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« NEWS PER I MARITTIMI TORRESI »
ID: 9517 Discussione: NEWS PER I MARITTIMI TORRESI
Autore:
camillo scala
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- Scritto o aggiornato:
lunedì 27 ottobre 2008 Ore: 17:59
Riparte la riforma del collocamento Gente di Mare
Dopo due anni di stallo è ripreso ieri a Genova l'iter della riforma del collocamento della gente di mare. L'occasione è stata la presentazione agli addetti ai lavori del nuovo sistema informatico Anamare, cuore del futuro servizio di collocamento e sperimentato proprio a Genova dalla Provincia di Genova e dalla Capitaneria di porto. Analoga sperimentazione, durata quattro mesi, è stata fatta per quanto riguarda il settore della pesca a Salerno, porto che ospita la più grande flotta peschereccia d'Europa. La riforma sostituisce il regio decreto del 1925, che per primo aveva messo fuori legge il caporalato per i marittimi, e prevede che i nuovi uffici di collocamento saranno informatizzati e collegati fra loro tramite un'anagrafe marittima centralizzata. Verrà anche introdotta una Borsa del lavoro accessibile via Internet. Un altro punto importante è che i nuovi uffici non si occuperanno solamente di collocare i lavoratori, ma anche di promuovere il lavoro marittimo e di dare indicazioni su formazione e orientamento. Il percorso, avviato nel 2006, si era però interrotto perché mancano i decreti attuativi. A pesare sono anche problemi burocratici, perché l'elaborazione dei decreti dev'essere fatta di concerto fra più ministeri. Accanto a quelli dei Trasporti e del Lavoro, sono coinvolti anche Istruzione e Innovazione, oltre alla conferenza Stato-Regioni.Adesso si sono create le condizioni per far ripartire l'iter.
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Ieri sono stati presentati a Genova, nella sede della Capitaneria di porto, i due software che faranno da cuore informatico della nuova organizzazione degli uffici di collocamento (saranno una trentina) prevista dal Dpr 231 del 2006. Entrambi sono realizzati per conto del ministero da una società informatica di Genova Sestri Ponente, la Ett. Uno dei programmi, denominato Unimare, è già operativo da quest'estate; l'altro, Anamare, custodirà l'anagrafe marittima.L'incontro di ieri, il primo di sei che si svolgeranno anche a Venezia, Bari, Napoli, Palermo e Cagliari, è il segno che anche a livello politico c'è la volontà di portare a termine l'iter. In due anni, infatti, è stato emanato solo uno dei sette decreti legislativi previsti, non a caso quello che richiedeva una sola firma da parte del ministro del Lavoro.E' il decreto che definisce le modalità con cui gli armatori inviano i dati degli avviamenti e delle cessazioni dei rapporti di lavoro coi marittimi.Sono dati che vanno a confluire nel sistema Unimare. Dal primo agosto scorso, data di avvio del sistema, sono già stati registrati 20.500 movimenti in tutta Italia, fra imbarchi e sbarchi e, in misura minore, proroghe e trasformazioni.Quasi la metà, circa 10.000, si sono avuti nel solo porto di Genova. I lavoratori "mossi" sono stati 15.000, di cui 9.300 italiani, comprese la pesca e il diporto, mentre le imbarcazioni su cui si sono verificati i movimenti sono state 2.700."Se prima ero scoraggiata per i tempi lunghi, adesso sono molto più tranquilla", ha ammesso Anastasia Giuffrida, dirigente del ministero del Lavoro, che era al tavolo assieme alla collega Stefania Moltoni, del ministero dei Trasporti, all'ammiraglio Fernando Lolli e a Riccardo Degl'Innocenti, della Provincia di Genova.Secondo Marco Montarsolo, responsabile marittimi della Filt-Cgil di Genova, i motivi del ritardo sono dovuti anche al modo in cui è stata fatta la legge: "A nostro parere bastava una revisione, non una nuova legge.
