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« FUMETTI, TRAMMAMMURO E VARIE »
ID: 7749 Discussione: FUMETTI, TRAMMAMMURO E VARIE
Autore:
Vito D'Adamo
- Email:Viad37@online.de
- Scritto o aggiornato:
giovedì 6 dicembre 2007 Ore: 11:06
Fumetti, "Trammammuro“ e varie.
Carissimo Cosimo, ho memoria d’un fumetto particolare, per l’acquisto del quale investii la quasi totalità delle lirette, racimolate nel corso di ormai lontanissime festività natalizie: “La misteriosa fiamma della regina Luana” della serie “La pattuglia dell’avorio” con Cino e Franco, se ben ricordo (tu, che hai familiarità con i fumetti, potresti addirittura datare il mio acquisto). Lo comprai, costo proibitivo di tre lire, presso l’edicola sotto casa, in Via Ven. Vincenzo Romano, ove occupavamo l’appartamento all’ultimo piano, sopra la pasticceria dei F.lli Carbone, proprietario il loro genitore, don Nicolino, spietato scoponista, che teneva banco con collaudati amici nel retrobottega del famoso esercizio, talvolta frequentato, su esplicito invito, anche da mio padre, giocatore molto riflessivo, cui mia madre contestava le pur non frequenti sedute al gioco, anche se sapeva che a don Nicolino non si poteva dire di no: sedere a quel tavolo, scopa, scopone, briscola, tressette che fosse, era un onore riservato a pochi. Dal balcone lo sguardo correva da Santa Croce a “ncopp‘a uardia”, davanti avevo, in inverno, l’immancabile rivenditore di caldarroste all’entrata del vicolo, che si biforcava a sinistra verso i cinema “Vittoria” ed “Iris”, e a destra scendeva giù, verso i quartieri marinai. All’angolo, s’apriva un negozio di ferramenta (o di cartoleria, o la cartoleria era dirimpetto?). Passava, sferragliando, il 55, facendo scoppiettare la serqua delle “botticelle”, apprestata da noi ragazzi; ed il manovratore si arrabbiava o faceva finta. Una volta, nondimeno, andò per davvero su tutte le furie, quando all’ultimo istante gli mettemmo sui binari un ceppo di buone proporzioni, che poteva provocare serie conseguenze, evitate con una frenata da manuale di record, con accompagnamento di irriferibili espressioni al nostro indirizzo e, soprattutto, a quello dei nostri genitori. L’acquisto del superalbo, genere raro all’epoca, mi andò quasi di traverso; ne rischiai il sequestro da parte di mia madre, che mi fece passare coram populo, per convinto e impenitente spendaccione, dissipatore di risparmi, accumulati per beneplacito familiare, ai fini d’una destinazione contributiva a spese d’altra sorta. Fui costretto, di conseguenza, a godere della sospirata pubblicazione in momenti particolari e in luoghi ascosi, con qualche tremore, ma con indubbio piacere, accresciuto dalla consapevolezza della trasgressione (espressione, quest’ultima sconosciuta ai giovani, pericolosa e, comunque, non d'uso frequente, al tempo). Lessi, col trascorrere degli anni diversi fumetti, che prestati, distribuiti, svenduti o dati in permuta, non raccolsi, e me ne pento: Bob Star, Fulmine, Carnera, Gordon, l’immancabile Mandrake con la sua compagna e Lothar, Topolino e Co. e altri personaggi. A questo punto la memoria si arresta. Come puoi notare, contribuisco alle tue ricerche mediante “autobiografia”, argomento di cui ti ho dato risposta sub ID.7720. Ciao, buona fortuna e a presto leggerti. NONNOVITO. __________________________
Per Salvatore Argenziano. Salvato’, che ti sento in TV? “Trammammuro”, o giù di lì, vocabolo definito come sintomatica espressione della fantasia napoletana, a significare “ascensore”. Non sono riuscito a trovarne la registrazione nel tuo dizionario torrese-italiano, forse per mia fretta, distrazione o incapacità. Te ne segnalo, comunque, la voce. “Statt buon”, azzarda in vernacolo NONNOVITO. _________________________________
Per Gigimari, per la redazione Viva ancora e sempre il CONTAINTERVENTI: che divenga simbolo, in continuo crescendo, di corale partecipazione alla Comunità di Torreomnia. Che non si possa, con un po’ di fortuna e buona volontà, aumentare gli interventi, fino ad arrivare a mezzo milione di auspicabili presenze? Ad maiora e cari saluti a tutti.
NONNOVITO dalla Germania
ID: 7806 Intervento
da:
la redazione
- Email:info@torreomnia.it
- Data:
giovedì 6 dicembre 2007 Ore: 11:06
Carissimo Vito, a proposito di “trammammuro” credo proprio che si tratti di una di quelle voglie di strafare che qualche volta si incontrano, non solo a proposito della lingua napoletana, ma anche sulla “napoletanità”, pregi e difetti, in generale. Una brillante ironizzazione di queste leggende metropolitane sulla “napoletanità” sono contenute nel film “Ricomincio da tre” di Troisi, tra cui la scena emblematica di quando Massimo torna a casa e trova i suoi chiusi dentro per non farsi scoprire, perché mangiavano tortellini. Nella foto a lato un dialetto torrese scritto a cacchio di cane
I napoletani sono considerati ricchi di fantasia e, quindi, ogni paradosso fantasioso deve essere loro attribuito, anche se l’inventore fosse stato per caso un bergamasco (alla fantasia dei bergamaschi, dopo il battesimo del Po, incomincio a crederci). Per quanto riguarda l’ascensore colgo l’occasione per segnalare una caratteristica del napoletano, in presenza di vocaboli di genere maschile inizianti per /a/. Ascensore diventa “a scensora”“dove la vocale /a/ iniziale si muta in /a/ articolo, cambiando sesso, pardon genere, alla parola che da maschile diventa femminile. A scensora s’è scassata! Questo fenomeno di separazione della /a/ dalle parole (quelli che scrivono bene lo chiamano deglutinazione) è assai diffuso nel dialetto napoletano. Per i vocaboli di genere femminile il fenomeno è poco avvertibile: Abbiata, avvio, diventa a bbiata. Ascella, ala, diventa a scella. Asciuta, uscita diventa a sciuta: A sciuta r’a Maronna. Quando il vocabolo è di genere maschile porta come conseguenza il cambio di genere. Caro Vito, mi affascinano e mi riportano a Torre i tuoi ricordi torresi e spero di leggerne molti altri. Non ricordo un giornalista sotto casa tua. Io andavo da Angioletto, Angelo Barone, in Piazza Santa Croce. La cartoleria di cui parli, credo fosse quella di Mattia Mazza, all’angolo della Traversa Gradoni e Cancelli. La ferramenta che credo si chiamasse Apreda, era sul lato opposto (o viceversa?).
Per il tuo napoletano, non tralasciare le desinenze (vedi quanto mi sono permesso di suggerire a Serena nell’ID.7701. A risentirti presto,
Salvatore Argenziano torrese doc da Bologna
REPERTORIO FILMOGRAFICO CITATO NELL'ARGOMENTO RICOMINCIO DA TRE CHI PARTE SA DA CHE COSA FUGGE MA NON SA CHE COSA CERCA
RICOMINCIO DA TRE MIRACOLO DIFFICILE E MIRACOLO FACILE
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