Torreomnia             I penZieri di PenZa      Comunità

   

L’UOMO GENNARO MARI di Franco Penza

Nonostante la morte sia attesa per l’anziano come finale della vita, lascia sempre un vuoto per chi resta. I figli perdono il faro, anche se è lontano. Chi nasce orfano o projetti non avrà mai un completo orientamento alla vita. Quando muoiono i genitori, qualunque sia la  età, come se ti si staccasse un braccio. Per parlare di una vita, bisogna collocarla nel tempo in cui esiste. I nostri giovani genitori vivevano nell’epoca fascista, dove lo Stato dettava le regole dure per il suo popolo. Il Colonialismo invitò a conquistare il mondo i militari, che subirono senza fiatare violenze morali e materiali e rimanendo traumatizzati da guerre, miseria e malattie. Non potettero dedicarsi  all’arte, alla poesia, alla meditazione, perché si lavorava per vivere e non si viveva per divertirsi. E la selezione era dura, ma guidata. Lo Stato italiano, con una forma dittatoriale non eccessivamente soffocante era ben rispettato nel mondo, tanto da meritarsi, dopo vari tarocchi, titoli nel calcio e nel pugilato. Ancora oggi nello sport non riesco a capire chi sono i campioni. Il campionato del mondo dei pesi massimi di Primo Carnera, organizzato dai mafiosi americani, fu un colossale affare. La boxe americana, si sa, ancora oggi, è gestita dalla malavita. I titoli di Leonard furono decisi a tavolino, troppi quattro.Oggi, dopo due generazioni superate, i giovani hanno scelto l’indipendenza. Ma non è possibile, perché, in alto, si decidono le sorti dell’umano. E si lascia credere che tutti hanno le stesse capacità di realizzazione. Abbiamo, perciò, il pensiero, che, sublimando le istanze della libido, si realizza nella pittura, nella poesia, nella scultura per una sorta di compensazione esistenziale. I nostri genitori avevano diritto del complesso di Narciso e di Elettra, perché equilibratamente pensavano che su
   questo mondo bisogna amare, mangiare e pensare e non vizio, alcool e droga.
          Il mio plauso va agli interpreti della vita, senza orpelli e senza lusinga.
              Al bando  gli improvvisati attori, che ignorando la storia, millantano la
                      domenica e il sabato sera.

 

 

 

   
ARTISTI ARTISTACCI
- POETI POETASTRI

 Un Tizio, improvvisamente, compra e vende uomini e cose!

Un passato per un uomo di governo, che non ha niente di politico.

Uomini della Provvidenza sono stati sul mondo, ma mai così caritatevoli, come Gesù Cristo, come i preti, come le  mamme. Pochi ricchi, molti poveri!

La forza dell’uomo è lasciar credere a tutti di essere capaci di millanteria e di megalomania.

L’1% riesce ad inserirsi a colpi di debiti, di sesso e di servilismo, il 99% guarda la tv con disprezzo. Tutti credono di essere artisti dalla sera alla mattina, esaltando forme di politica fascista. La democrazia oggi è un’opinione.

Mi sveglio una mattina poeta, dimentico di essere un mortale, grazie ai medicinali e alla sclerosi e penso di avere un’educazione e una preparazione e formo corti di miracoli.

E il miliardo di poveri, dove li sistemo?

 

 

Dott. Francesco Penza