Camillo Scala
ID: 9568 Intervento
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camillo scala
- Email:doncamillo57@libero.it
- Data:
lunedì 13 ottobre 2008 Ore: 19:49
ID: 9555 Intervento
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camillo scala
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- Data:
domenica 12 ottobre 2008 Ore: 11:32
Ma come fanno I marinai cantata da Lucio Dalla e Francesco De Gregori Linkata Youtube - Clicca la freccetta per per ascoltare o spegnere - Se si interrompe la musica riclicca la freccetta e aspetta un po' il caricamento Per vedere il video clicca l'ultimo pulsante a destra
Marittimi, mobilitazione a Bruxelles
I marinai: il reclutamento degli stranieri mette in pericolo il comparto in tutta Europa Torre del Greco. Una rappresentanza di marittimi torresi fa parte della delegazione italiana che parteciperà martedì alla prima manifestazione europea a Bruxelles in difesa dei posti dei lavoratori del mare, indetta dal sindacato europeo dei trasporti (Etf) e dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces). Circa 120 marittimi italiani di cui il 70% provenienti dalla provincia napoletana si recheranno a Bruxelles per far valere il diritto all'occupazione, supportati dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil. L'iniziativa nasce come una giornata di lotta per far sentire ancora una volta la propria voce, per manifestare i disagi del comparto, per chiedere maggiore occupazione. «La commissione europea ha predisposto una norma - spiega Emanuele Fernicola, segretario regionale della Filt-Cgil settore marittimo e portuale - che permetterebbe ai marittimi extra comunitari di venire a bordo delle navi che fanno i servizi nazionali. Negli anni '90 la normativa ha stabilito che per i paesi che compongono l'Unione europea, le società di navigazione che fanno le linee nazionali devono avere una composizione di marittimi comunitari. L'obiettivo della manifestazione che coinvolgerà i marittimi degli stati membri è sensibilizzare le forze parlamentari, affinché votino contro questa proposta della commissione. Dopo il corteo, speriamo di incontrare il commissario europeo dei trasporti Tajani per aprire una trattativa». Un'azione di lotta dunque, che non si ferma e che arriva fino a Bruxelles. «È un'iniziativa a favore dell'occupazione europea sul cabotaggio - sottolinea Beniamino Leone, segretario nazionale della Fit-Cisl marittimi - a difesa delle navi di linea dei paesi europei». L'occupazione marittima è una risorsa primaria dell'economia locale, ma il settore negli ultimi tempi vive non poche difficoltà. Non sono mancate, infatti, nel corso de mesi proteste, sit-in, incontri, fiaccolate e manifestazioni di piazza da parte dei lavoratori del mare torresi. Precariato, salari bassi, reclutamento di extra comunitari, sicurezza sulle navi, assenza di formazione: nel corso dei mesi le problematiche restano le stesse. Difficoltà che i marittimi e le loro famiglie si trovano quotidianamente ad affrontare. «Navigo da 34 anni - dice Salvatore Borriello, marittimo della Tirrenia - la manifestazione di Bruxelles è un'azione positiva che trova il pieno appoggio delle tre sigle sindacali. Contestiamo la norma della commissione europea. Il reclutamento degli extra comunitari da parte delle società di navigazione comporterebbe problemi non solo per i marittimi italiani, ma per quelli di tutta Europa. Il settore è abbandonato a se stesso, dopo tante proteste non è cambiato niente. L'occupazione locale è a rischio». Una voce unanime, il malcontento è generale. «L'impiego di extra comunitari non è tollerabile - denunciano altri marittimi - perché lascia senza speranza di futuro i lavoratori e le loro famiglie e Torre del Greco è una città che vive di lavoro marittimo». «Anch'io andrò a Bruxelles - conclude Vincenzo Accardo, marittimo - dobbiamo lottare per i nostri diritti».
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Camillo Scala
ID: 9520 Intervento
da:
camillo scala
- Email:doncamillo57@libero.it
- Data:
lunedì 6 ottobre 2008 Ore: 02:38
ID: 9519 Intervento
da:
camillo scala
- Email:doncamillo57@libero.it
- Data:
lunedì 6 ottobre 2008 Ore: 02:14
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ID: 9518 Intervento
da:
camillo scala
- Email:doncamillo57@libero.it
- Data:
lunedì 6 ottobre 2008 Ore: 02:11
Ogni similitudine con Alitalia è sbagliata e strumentale. Coloro i quali fanno similitudini tra Alitalia e Tirrenia "sbagliano. Tra questi alcuni sbagliano sapendo perfettamente di sbagliare". Lo afferma il segretario nazionale della Uilt, Giuseppe Caronia in una nota nella quale auspica l'arrivo di una "Compagnia marittima italiana" sulla falsariga della Cai per Alitalia. Nella foto a lato Giuseppe Caroina
"Premesso che non siamo "ideologicamente" contrari ad una eventuale privatizzazione di Tirrenia, (che non si trova di certo nelle condizioni in cui versava Alitalia, ma che è una azienda sostanzialmente sana) - dice Caronia - riteniamo che ciò possa avvenire solamente all'interno di chiare regole ed in assoluta trasparenza". "Precisiamo intanto - aggiunge - che una cordata fatta da armatori concorrenti, non è affatto credibile, non è utile al Paese, né è gradita al Sindacato, in quanto l'unico vero obiettivo di una ipotetica cordata così fatta sarebbe quello non di rilevare l'azienda, magari pagandola pochi spiccioli. Approfittando del fatto che lo Stato non ha ancora provveduto a rinnovare la convenzione in scadenza il 31 dicembre 2008, ma di eliminare Tirrenia dal mercato, determinando così una tragedia occupazionale". Ben venga invece, auspica Caronia, "una nuova 'Cai' (o una 'Cmi'), che supporti e potenzi il piano industriale già predisposto da Tirrenia e condiviso dal Sindacato e che favorisca e pretenda il trasferimento delle società regionali Caremar, Toremar, Siremar, Saremar in capo alle regioni interessate e che nel segno della continuità, sia pur in una logica di mercato, ma con le necessarie risorse per assicurare - conclude - le tratte sociali e la continuità territoriale, continui ad essere la nostra compagnia marittima di bandiera".
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