“Destati sonnacchioso, odi i pinti augelletti col canto salutare il Sol nascente, che intirizziti da una lunga notte così fredda e gelata, nel mirar già spuntato il maggior lume, batton lieti le piume. Vedi volar da l’olmo al faggio, a l’orno, l’usignolo, il fringuello e il cardellino. E tu dormi Benino?” dice il pastore Armenzio al proprio figlio che dorme. Risponde ancora addormentato Benino: “Oh, vel perdoni il Cielo, che mi avete interrotto il più bel sogno, che mi facessi mai ...... Mi parea che si aprisse in cento lampi il Cielo, e che piovesse un misto di là su d’argenti, e d’ori, che mi abbagliava i lumi, e che in un punto facea cangiar quest’orrida stagione, anzi vedea mutati, la terra in oro, ed in smeraldi i prati ..... Mentre estatico io stavo in rimirare tante ricchezze, rivolgendo il guardo a l’oscura spelonca di Betlem, che riguarda a l’Oriente, di là sorger pareami un lume immenso, ch’esser parea centuplicato un Sole ...... A quel fulgore, in mezzo vi scorgea un bellissimo Infante, che nel leggiadro viso portava epilogato un Paradiso”.

L'UMILE ARMENZIO DIMENTICAVA CHE CHI DORME NON PIGLIA PESCI OPPURE LI PERDE DALLA NASSA.

C'E' TEMPO SINO A DICEMBRE PER SALVARE I VOSTRI RISPARMI COSIDDETTI DORMIENTI...