 LO STOP DEL 30 NOVEMBRE. CGIL, CISL E UIL: L'INTERO SETTORE E' IN SOFFERENZA Marittimi, tutti i perché dello sciopero Tirrenia, tutela dei lavoratori e sussidi all'armamento i punti caldi Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti hanno annunciato uno sciopero generale il 30 novembre nel settore dei trasporti marittimi. "Quello del trasporto marittimo - scrivono le segreterie nazionali dei tre sindacati in una nota - registra oggi una serie di sofferenze che coinvolgono vari settori dell'armamento pubblico e privato, e dei relativi servizi connessi allo stesso. Senza contare, poi, tutte le problematiche che investono sul piano delle tutele sociali e sulla organizzazione del lavoro i lavoratori marittimi. Una per tutte: la formazione obbligatoria per svolgere la prestazione non ha più alcun finanziamento pubblico. Le problematiche del gruppo Tirrenia la cui condizione di estrema criticità richiedeva una più sollecita approvazione del piano industriale da parte del Cipe, condizione questa necessaria all'acquisizione da parte dell'Unione Europea del prolungamento della Convenzione dal 2008 al 2012".
"Così come pure - aggiungono i sindacati - non va trascurata l'importanza, anche ai fini dell'approvazione stessa della Convenzione, del trasferimento delle società minori (Caremar - Toremar- Siremar - Saremar) in capo alle Regioni. Inoltre va rimarcata, al fine di garantire tutte le necessarie prestazioni previste dagli obblighi di servizio pubblico, l'esigenza inderogabile di recuperare i tagli previsti dalla Finanziaria per il trasporto pubblico, ma anche il taglio di alcune contribuzioni all'armamento privato". Circa le problematiche derivanti dalla mancanza di un'organica politica marinara, per l'armamento pubblico e privato, secondo i sindacati "va evidenziata la questione del riconoscimento previdenziale per la esposizione all'amianto del lavoratore marittimo (beneficio già riconosciuto ad altri lavoratori dal 1992). Il governo deve emanare un provvedimento necessario al riconoscimento del libretto di navigazione quale certificazione idonea"."Inoltre - proseguono i sindacati nel comunicato - va considerato che la riforma del collocamento della gente di mare (D.L. 231), così come è stato elaborato senza una discussione preventiva con le parti sociali, rischia di annullare la condizione garantista del rapporto di lavoro denominato "turno particolare", che attualmente è regolato dal Ccnl di settore. Chiediamo al governo un provvedimento integrativo della riforma che consenta di risolvere tale problema". "Senza contare poi i guasti prodotti da un sistema di un collocamento generalizzato, pesca e traffico, previsto dalla legge, che inevitabilmente genera problemi di sicurezza a bordo alle navi. Infine - concludono i sindacati - la riforma degli istituti previdenziali di cui attualmente si discute deve essere affrontata in un'ottica che sappia coniugare la razionalizzazione con il miglioramento dell'efficacia delle prestazioni e delle azioni di prevenzione espresse dall'Ipsema, salvaguardandone l'autonomia". Avvisatore marittimo 21/11/07
 A cura di Camillo Scala
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