L'Arazzo in fiore nella Chiesa del Buon Consiglio di Torre del Greco
E’
l’Arazzo in fiore l’opera che colpisce nella
Sala D’Urzi del Santuario Maria Santissima del Buon
Consiglio in Contrada Leopardi a Torre del Greco.
Il
monumentale arazzo è stato progettato dal prof.
Raffaele Panariello, noto maestro d’arte di Torre
del Greco. L’originalità assoluta di quest’opera sta
nel fatto che è stata realizzata interamente con
fiori freschi interi. Di solito si allestiscono
tappeti preparati con segatura colorati o con petali
di fiori (le cosiddette infiorate, ndr).
Un’ulteriore sperimentazione, adottata per la terza
edizione consecutiva, è data dall’esecuzione in
verticale.
L’opera, costituita da 30mila fiori freschi,
rappresenta l’immagine della Madonna del Buon
Consiglio che campeggia al centro dell’arazzo, con
alla sua sinistra il Beato Vincenzo Romano, primo
parroco santo d’Italia , mentre a sinistra del
quadro si scorge il volto di don Raffaele Scauda,
fondatore dello stesso Santuario.
Vincenzo Romano
e
Raffaele Scauda appartengono, è vero, ad epoche
diverse ma ambedue hanno diffuso la Buona Novella a
Torre del Greco provvedendo non solo alla
spiritualità dei loro concittadini, ma anche ai loro
bisogni materiali.
Vincenzo Romano nacque il 3 giugno 1751 a Torre del
Greco. Dal 1796 al 1831 resse come Economo Curato
prima e come Preposto dopo, la Parrocchia di Santa
Croce in Torre del Greco, che comprendeva allora
l’intera città, la più popolata del territorio di
Napoli.
L’eruzione del Vesuvio del 15 giugno 1794, che
distrusse quasi completamente la città e la chiesa
parrocchiale, mise in luce la sua fibra apostolica.
Si dedicò subito alla difficile opera di
ricostruzione materiale e spirituale della città e
della chiesa, che volle riedificare più grande e
maestosa. Morì il 20 dicembre 1831 dopo una lunga
malattia, lasciando ai suoi sacerdoti, come
testamento spirituale, l’impegno a vivere la carità
fraterna.
Il
Papa Leone XIII, il 25 marzo 1895, dichiarava
eroiche le virtù di Vincenzo Romano.
Successivamente, Papa Paolo VI, il 17 novembre 1963,
lo proclamava Beato, facendo assurgere la sua figura
quale modello di apostolato. Dal 1970 è aperto il
Processo di Canonizzazione e si è in attesa di un
miracolo da parte del Signore per intercessione di
Vincenzo Romano. Il suo corpo riposa nella Basilica
Pontificia di Santa Croce, dove, l’11 novembre 1990,
si è recato a venerarlo Giovanni Paolo II, durante
la Sua visita pastorale alla Chiesa di Napoli.
Don
Raffaele Scauda nacque nel 1872, quarantuno anni
dopo la morte di don Vincenzo Romano. L’amore della
gente della Contrada Leopardi, che doveva a lui vita
e sviluppo, fu chiara nel giorno dei suoi funerali
il 4 giugno 1961.
Commoventi le immagini che ritraggono i volti degli
abitanti della Contrada piangenti intorno alla
Salma.
A
Don Raffaele Scauda si deve la costruzione, sulla
via Regia delle Calabrie, l’odierna via Nazionale,
con l’aiuto degli abitanti della zona, di una
chiesetta che dedicò alla Madonna del Buon Consiglio
di cui ne possedeva un quadro. La chiesa fu
inaugurata nel 1906 e divenne centro di vita e di
fede per quella zona in via di sviluppo.
Oggi la Contrada Leopardi non ha più l’aspetto
rurale di un tempo.
Alle serre, che ancora danno lavoro a molti
braccianti, si sono affiancati negozi, servizi,
facendo diventare la Contrada un centro ad alta
densità abitativa e di traffico veicolare.