ID: 7447 Discussione: IERI, OGGI, DOMANI, SEMPRE
Autore:
Penza Francesco
- Email:
francopenza@interfree.it
- Scritto o aggiornato:
sabato 27 ottobre 2007 Ore: 13:02
LA FOGNA, IERI OGGI, DOMANI
La fogna: Nel bar di Don Raffaele, in piazza S. Croce, in attesa di Gennaro, con il juke box e il flipper, che rompono i timpani, penso, non so per quale associazione di idee, alla fogna. Forse perchè il rumore mi accosta ad un popolo africano, che noi definiamo incivile e che, invece, potrebbe essere più civile di noi.
| In fondo, il concetto di civiltà è relativo. Una smorfia, un sorriso, una lacrima. Dialogo muto. Ricordo di un bambino e di un uomo onesto. Tradimento mentale ributtante. Nella fogna con i topi. La società nella melma. Tizio ama Caia, moglie di Sempronio, che ama Menia, moglie di tizio. Senza merda non si ha la forza di vivere. Accuse vicendevoli di impotenza. una difesa da infantili poppanti. Tiro incrociato di sterco! Corsa verso il nichilismo. La macchina, il lusso, l'appartamento hanno ridotto l'uomo ad una carcassa vagante. Una fogna nazionale! Addio, Patria e famiglia; addio, paese natale, sommersi dal fetore nauseante di corpi putrefatti! al muro gli ipocriti, i megalomani, i mezzani! Largo all'onestà. Chiarezza. Allo scoperto per uscire dall'equivoco e ricostruire una vita, uno stato, un mondo.

Dott. Francesco Penza
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ID: 7460 Intervento
da:
Cosimo CANFORA
- Email:
cosimoblanc@hotmail.fr
- Data:
sabato 27 ottobre 2007 Ore: 13:02
Caro Dottore, mi permetto di inserirmi, perché il Vostro scritto, anche se un po' nauseabondo, mi invita a farlo con forza. E' vero. E' tutto vero cio' che dite.e allora? Forse, la cosa da fare è d' imparare ad accettare cio' che non possiamo cambiare. ...e reagire quando possiamo fare qualcosa. Per noi, per i nostri figli= il futuro. Per gli anziani, sempre più numerosi. Apriamo gli occhi e guardiamo. Alla luce della fede. Forse vedremo anche tutto cio' che è meraviglioso e che ci motiva a continuare. Vincendo le difficoltà con la FORZA DELL' AMORE.
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ID: 7449 Intervento
da:
salvatore argenziano
- Email:
salvatore.argenziano@fastwebnet.it
- Data:
giovedì 25 ottobre 2007 Ore: 23:59
Ho letto con partecipe interesse la prosa poetica di denuncia di Franco Penza. Potenza della concisione.
Ho letto il suo scetticismo sull’ecumenismo.
Credo di aver capito.
Ma non ho capito la risposta (sono ignorante su molti argomenti) e non capisco cosa significhi "in nome della fede" e "nel servizio della verità"
Salvatore
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ID: 7448 Intervento
da:
la redazione
- Email:
info@torreomnia.it
- Data:
giovedì 25 ottobre 2007 Ore: 18:49
"Caro Gigi, il Cardinale ha donato alla comunità ortodossa partenopea una chiesa e una serie di uffici, che avrà la possibilità di riunirsi e pregare. E prima dove era? Ti dò solo la notizia per ricordare che la carità ha cambiato i connotati e non aggiungo altro sull'Ambulatorio della Carità, che diventerà una chiesetta fatiscente, come le altre duecento. Pur avendo un organo di una buona validità artistica ed altre opere d'arte. Ma ingraziarsi le comunità straniere per dare esempi di ecumenismo è politica mondiale, con abbandono degli indigeni.
Ti saluto. Franco Penza
Caro Franco, io sono cattolico praticante per amore di Dio, lo si dovrebbe essere anche per amore degli uomini, del prossimo, ma ciò non è sempre facile. I paradossi e le antitesi si contano a migliaia. Coloro che predicano sono uomini anche loro, e come tutti gli uomini non sempre fanno cose giuste o sensate, a volte anche per motivi indipendenti dalla volontà personale. Da cristiano non me la sento di giudicare se penso alle centinaia di migliaia di sacerdoti e superiori, anche di altre confessioni, che fanno il loro dovere in tutto il mondo, a volte sacrificando la propria dignità e la propria vita; mi affido tuttalpiù a Papa Vojtyla quando disse pubblicamente quella volta:
“Preghiamo perché ciascuno di noi, riconoscendo che anche uomini di Chiesa, in nome della fede e della morale, hanno talora fatto ricorso a metodi non evangelici nel pur doveroso impegno di difesa della verità, sappia imitare il Signore Gesù, mite e umile di cuore”.
Questa fu la seconda confessione di peccato, riguardante “le colpe nel servizio della verità”, che fu letta dal cardinale Ratzinger, prefetto dell’ex Sant’Uffizio (cioè dell’organo della Santa Sede responsabile di quel “servizio”).
Non è un nonsenso, quindi, che un cristiano peccatore possa perdonare e assolvere un predicatore quando, talvolta, si sottopone a delle "sviste", io sono disponibile a farlo.
Luigi Mari
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