Mercoledi 14 Ottobre 2009
TORRE DEL GRECO (NAPOLI) - "Sono stata
avvicinata da un ragazzino che frequenta la scuola
media mentre stavo andando in bagno: aveva un ferro
appuntito in mano e mi voleva abbassare la gonna".
E´ la confessione choc di una bambina di quinta
elementare, iscritta in un noto istituto del centro
storico di Torre del Greco: un racconto da alcuni
giorni al vaglio delle autorità scolastiche e dei
carabinieri della caserma Dante Iovino, impegnati a
ricostruire l´accaduto e accertare eventuali abusi
consumati tra le quattro mura della scuola.
Secondo la denuncia presentata dai genitori della
vittima ai militari della stazione Capoluogo di
viale Campania, tutto sarebbe cominciato cinque
giorni fa: la piccola di otto anni sarebbe tornata a
casa in evidente stato di agitazione, prima di
scoppiare in un lungo pianto dirotto. Una violenta
crisi culminata in una rivelazione agghiacciante: le
attenzioni morbose di un ragazzino della scuola
media, culminate con l´agguato a due passi dal
bagno.
Davanti alle parole della bambina, i genitori non
hanno avuto dubbi e hanno denunciato l´episodio,
innescando le indagini dei carabinieri. La bambina è
stata a lungo ascoltata alla presenza dei genitori
dagli investigatori, ma non sarebbe riuscita a
fornire indicazioni utili al riconoscimento
dell´eventuale "aguzzino".
Un racconto confuso che ora i militari agli ordini
del capitano Pierluigi Buonomo stanno valutando per
capire se le contraddizioni emerse durante il
colloquio siano figlie dello spavento provocato
dall´episodio oppure della fantasia della piccola
che potrebbe aver ingigantito la vicenda. Un
complesso mosaico che gli investigatori stanno
ricostruendo tassello dopo tassello, ascoltando la
dirigente scolastica dell´istituto, diversi docenti
e amichetti di classe della bambina.
Al momento, c´è una sola rassicurante certezza: la
piccola non avrebbe subito alcun tipo di violenza
sessuale, almeno secondo il responso dei medici che
l´hanno sottoposto a un´accurata visita
ginecologica. Visita che avrebbe escluso abusi, ma
non il dubbio che la bambina possa essere stata
avvicinata e molestata da un ragazzino più grande.