Torre del Greco protesta contro gli abbattimenti
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Duecento, o forse più. Armati di voglia e coraggio per difendere quanto costruito in una vita intera. Gli abitanti di Cappella Bianchini, Cappella Nuova e via Del Monte a Torre del Greco, sono scesi in piazza questa mattina per protestare contro l’abbattimento delle loro case. Tutte costruite abusivamente, secondo il Comune. Un questione finita in Prefettura, da dove sono arrivati i via libera ai tecnici comunali per procedere all’abbattimento degli stabili. Ma i cittadini non ci stanno, e la protesta si incattivisce. Questa mattina il corteo di protestanti ha bloccato via Nazionale e Piazza Luigi Palomba, ovvero il cuore di Torre del Greco.  Il grido era unico: “La Costituzione riconosce al cittadino un lavoro e una casa. Ci avete già tolto il lavoro, ora volete prendervi anche la casa”. Le case, quelle da abbattere, sono state tutte costruite dai cittadini torresi, senza permessi, negli anni ’70-’80. Nel tempo, mai le autorità sono intervenute a far chiarezza sul cemento pazzo di alcune aree torresi. “In tutto questo tempo – spiega un cittadino di Cappella Nuova – abbiamo pagato le tasse, pagato la Tarsu in base ai metri quadri della casa e pagato l’ICI. Quando dovevano prendere i soldi la nostra casa era riconosciuta. Oggi non lo è più”.
In tutto sono settanta gli appartamenti per cui è prevista la demolizione. In alcuni casi solo parziale; in altre situazioni verrà raso al suolo l’intero edificio. “La protesta – spiega l’organizzatore del corteo – nasce da una mancanza legata solo alla Regione Campania. Il Governo Berlusconi ha concesso il condono a tutte le Regioni. L’unica a non averlo considerato è stata la nostra, con il rifiuto di Bassolino. In tutta Italia case come le nostre vengono condonate e i residenti pagano per tenerle in piedi. Qui no! Ce le portano via e basta. Evidentemente siamo cittadini di serie B”.
Intanto il primo abbattimento è previsto per domani mattina in zona Cappella Bianchini. Ad essere sfrattata sarà una ragazza madre che vive nel suo appartamento col figlio tredicenne: “Siamo sotto choc – spiega – mio figlio non esce più di casa perché non può credere che da un giorno all’altro finiremo per la strada. Domani non permetterò a nessuno di entrare in casa mia per abbatterla”. E con la donna ci sono duecento persone, forse più.

 

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