I TORRESI
GIOVANNI VOLLARO E VINCENZO MONTELLA RISCHIANO LA VITA
Buccaneer, ultimatum dei pirati:«72 ore per
trattare, poi li uccidiamo» I sequestratori della nave Buccaneer
hanno lanciato un ultimatum di 72 ore, a partire da oggi, per
avviare una trattativa concreta pena l'uccisione dei 16 marinai.
Lo hanno riferito i familiari di due degli ostaggi che hanno
potuto parlare con loro ieri sera.Si vivono quindi momenti di
angoscia a casa di Vincenzo Montella e Giovanni Vollaro, i due
marittimi di Torre del Greco (Napoli) imbarcati sul Buccaneer, il
rimorchiatore sequestrato dai pirati in Somalia lo scorso 11
aprile.
Secondo quanto riferiscono le famiglie dei due marittimi,
sequestrati insieme agli altri 14 membri dell'equipaggio (otto dei
quali italiani), Montella e Vollaro hanno telefonato ieri sera e
hanno parlato con i rispettivi padri, ai quali hanno detto che i
sequestratori hanno fornito loro un ultimatum di 72 ore a partire
da oggi per avviare una trattativa per il rilascio degli
ostaggi.In caso contrario - sempre secondo quanto riferiscono i
familiari di Montella e Vollaro - procederanno all'uccisione dei
16 marinai. Non c'è stata finora alcuna richiesta di riscatto. Lo
riferisce Silvio Bartolotti, presidente della Micoperi, la società
armatrice di Ravenna proprietaria della nave sequestrata dai
pirati al largo delle coste somale lo scorso 11 aprile. Bartolotti,
contattato telefonicamente, ha comunque confermato che i membri
dell'equipaggio stanno tutti «bene». Le famiglie dei marinai
campani: «Chiediamo il massimo interessamento del governo»
Le famiglie dei marittimi torresi sono in ansia: «Chiediamo il
massimo interessamento da parte del governo - dicono Mariarca,
compagna di Giovanni Vollaro, e Francesca, sposata con Vincenzo
Montella - e che Berlusconi faccia tutti i passi possibili per
giungere alla liberazione degli ostaggi in mano ai pirati somali».
Giovanni Vollaro ha un figlio di 6 anni, mentre Vincenzo Montella
ha due bambini piccoli: «I nostri figli - proseguono le donne -
sono in forte apprensione. Abbiamo provato a tenere lontana la
nostra angoscia, ma è ovvio che capiscono che la nostra vita è
cambiata dopo l'11 aprile». Anche la chiesa si è interessata
alla vicenda dei due marittimi. Domani sera nella basilica di
Santa Croce è in programma una celebrazione eucaristica: «Pregheremo
per i marittimi in mano ai sequestratori - fa sapere don Giosuè
Lombardo, parroco di Santa Croce -. Sugli sviluppi della vicenda
abbiamo informato immediatamente anche l'arcivescovo di Napoli,
Crescenzio Sepe, chiedendo che sia interessato anche Papa
Benedetto XVI. Sono ore di estrema tensione ed è giusto non
lasciare nulla di intentato per arrivare alla liberazione degli
ostaggi».
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