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Argomento presente: « RASSEGNA STAMPA TORRE 13-12-07 »
ID: 7865  Discussione: RASSEGNA STAMPA TORRE 13-12-07

Autore: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Scritto o aggiornato: giovedì 13 dicembre 2007 Ore: 23:08

Pigia la freccia per l'ascolto, regola il volume

“La Serbia è Pompei e il Vesuvio sta per eruttare”.
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Il colorito paragone è offerto da Djordje Vukadinovic, demonazionalista vicino al primo ministro Vojislav Kostunica, ed esprime con una certa esattezza i timori di Belgrado sulla secessione del Kosovo. Oggi i ministri degli Esteri Ue si sono nuovamente confrontati sul tema nella riunione preparatoria al Consiglio europeo del 14 e secondo l’inglese David Milliband solo Cipro sarebbe completamente schierata contro l’indipendenza della provincia. In realtà, altri paesi sono assai riluttanti a riconoscere una separazione unilaterale, in particolare Romania, Grecia, Slovacchia e Spagna. Ma non è certo solo il riconoscimento a preoccupare i paesi europei.

A non far dormire sonni tranquilli sono le implicazioni nel rapporto con la Russia, le reazioni di Belgrado, il destino delle enclavi serbe in Kosovo, il possibile effetto domino su altre entità secessioniste e infine, last but not least, l’avvicendamento della missione Unmik dell’Onu con una dell’Unione europea. Su questi temi il ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha espresso oggi la sua linea. Il capo della Farnesina ha plaudito le dichiarazioni rese al Financial Times da un collaboratore del futuro premier kosovaro Hashim Thaci, secondo cui la provincia concorderà con Ue e Usa “senza fretta” la data dell’indipendenza. Obiettivo dell’Europa è evitare che la proclamazione della secessione avvenga prima del 3 febbraio, quando è previsto il secondo turno delle presidenziali serbe che potrebbero pericolosamente condurre al potere Tomislav Nikolic, nazionalista fedelissimo di Vojislav Seselj, tuttora alla sbarra all’Aja per crimini di guerra. Nella strategia di D’Alema c’è anche l’accelerazione del processo di adesione all’Ue della Serbia, anche se non venissero catturati Mladic e Karadzic, i due principali ricercati dal Tribunale internazionale sull’ex Jugoslavia. “Prendiamo atto che c’è stata una collaborazione”, ha spiegato D’Alema, ricordando come gli ultimi rapporti confermino un atteggiamento più positivo da parte serba in questo settore.
Per D’Alema, che oggi ha avuto un colloquio bilaterale con l’omologo serbo Vuk Jeremic, è però essenziale che l’Ue possa rapidamente sostituire la missione Unmik, un passaggio che in teoria – oltre a necessitare di un’unanimità europea ancora incerta - richiederebbe un avallo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Come anticipato già la settimana scorsa dal VELINO, per aggirare il probabile veto russo si sta facendo strada l’ipotesi di una lettera “tecnica” del segretario generale Ban Ki-moon, che su richiesta di Pristina inviterebbe la missione Ue a supervisionare l’applicazione del Piano Ahtisaari. Sul piano escogitato a suo tempo dall’ex presidente finlandese è tornato oggi anche D’Alema, spiegando che ogni possibile dichiarazione di indipendenza del Kosovo dovrà tenerne conto. Tuttavia, il piano Ahtisaari è stato bocciato sdegnosamente sia dalla Serbia che dalla Russia. Difficile dunque che la lettera “tecnica” di Ban Ki-moon possa rappresentare una copertura giuridica sufficiente all’avvicendamento delle missioni. Secondo D’Alema, inoltre, “la missione dev’essere autorizzata al più presto sulla base della risoluzione Onu 1244”. Risoluzione che però afferma anche che il Kosovo è ancora territorio serbo. Mosca e Belgrado, del resto, stanno coordinando la loro reazione. Boris Gryzlov, leader del partito Russia Unita che la settimana scorsa ha fatto man bassa alle elezioni legislative nonché probabile futuro presidente della Duma, ha affermato che a gennaio il Parlamento potrebbe decidere il riconoscimento della secessione di Abkhazia e Ossezia del Sud dalla Georgia se Usa e Ue daranno il benestare all’indipendenza del Kosovo. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha poi assicurato che Mosca – al pari di Belgrado – considererà nullo l’atto di secessione kosovaro. E la missione di oggi a Mitrovica di Slobodan Samardzic, ministro serbo per il Kosovo, sembra prefigurare un atto di secessione dalla secessione da parte dei serbi del nord della provincia, pronti a staccarsi dal resto del Kosovo un minuto dopo la dichiarazione d’indipendenza di Pristina.
(Giampiero de Andreis)

