-aima.it

IL FAMOSO SPOT DI TORNATORE



Fonte www.beppegrillo.it


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