Il suicidio di Carlo sconvolge il web
Rabbia per la morte del 15enne

di PIETRO GARGANO

NAPOLI (11 ottobre) - La tragedia di Carlo ha commosso il popolo del web. Alle 20.15 erano 54.611 i contatti sul sito del Mattino a proposito dello studente di Torre del Greco, che si è impiccato nella sua stanza dopo aver fatto su Facebook l’agghiacciante conto alla rovescia della propria vita, fermata a 15 anni: «Meno uno, sto arrivando all’aldilà» l’estremo messaggio.
Una morte in diretta, un messaggio affidato alla bottiglia telematica. La rete è un colossale specchio delle emozioni collettive, nel bene e nel male. Se la media dei lettori che si sono collegati con il sito è più che raddoppiata, sono evidenti il turbamento della gente, la voglia di condividere un dolore e di ragionare.


C’è chi ha fatto conoscere la sua opinione dall’India, dagli Stati Uniti, dall’Ucraina. La cugina del ragazzo ha scritto per ringraziare quanti hanno condiviso la pena della famiglia; e si è rivolta direttamente a Carlo, come se un messaggio su internet potesse toccare il cielo: «È stata una tua scelta, riposa in pace». Queste enormi cifre di partecipazione indicano una delle tante lacerazioni del mondo vertiginoso e sbandato in cui viviamo.

Su un computer hai la possibilità di dialogare con tanti, di scambiare opinioni, magari di aprirti e di affidare turbamenti. Ma questo gigantesco cerchio non riesce a essere antidoto alla solitudine, al mal di vivere: alla fine si fanno i conti con se stessi. Le prime ondate di opinioni hanno coinvolto soprattutto i genitori, annichiliti e allarmati dal possibile effetto emulativo.

Un padre, accorato, incita a trovare sempre il tempo per parlare con i figli, per confrontarsi, anche quando la stanchezza opprime. Altri sollecitano i ragazzi: «Parlate con noi, non chiudetevi nel vostro mondo». Altri ancora si chiedono: «Com’è possibile che nessuno abbia visto, che nessuno abbia capito?». Tra gli adulti aleggia un senso di colpa, il generoso congedo di Carlo - «Mamma, papà, amici, non è stata colpa vostra» - non rassicura nessuno. A mano a mano che il tempo passava, la rete è stata occupata dai più giovani.

Chi sa se qualcuno di loro ha letto i primi annunci di Carlo, chi sa se qualcuno ha tentato di sintonizzarsi con l’angoscia di un adolescente e di tentare di lenirne la lucida disperazione. Danila, diciott’anni, invita a un mea culpa collettivo per questo pianeta che ai ragazzi abbiamo consegnato Tanti sono turbati dalla fotografia apparsa nell’articolo del Mattino: «Eri bello come un angelo e ora voli in cielo», «Eri bello come il sole».

Francesca da Biella lancia «un abbraccio per un nuovo angelo» e racconta che un un suo amico ha fatto la stessa scelta. «Perché non ci hai chiamato?» chiede qualcuno. I contatti continuano a moltiplicarsi. Fossero stati tanti anche quelli sul pc di Carlo, forse almeno qualcuno avrebbe potuto convincere il ragazzo amante del mare che vale la pena di vivere la vita, con tutto il peso delle amarezze.

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