Puoi anche Tu inserire qui
un nuovo
argomento

  Torna all'indice
Comunità

Puoi anche Tu intervenire a questo argomento o invia un post alle e-mail private

Argomento presente: « L'AVV. BRANCACACCIO SCRITTORE »
ID: 7748  Discussione: L'AVV. BRANCACACCIO SCRITTORE

Autore: Veronica Mari  - Email: veronicamari@libero.it  - Scritto o aggiornato: sabato 8 dicembre 2007 Ore: 22:09


Pigia la freccia e regola il volume per ascoltare "Uocchie c'arraggiunate"
cantata dal tenore torrese Francesco Albanese amico di Alfonso Brancaccio
TORRESI ILLUSTRI DEL 900

IL GRANDE GIURISTA TORRESE POETA E SCRITTORE 1894-1985
(per non dimenticare) Per gentile concessione degli eredi.

L'AVVOCATO LETTERATO TORRESE
ll Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ha pubblicato di recente - Casa Editrice Fausto Fiorentino - un libro a cura dell’Avv. Mario Pisani Massamormile intitolato

”NAPOLI E I SUOI AVVOCATI”.

La pubblicazione dedica, tra gli avvocati letterati, un ampio spazio alla figura di Alfonso Brancaccio quale ”avvocato di fama, dall’alta matrice umanistica, gentiluomo di rare qualità, amante della Poesia per tutta la sua vita”.
Nacque a Torre del Greco nel 1894 morì nel 1985. Partecipe dei due conflitti mondiali subì la prigionia durante la guerra del 15-18.
Il Consiglio comunale di Torre del Greco con delibera del 19.6.917 (millenovecentodiciassette) gli conferisce l'incarico "ad. honorem " di insegnane di lingua francese nell'Ist.T ecnico.

Nella foto a lato: Alfonso Brancaccio

Per la sua vita integra, il valore professionale e l'intensa produzione letteraria ebbe grande popolarità e stima in tutti gli ambienti. Allievo di Gennaro Marciano, il più famoso penalista tra le due guerre, dal suo Maestro trasse la sicurezza dell'oratoria, la disinvoltura della dalettica, le fonti profonde del diritto penale; da se stesso il coraggio e la volontà di affrontare le più dure battaglie forensi che lo portarono a primeggiare in processi famosi. Conferenziere su invito di organizzazioni culturali laiche e religiose. Fondò diversi sodalizi culturarali a Torre del Greco di cui fu Presidente: Carducci, Cellini, Circolo Professionisti. Scrittore e Poeta pubblicò editi da Pierzo, Casella, Norano, Fiorentino, ecc. i volumi:

Italic Gens - Il Fante - Creazione - Gli Infortunati del Mare - Arte e pudore - Senza Sosta - La Fiamma - La Strada del Cielo - Pioggia di Stelle - Il Raggio Verde - Sogni e nubi

La storia di una Città si può scrivere
non soltanto attraverso le sue vicende, ma anche attraverso i suoi uomini.

Lasciamo che gli altri commentino Brancaccio. Il parere dei grandi scrittori dell’epoca:

Orsini - Alfonso Brancaccio e senz’altro uno dei personaggi centrali della Storia di Torre del Greco. Con i suoi scritti non parla soltanto alla sua generazione ma anche a quella attuale; innanzitutto con la riproposizione di una vita operosa; con un quadro di valori etico-morali rilevati attraverso il modo in cui Brancaccio ha vissuto la sua vita la struttura dei suoi scritti poetici e narrativi.

P.T.Marinetti - Il saggio ”Arte e Pudore” di critica d’Arte di Brancaccio è un lavoro geniale e profondo.

Michele Prisco - ”...con la lettura dei versi di Brancaccio ci troviamo di fronte alla confessione di un’anima, le sue poesie costituiscono una dichiarasione di poetica e rapresentano al tempo stesso il ritratto interiore di un uomo.

Raffaello Biondi - critico d’arte, scrive sul giornale Italo Americano di Los Angeles: ”...torniamo a respirare nei piani alti della poesia, di quella poesia che per essere ricca di umanità, di pensiero e di significati e priva di astruserie e di sibillinità ha carattere universale; in essa ognuno puo ritrovare il suo sentire, il suo patire, il suo gioire, i fermenti del suo mondo interiore”.

Domenico Rea - ”Poesia luminosa nella sua trasparenza; incantata nella sua nitida cromaticità, ti prende il cuore, non sai bene perché se in essa rintracci un sogno o una speranza, una possibilità o un rimpianto”.

Alfredo De Marsico - Nella costellazione di avvocati che hanno onorato ugualmente la toga e la poesia di Alfonso Brancaccio occupa un posto d’onore e fra essi si distingue per una ispirazione di cui la sensibilità alla natura e una sincera tendenza mistica mi sembrano le suggestive caratteristiche ..”

