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Argomento presente: « CONSIGLIO COMUNALE PARTE II »
ID: 9073  Discussione: CONSIGLIO COMUNALE PARTE II

Autore: Pasquale Infausto  - Email: inpa77@libero.it  - Scritto o aggiornato: martedì 1 luglio 2008 Ore: 15:11



La mia collega ed io siamo di nuovo a Palazzo Baronale. Questa volta ci siamo adeguati agli orari dei consiglieri e non dobbiamo aspettare molto prima dell’inizio della seduta.
Nessun problema da parte delle guardie giurate, questa volta. Questa sera i consiglieri un po’ più chiassosi vengono subito richiamati. “Onorevoli consiglieri non siamo bambini delle elementari. Fate silenzio o rimando l’inizio del consiglio”, afferma il presidente Polese.Tutti seduti, altri richiami, e poi finalmente si comincia. Ma prima di discutere di delibere e debiti fuori bilancio il presidente del consiglio tiene a mettere in chiaro alcune cose, molte delle quali vanno a dare una risposta alle questioni sollevate proprio dall’articolo pubblicato qualche giorno fa su questo giornale.
“La seduta è pubblica – conferma Polese – ma per poter salire a questo piano c’è bisogno di essere identificati”.
In questa sala i posti riservati al pubblico, a dire la verità, non sono molti. Ed infatti “i cittadini possono seguire il dibattito da qui solo se il loro numero non è eccessivo”, nel qual caso “esiste un’altra stanza, sempre in questo edificio, dove il consiglio viene trasmesso in diretta grazie alle telecamere del circuito interno”. Per poter entrare in questa sala non c’è bisogno di essere identificati.
Ecco spiegato quindi il perché delle carte d’identità trattenute (all’inizio dello scorso consiglio) dalla guardia giurata, all’ingresso. In ogni caso, a parte questa precisazione, il presidente Polese invita i consiglieri a “non perdere tempo facendo rallentare i lavori”, a “non fumare né in questa sala, né in altre, ma solo nell’area adibita”, nonché a “non parlare né dare fastidio ai colleghi, né al pubblico che cerca di sentire. Ah, e mi raccomando – termina Polese – spegnete i cellulari”.

Nella foto a lato: satira (allegorica) della redazione sulla libertà e il progresso democratico torrese.

Nessun riferimento all’estintore, che purtroppo ancora non si trova. A dire la verità, non considerando alcuni momenti quasi inevitabili in cui regna un po’ di confusione, la seduta ha un andamento sicuramente positivo, almeno rispetto all’ultima seduta. Nessuna parolaccia, nessun cellulare che squilla, meno chiacchiere e meno persone estranee al Consiglio che vi si intrufolano. E la cosa non può farci che piacere. Terminato il Consiglio, usciamo fuori abbastanza soddisfatti, e ci dirigiamo verso le nostre auto sperando che, dopo i piccoli passi avanti fatti nel corso di questa assise, alla prossima non si ripetano le stesse scene del precedente. Staremo a guardare.

Arnaldo M.Iodice



Inviato dal pianista Pasquale Infausto


 
 

ID: 9079  Intervento da: francesca mari  - Email: zigymari@libero.it  - Data: martedì 1 luglio 2008 Ore: 15:11


Nella foto sopra: Consiglieri neo-eletti alle elementari

Io lo sapevo, come mi sono trasferita a Bologna i torresi hanno "messo la capa a ffa' bbene!"? Sto scherzando, naturalmente.
Una sala, però, per il Consiglio comunale che una settimana prima sembra un rumoroso e affumicato salotto letterario ottocentesco alla Mauriac, una settimana dopo appare come la sala di preghiera delle Orsoline.
Uno dei timori maggiori dei provinciali in genere è l'avere a che fare con gli occhi del mondo, e con l'opinione altrui? Ma noi torresi, senza tema di smentita, che reggiamo il Globo della Cultura Vesuviana sulle spalle, abbiamo la necessità di farci indicare la correttezza?



Mari Francesca torrese da Bologna


ID: 9076  Intervento da: Serena Mari  - Email: info@stampatipografica.com  - Data: martedì 1 luglio 2008 Ore: 02:24

A QUESTO PUNTO GODIAMOCI LA NOSTRA CITTA'. E' PROBABILE CHE NON ESSERE "VINCOLI" MA SPARPAGLIATI" PER DIRLA CON PAPPAGONE, E' SOLO UNA QUESTIONE DI MANCANZA DI DIALOGO, DI COMUNICAZIONE, CIOE' CAPIRSI SENZA DISPETTI, RIPICCHE E SEDICENZE. IN FONDO TORRE DEL GRECO E' DI TUTTI NOI E SONO CONVINTA CHE NESSUNO, IN FONDO, LE VUOLE MALE. "HO DETTO TUTTO", SEMPRE PER USARE UN INTERCALARE DI PEPPINO.
SERENA MARI




 




A cura di Mari serena della redazione


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