Fonte www.ilvelino.it

A cura della redazione

 
 

ID: 7871  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: giovedì 13 dicembre 2007 Ore: 23:08

Ancora tensioni sulla questione "depuratore"
Dopo il nostro articolo, pubblicato il 14 novembre scorso, in merito alle responsabilità sul depuratore qualcosa s'inizia a muovere.
E’ stato il presunto temporeggiare del sindaco Borriello sulla questione “depuratore”, ad infiammare quella che si preannunciava una assise già agitata dal difficile tema Ospedale Maresca.

L’ordine del giorno prevedeva appunto prioritariamente la trattazione delle difficili condizioni in cui vige attualmente il nosocomio torrese e sul suo futuro e naturalmente, gli interventi da parte di opposizione e maggioranza a riguardo si sono susseguiti durante il corso della riunione di consiglio. Poi l’inatteso intervento del consigliere dell’Udeur Massimo Meo a fine serata, che, anche a seguito della relazione sulla pericolosità della costruzione di un impianto di depurazione - come quello pronosticato – stilata dalla professoressa Triassi, ha accusato il sindaco di continuare a temporeggiare. Sembra infatti - stando anche alle dichiarazioni dell’assessore regionale Luigi Nocera contattato nel pomeriggio di ieri -, che l’unico che può effettivamente porre fine alla vicenda depuratore sia proprio l’ente comunale, nella persona del primo cittadino. Ma a quanto pare, l’intervento di Meo è stato accolto con forte ostilità da Borriello, che di tutta risposta ha ritirato la delega di assessore all’avvocato Gennaro de Martino – anch’egli sceso in campo nella spinosa questione vicino al consigliere Meo – ed ha ribadito la responsabilità dell’ente sovraordinato, l’unico in grado di poter bloccare la costruzione dell’impianto. Nel frattempo dubbi anche da parte del consigliere Meo sulla permanenza tra i banchi della maggioranza.
Paola Russo



Fonte www.ephemerides.it


ID: 7870  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: giovedì 13 dicembre 2007 Ore: 23:02

Lavori al cimitero, soddisfazione dell'amministrazione

“Esprimo la mia gratitudine e soddisfazione all’assessore Raffaele La Pietra ed alla Giunta tutta per i lavori ed i progetti avviati nelle diverse aree cimiteriali. Di sicuro seguiranno ulteriori iniziative per una globale ristrutturazione dell’intera area”. Così Ciro Borriello, sindaco del Comune di Torre del Greco.

“I lavori già espletati e quelli prossimi al cimitero – sottolinea Raffaele La Pietra (assessore al cimitero) dimostrano la massima attenzione di una questione che sta particolarmente a cuore a noi tutti. Azioni concrete che attestano l’efficacia di questa Amministrazione, benché insediata da pochi mesi. Fatti reali tesi a contrastare l'abbandono e il degrado in cui versavano diversi spazi e servizi cimiteriali. In questa ottica auspico di definire ulteriori progetti ed iniziative mirati alla costruzione di un cimitero più decoroso e vicino alle giuste istanze dei cittadini. I progetti che adesso andranno in gara d’appalto – precisa l’Assessore sono: A) Progetto definitivo approvato in Giunta il 28/11/07 di straordinaria manutenzione del 15° complesso nicchiario "Magnolia". B) Progetto definitivo approvato in Giunta il 28/11/07 di straordinaria manutenzione dei complessi "Begonia" , lato A e B, e "Gladiolo". C) Progetto preliminare già approvato dalla Sovrintendenza che prevede la realizzazione di nuovi loculi cimiteriali in prosieguo del 1° complesso e lungo il terrapieno corpo A, B e C, prevedono circa mille loculi.”



Fonte www.latorre1905.it


ID: 7869  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: giovedì 13 dicembre 2007 Ore: 22:57

Torre del Greco: il coro Santa Cecilia in concerto

L'Associazione Musicale Santa Cecilia di Torre del Greco, Presidente il rev. Raffaele Borriello, direttore artistico la prof.ssa Marika Rizzo, con il Patrocinio del Comune di Torre del Greco, Assessorato alla Cultura, terrà l' 8 dicembre nella Parrocchia di Santa Maria del Carmine a Torre del Greco un concerto che prevede una ampia selezione di brani mariani con qualche accenno all'avvento del Natale.