Enrico De Nicola - ”…nelle liriche di Brancaccio gli affetti umani ed i sentimenti universa1i sono cantati da versi di mirabile fattura che incantano e commuovono”.

Giovanni Porzio - ”Brancaccio e un intelletto fervido
ed un’anima vibrante che sprizzano vivida luce in tutte le sue manifestazioni letterarie e professionali..”

G.Marciano - ”Alfonso Brancaccio attraverso le sue multiformi attitudini ha avanzato a spron battuto verso il successo radioso sia nel campo forense penalistico che in quello letterario”.

Ermanno Corsi - ”…la vita a nessuno è data in proprietà ma a tutti in prestito e di Brancaccio si può dire che, nel momento in cui il prestito finisce e la vita viene restituita, la si trova piena di significato”.



A cura di De Luca Salvatore della redazione

 
 

ID: 7829  Intervento da: la redazione  - Email: info@torreomnia.it  - Data: sabato 8 dicembre 2007 Ore: 22:09

STORIE DI TUTTI I PERSONAGGI TORRESI ANTA
....

....


ID: 7759  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: venerdì 30 novembre 2007 Ore: 17:41

Abbiamo scovato un primo testo giornalistico stagionato di Alfonso Brancaccio:
La recensione di «Itinerari torresi»
«è un incandescente tuffo nel passato ... è un soffio di poesia»

di Alfonso Brancaccio

«LA TORRE» con la pubblicazione degli ITINERARI TORRESI di Raimondo ha acquistato un altro titolo di merito presso la nostra cittadinanza; le ha fatto un duplice dono: una edizione chiara e pregevole per veste tipografica e per dovizia di illustrazioni ed un'opera che è uno scrigno ricolmo di sentimenti e passione, di minuziose ricerche ed accurate indagini, di notevoli osservazioni ed argute battute.
E merito ed elogio spettano all'autore che ha offerto ai concittadini, vicini e lontani, la possibilità di vivere quasi in estasi la vita lontana degli avi traendone esempi di semplicità di costumi e parsimonia di svaghi, di rettitudine ed operosità nonché ragione di orgoglio e motivo di fiducia nell'avvenire.
«Itinerari Torresi» - a mio giudizio - non è né vuole essere, sebbene documentato fin nel più piccolo dettaglio, un testo di storia cittadina, ma è certamente un caleidoscopio in cui riappaiono e s'illuminano figure e cose antiche inghiottite dalla marea del tempo e figure e cose più o meno recenti relegate nella nebbia dell'oblio dalla tumultosa vita odierna che brucia tappe, non conosce soste serene e sacrifica anni verdi, e talvolta cuore e mente, nel rogo dell'ansioso raggiungimento di mete ingannevoli e fugaci.
Questo libro di Raimondo è per gli anziani torresi, specie per i nati tra fine ottocento e principio novecento, un incandescente tuffo nel passato che, scacciando la nostalgia, li riporta nell'infanzia e nella prima giovinezza tra i giardini e le fontane degli Altari, tra le sonate e i valzer spioventi dai pianoforti dei salotti, tra le serenate di chitarre e mandolini di allegre brigate, tra le note insistenti di pianini soffermati davanti ai saloni dei barbieri, tra l'odore di resina dei grossi tronchi di pini tagliati a mano da segatori a torso nudo; in un delizioso girovagare per le strade cittadine essi si imbattono nel venditore ambulante di lupini o in quello di petrolio, nel mattiniero venditore ambulante di castagne lesse o in quello serotino di castagne arrosto, o nel lampionaio che con la lunga canna va ad accendere o a spegnere i fanali a gas.
Per i giovani questo libro è una gustosa proiezione retrospettiva la quale, oltre a far loro assaporare tanti beni dileguati, li invita ad un confronto tra il passato ed il presente per una consapevole selezione onde assimilare quanto di buono vi era allora e quanto di buono vi è oggi al fine di vivificare ideali e di spiritualizzare la vita.
Per gli uni e gli altri il libro di Raimondo è un soffio di poesia che reca ad ondate voci di venditori nella loro genuina espressione dialettale, voci di strade e località nelle efficaci denominazioni popolari, voci incisive e caratterizzanti di soprannomi, voci gaie e tristi di campane lontane e vicine sovrastante tutte dalla gran voce del campanone di Santa Croce che eleva nel cielo l'anima ed il cuore del popolo torrese.

Alfonso Brancaccio


Puoi anche Tu intervenire a questo argomento o invia un post alle e-mail private

 Ogni risposta fa saltare la discussione al primo posto nella prima pagina indice del forum. L'ultima risposta inviata, inoltre, che è la seconda in alto a questa pagina "leggi", aggiorna sempre pure data e ora della discussione (cioè il messaggio principale),
pur se vecchio.

T O R R E S I T A'

Autore unico e web-master Luigi Mari

TORRESAGGINE