ID: 8467 Discussione: PENZA (PENSO) ERGO SUM
Autore:
Penza Francesco
- Email:
francopenza@interfree.it
- Scritto o aggiornato:
mercoledì 2 aprile 2008 Ore: 23:43
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ID: 8469 Intervento
da:
Penza Francesco
- Email:
francopenza@interfree.it
- Data:
mercoledì 2 aprile 2008 Ore: 23:43
Il Risorgimento va riletto L’Italia, dopo tante, tantissime sanguinose ed impari lotte sostenute contro l’oppressore straniero, dopo tanto sangue versato sul suo suolo, dopo tante battaglie, finalmente, dopo secoli di schiavitù, è una libera e indipendente! Ma quanti travagli, quanta fatica per giungere a questa meta! Occorreva qualcuno che inculcasse nell’animo degli italiani, ormai schiavi, la parola ardente di amor patrio, che vi infondesse ideali di patriottismo: ed ecco ergersi la figura maestosa quanto simbolica dell’apostolo Giuseppe Mazzini. Occorreva qualcuno che ponesse il Piemonte all’attenzione europea: ed ecco ergersi l’illustre Conte Camillo Benso di Cavour, il quale con la sua alta strategia politica contribuì per buona parte all’unità d’Italia.

Nella foto a lato Camillo Benso conte di Cavour
Occorreva qualcuno che guidasse i giovani alla lotta, che infondesse nei loro animi audacia: ed ecco il marinaio Nizzardo ardente di coraggio Giuseppe Garibaldi. Ci fu anche una vera battaglia letteraria, alla quale presero parte attivamente Alfieri, Foscolo, Parini, Gioberti. Validamente contribuirono al risveglio di quella coscienza nazionale assopita da secoli di servaggio. “Le mie prigioni” del Pellico furono davvero per l’Austria una battaglia perduta. Se oggi noi riusciamo a vivere in pace, in una piena democrazia e in una libertà di pensiero, di parola, di culto, non dobbiamo dimenticare che il merito spetta a questi uomini che con la loro “eternata parola” scacciarono lo straniero. Anche i musicisti fecero librare le alte note della libertà verso l’unità d’Italia. Ed allora siamo fieri della nostra terra, di questa terra che fu dei nostri avi, di questa terra nata dal sangue di tanti eroi.
Nella foto a lato: Silvio Pellico
Questo tema, svolto a scuola da un ragazzo, mette in evidenza la mia ingenuità storica dell’epoca. Oggi, dopo aver letto molti trattati di storia, ho una visione perfettamente capovolta: la Massoneria ebbe un ruolo dominante nel Risorgimento italiano insieme con la mafia siciliana e affermo che fu inutile tanto spargimento di sangue, perché il tutto fu redatto a tavolino dalle potenze europee. Molte statue di personaggi in molte piazze di città italiane dovrebbero essere rimosse. La nota amara è di oggi: se affermassimo che questi illustri uomini hanno contribuito a renderci liberi, diremmo una bugia. Gli uomini, che si definiscono politici e che s’interessano della Cosa Pubblica, sono dei grandi mentitori. La globalizzazione economica ha reso più visibile il fossato che separa i ricchi e i poveri. Il Risorgimento va riletto.

Dott. Francesco Penza |
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ID: 8468 Intervento
da:
Penza Francesco
- Email:
francopenza@interfree.it
- Data:
mercoledì 2 aprile 2008 Ore: 23:24
FILIPPO STROFALDI Vescovo d’Ischia Carissimo dott. Penza, io chiedevo informazioni sul luogo da lei indicatomi per farne un centro di servizio medico, al servizio di persone bisognose, ma credevo che fosse a Ischia, invece è a Napoli con tutte le difficoltà inerenti . Io non posso, come ex Parroco e Vicario Episcopale, interferire nelle attività pastorali ed eventuali decisioni della Caritas o del cardinale Sepe e mi sento a disagio anche solo a parlarne, perché ogni Vescovo è responsabile della sua diocesi e dei suoi uffici di curia. Poi, la mia conoscenza con il Cardinale, è solo dal tempo della sua venuta a Napoli, non avendolo mai incontrato e conversato, se non in qualche funzione ufficiale a Roma, dove lui è stato sempre. Mi scusi la franchezza, ma io amo fare solo quello che io personalmente posso fare perché nei giri di persone, le cose si perdono sempre. Auguri per lei.
+ P. Filippo *** Appendice: Smitizzazione di Dio e mitizzazione del capitale in una società liberista. All’uomo di ieri bastava un tempio, recitare una preghiera, ringraziare il suo Dio e andare avanti. Il selvaggio con poco viveva. Oggi al popolo occorre molto sacrificio per vivere. Sono rassegnato su tutto, ma non alla televisione, che si propone guida del Paese e ti amareggia. Meno male che c’è il telecomando, con il quale si possono cambiare i programmi. Poche sere fa, alla TV7, ho seguito:”Ma tu credi nella resurrezione di Gesù?” E’ nata una gran confusione d’idee, malgrado la presenza di baroni dell’Università, che difendevano solo le loro cattedre. Nessuno, dico nessuno, ci ha riportato alla fede e al simbolismo originario, come ho avuto modo di apprezzare dai volumi di Mons. Gianfranco Ravasi. A cui chiedo di intervenire nello scempio culturale del mondo. *** Grazie, caro dott. Penza, per la Sua simpatia e sintonia. Il quesito che Lei pone, in prima battuta, merita una risposta negativa. Tuttavia se si vuole scavare in profondità nel concetto di simbolo, allora si possono fare considerazioni più variegate e suggestive. Chissà mai che un giorno possa avere il tempo di affrontarle con un mio articolo su "Famiglia Cristiana". Con amicizia, + Gianfranco Ravasi arciv.

Dott. Francesco Penza |
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