Tota pulchra es Maria è il titolo del concerto.

Il coro sarà diretto da Antonio Berardo e Luigia Gargiulo, mentre darà la sua collaborazione organistica il Maestro Daniele Zollo. Il concerto rientra ne programma di iniziative del gruppo che terrà altre esibizioni: il 16 dicembre - concerto natalizio "Aspettando il Natale" a Maiori; il 21 dicembre - concerto con la Polizia di Stato "Auguri in concerto" Basilica Santa Croce Torre del Greco; il 26 dicembre - concerto natalizio Parrocchia Spirito Santo Torre del Greco ed, infine, il 30 dicembre - concerto natalizio a Sorrento. Questa fitta serie di impegni rientra in un più articolato discorso di rilancio ed impegno del Coro e prelude alla tournèe in Francia, Castelli della Loira, Normandia, dal 1° al 9 gennaio 2008, per uno scambio culturale.



Comunicato stampa


ID: 7868  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: giovedì 13 dicembre 2007 Ore: 22:53

All'ottavo mese muore dopo corsa in 4 ospedali.
Tentativo disperato di intervento al Maresca

Tentativo disperato di intervento al Maresca di Torre del Greco, ma per assenza di sala di rianimazione muore poi a "La Schiana" di Pozzuoli.
Prima alcuni dolori all'addome, poi la corsa: in quattro ospedali campani. Poi ancora la morte, sua e del bimbo che portava in grembo. Si è chiusa così la storia di Paola Cataldi, 36 anni, di Pompei (Napoli), all'ottavo mese di gravidanza: un decesso, il suo, sul quale la Procura di Torre Annunziata ha aperto un'inchiesta e sul quale anche l'assessorato alla Sanità della Regione Campania ha avviato un'indagine interna. La storia inizia mercoledì pomeriggio: è allora che la Cataldi avverte i primi malori. La donna viene portata all'ospedale di Scafati, in provincia di Salerno, dove viene sottoposta ad uno screening ecografico ma dove non viene ricoverata.

Durante la notte i dolori continuano. Così, all'alba di giovedì, il marito decide di portarla di nuovo in ospedale. La Cataldi arriva al nosocomio evangelico 'Villa Betania' nel quartiere Ponticelli di Napoli: lì i medici fanno capire che un ricovero è necessario, ma Paola decide di andare via e firma per le dimissioni. E' in auto, mentre la donna e il marito stanno tornando a casa, in autostrada, all'altezza di Torre del Greco, che la situazione appare ancora più grave. E' la volta del terzo ospedale, il 'Maresca' di Torre del Greco. La donna è in preda ad un'emorragia: i medici cercano di salvare il bimbo. Tutto invano; troppo tardi per il distacco della placenta. E' a questo punto che i medici decidono di effettuare un delicato intervento chirurgico. Le condizioni della Cataldi appaiono sempre più disperate. E' la volta dell'ultima corsa, verso il quarto ospedale, resa necessaria a causa dell'assenza della sala di rianimazione all'ospedale Maresca. Il '118' trasferisce, così, la donna all'ospedale 'La Schiana' di Pozzuoli. Lì Paola Cataldi muore. Ora sarà il sostituto procuratore Sica a cercare di far luce su quanto accaduto. La Procura di Torre Annunzia ha disposto l'acquisizione dell'intera documentazione sanitaria nei quattro ospedali dove la Cataldi è stata, oltre all'autopsia. A far luce sull'accaduto sarà anche la Regione Campania. L'assessorato alla sanità, infatti, ha avviato un'indagine interna per assumere le prime informazioni e verificare se siano state o meno rispettate tutte le procedure previste per la gestione di questo tipo di emergenze.



Fonte www.ansa.it


ID: 7867  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: giovedì 13 dicembre 2007 Ore: 22:48

Depuratore: si corre verso una svolta?

La tempesta del depuratore in località Santa Maria La Bruna infuria ancora sul mare della politica locale. La settimana che è trascorsa ha portato nuove voci, da lungo attese, sulla scena del dibattito politico. L'ex sindaco corallino, Valerio Ciavolino, ha deciso di reagire alle accuse che gli sono state mosse dall'attuale occupante del Palazzo di Città, Ciro Borriello. "Nella conferenza di servizi indetta presso la Regione il 4 agosto del 2005, in qualità di sindaco espressi parere favorevole in quanto l'impianto di depurazione oltre a servire le attività di Trenitalia poteva contribuire ulteriormente alla bonifica delle acque nere della città".

