Settimanale VISTO. Per gentile concessione della famiglia Falanga La tribù. A Torre del Greco, una famiglia che va dalla trisnonna alla trisnipote A cura della giornalista torrese Mariella Romano |
«Vi presento la dinastia dei Falanga di Torre del Greco: comincia con i 91 anni di nonna Caterina e continua con i 40 giorni di Martina, primo rappresentante della quinta generazione», dice orgoglioso Michele Falanga. Grazie alla neonata Martina D’Antonio, Michele e bisnonno a 71 anni. Questo signore ancora in perfetta salute e il primogenito di Caterina Vitiello, 91 anni portati altrettanto bene, e che, con la nascita di Martina, e diventata trisnonna. La macchinetta del caffè e gia sul fornello, quando Michele spalanca il cancello della sua villetta a Torre del Greco, offrendo un sorriso e un pezzo di pastiera napoletana. Accanto a lui, ci sono la figlia Caterina, nonna a 41 anni, e la nipote Emanuela Mazza, che ha 20 anni ed e mamma (di Martina) da 40 giorni. Sono loro lo spettacolo eccezionale che attendevamo di vedere: cinque generazioni, una di fianco all’altra. Un’allegra brigata che vive alle falde del Vesuvio, sorvegliando con devozione 1’anziana capostipite che ha messo al modo ben undici figli di cui otto viventi. Del resto, quando incontri la «super nonna» e subito chiaro: solo lei riesce a calmare il pianto di Tina quando la piccola si stanca di posare per il fotografo. Come per incanto, le braccia della trisnonna diventano per lei una culla nella quale abbandonarsi.

LA FOTO DI GRUPPO - Torre del Greco. Le cinque generazioni della famiglia Falanga
Le radici della famiglia Falanga affondano nel 1931. Caterina Vitiello ha 16 anni e si innamora di Domenico Falanga, agricoltore più vecchio di lei di otto anni. L’amore e osteggiato dai genitori di entrambi, che vietano ai giovani di vedersi, ma cresce con il passare dei giorni. «Volevo sposare Mimi», racconta nonna Caterina seduta in un giardino immerso nei profumi e nei colori della campagna vesuviana. «Mamma e papa non volevano, perché ero ancora troppo piccola. Allora li ho messi alle strette: a gennaio del 1931 abbiamo fatto la fuitina. Siamo scappati di casa e abbiamo trascorso la prima notte da mia cognata. Le altre due settimane le abbiamo passate da soli, in un casolare. Poi siamo tomati: i miei genitori, per non vedermi disonorata, ci hanno accolto e messo a disposizione un appartamento. I suoi, invece, non ne hanno voluto sapere. Da allora, Mimi ha avuto una sola famiglia: la nostra». Sei anni più tardi, nel 1937, nasce Michele. Poi arrivano anche Aniello, Luigi, Antonio, Rosaria, Anna, Mario ed Elena. «Avevo 26 anni quando sono diventato papa per la prima volta», racconta ora Michele. «Mia madre, all’epoca, ne aveva 48: era una nonna giovane e piena di energie. Come si usa dalle nostre parti, la prima erede della famiglia Falanga 1’ho chiamata come lei, Caterina». E Caterina junior segue 1’esempio della Caterina capostipite, brucia le tappe e a 20 anni si sposa con Pasquale Mazza: «Senza dover organizzare scappatelle», puntualizza. «Ci siamo sposati in chiesa con il consenso di tutti.

La nostra e stata una scelta ponderata. Non mi interessavano lavoro e carriera. Semplice- mente desideravo dedicarmi alla famiglia e ai figli». Cosi e stato: Emanuela e arrivata nove mesi dopo il matrimonio e Caterina Vitiello è diventata bisnonna che non aveva ancora compiuto 70 anni. «Ho studiato al liceo linguistico», racconta Emanuela, «ma la carriera non mi ha mai interessato. Finiti gli studi, i ho incontrato Ciro che fa il carpentiere. Ci siamo innamorati e pensavamo al matrimonio quando ho scoperto di aspettare Martina...». L’evento coglie di sorpresa 1’intera famiglia, che non fa in tempo a organizzare la cerimonia nuziale prima dell’arrivo della cicogna... «Abbiamo deciso di rinviare tutto alla prossima estate», dice la neo nonna Caterina. «Stiamo pensando a una grande festa. Celebreremo matrimonio e battesimo insieme. Per noi e stata una gioia immensa: desideravo un terzo figlio ed e arrivata una bellissima nipotina. Non c’e cosa più bella. Quando Emanuela ha messo al mondo Martina, ho sofferto anch’io, rivivendo i dolori del parto. E posso garantire che e stato più semplice diventare mamma che nonna». Nell’attesa, tre generazioni vivono sotto lo stesso tetto: mamma Caterina e papa Pasquale hanna messo a disposizione della figlia Emanuela e della nipotina Martina una camera del loro appartamento. «La nostra casa non e ancora pronta», conclude Emanuela, «la stiamo ristrutturando e speriamo di farcela entro 1’estate. Nel frattempo abitiamo con i miei genitori e con mio fratello Raffaele, che ha 18 anni ed e uno zio attento e premuroso». La vita, dunque, continua a scorrere sotto lo sguardo affettuoso della trisnonna Caterina, che ancora dispensa consigli, carezze e saggezza ai suoi otto figli, 16 nipoti, 13 pronipoti. E all’unica trisnipote Martina, che le dorme pacifica in braccio
Mariella Romano
|