Vantaggi totalmente soppiantati dai rischi esposti nella relazione della Triassi. Di cui probabilmente Ciavolino col senno di poi ha preso atto, sostenendo che "l'attuale sindaco di Torre del Greco, per le risultanze della relazione (della Triassi, n.d.r.) deve adottare immediatamente un'ordinanza in virtù di una emergenza sanitaria sul territorio".
È quanto meno paradossale che l'ex sindaco abbia cambiato idea dopo la relazione voluta fortemente da Ciro Borriello. La conclusione più ovvia è quella di un'autorizzazione data con leggerezza, senza preoccuparsi di richiedere ad un esperto del settore una verifica dei rischi per la salute cittadina, che un sindaco dovrebbe tutelare.
L'UDEUR mantiene gli scudi alzati, per parare i colpi provenienti dalla maggioranza al governo cittadino, e l'assessore alla Regione Nocera, seguendo la strada spianata dal consigliere comunale torrese, l'avvocato Massimo Meo, dice "C'è stato un attacco alla mia persona, illegittimo in quanto io non faccio altro che rappresentare l'assessorato. Se anche ho firmato qualcosa non è detto che ne sia responsabile. Il sindaco non può fare don Abbondio". Sebbene ci sarebbe molto da riflettere sul fatto di non "essere responsabili per ciò che si firma", l'appello dell'assessore regionale ha colto il segno. Il sindaco di Torre del Greco stanco di essere considerato "un vaso di coccio tra tanti vasi di ferro", ha fatto la sua mossa.
"Con determinazione e in maniera circostanziata ho inoltrato il 7 dicembre al Presidente della Regione Campania, all'Assessore regionale all'Ambiente, al Dirigente Settore Ecologia Ambiente, della Giunta regionale, la richiesta di riconvocazione della Conferenza dei Servizi relativa all'impianto di trattamento rifiuti liquidi pericolosi e non". Ha dichiarato Borriello. Attendo un concreto riscontro affinché sia finalmente messa la parola fine su una questione che nessuno vuole".
Se l'iniziativa avrà successo l'evento che ha sancito la superficialità della precedente amministrazione potrebbe essere il miglior slogan dell'attuale sindaco. Un 'detto fatto' senza timore di smentita.

Andrea Di Lecce



Fonte www.capitoloprimo.it


ID: 7866  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: giovedì 13 dicembre 2007 Ore: 22:41

Marmo, corallo e legno: ecco i presepi sotto il vesuvio

Esperienza e tradizione rendono unici i 14 lavori esposti nella Chiesa dei Servi
La mostra è promossa dalla Cna e dall’associazione Amici del presepio di Ercolano (Na)

Marmo, corallo, o legno: sono tanti i materiali utilizzati per la realizzazione dei presepi esposti alla mostra che aprirà i battenti in occasione dell’Immacolata. Sarà il vescovo Tommaso Ghirelli a inaugurare, sabato 8 dicembre alle 17, l’esposizione dedicata ai presepi napoletani che troverà spazio nella chiesa di Santa Maria dei Servi, in piazza Mirri.

La mostra, promossa dalla Cna e dall’associazione Amici del presepio di Ercolano (Na) propone opere realizzate con cura e passione da famosi maestri dell’artigianato napoletano. Sono 14 i presepi esposti, diversi per forme e materiali, ma tutti accomunati «da quella passione che rende i presepi napoletani capolavori di arte e di sentimento, in grado di esprimere tutto il calore di Napoli» spiega Antonio Molisano, presidente della sezione di Ercolano dell’Associazione Amici del Presepio, che conta oltre cento associati. Saranno esposti presepi in pietra lavica, un presepe prezioso, dove in un borgo antico i pastori sono scolpiti nel corallo. E ancora, un presepe in marmo che rappresenta le rovine di Pompei, uno rustico, ambientato in un borgo diroccato, carretti di frutta e ortaggi fatti in cera d’api, una tegola alta un metro e mezzo addobbata con pastori in terracotta in stile napoletano e rivestiti con abiti rustici. Una varietà di stili e materiali che piacerà a grandi e piccini. La mostra è ad ingresso gratuito e rimarrà aperta da sabato 8 dicembre a domenica 6 gennaio, tutti i giorni dalle 16 alle 19.



Raimonda Granato

Fonte www.nuovodiario.com


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