Facebook, avviso choc di un 15enne:
"Meno due, meno uno", e si impicca

Conto alla rovescia per la morte
ANTONIO SALVATI

TORRE DEL GRECO (Napoli)
Un conto alla rovescia, un appello disperato affidato al social-network più frequentato del pianeta: Facebook. Bastava leggere e cercare di comprendere che quei numeri preceduti dal segno meno erano i giorni che dividevano Carlo dal destino che lui stesso aveva scelto. Con la leggerezza di chi ha quindici anni. Eppure nessuno ha capito e nessuno è intervenuto, neanche quando sulla bacheca di questo ragazzo alto, biondo e dal sorriso che intenerisce è apparsa la scritta: «-1, sto arrivando all’aldilà».

Le sue passioni
Carlo aveva due passioni: la Turris e gli Scout. La maglietta della squadra del cuore e l’uniforme le ha trovate il padre sul letto quando ha scoperto il corpo del figlio. Insieme ad un biglietto, dove è riuscito a scrivere in un ultimo slancio di generosità: «Mamma, papà, amici: non è stata colpa vostra». Carlo aveva gli occhi blu come il mare che bagna Torre del Greco, dove viveva. Voleva fare il marinaio e per questo frequentava con profitto l’Istituto Nautico «Cristoforo Colombo». Il giorno dei suoi funerali un compagno di classe è salito sull’altare e ha letto una serie di messaggi scritti di getto la mattina, quando i ragazzi si sono radunati all'esterno della scuola per ricordarlo. «Caro Carlo - hanno scritto - questa mattina a scuola c’era un’aria immobile, con sguardi persi nel vuoto e aule vuote. Eri un bravo ragazzo, è difficile pensare che quell’angelo biondo non c'è più». La chiesa dista un tiro di schioppo dall’appartamento che Carlo divideva con la madre, nutrizionista, il padre, dipendente comunale, e due fratelli. Qualche anno prima lì aveva ricevuto la prima comunione, dalle stesse mani che oggi celebravano il suo funerale.

Era timido, questo lo ricordano in molti. Ma non era un ragazzo «chiuso» o «problematico», forse troppo sensibile, che di questi tempi suona quasi come una condanna. Usciva con gli amici e la domenica saltava e cantava allo stadio per sostenere la squadra del cuore. Eppure ha scelto Facebook per chiedere aiuto, per cercare di essere fermato. Senza urlare perché, ma solo bisbigliando, come era nel suo stile. Ironia della sorte adesso è diventato l’«angelo biondo» di Facebook. Chi lo conosceva gli ha dedicato un gruppo che conta già un migliaio di sostenitori e altrettanti messaggi lasciati in bacheca. Ci sono amici di scuola e di vita di Carlo, ma anche gente che non ha mai conosciuto il ragazzo e che è rimasta colpita dalla sua storia.

Sul web
C’è chi come Alberto sottolinea che «un altro angelo è volato via» e chi, come Gennaro, afferma che questo «resterà un altro caso irrisolto». Ci sono gli amici dello stadio che gli chiedono di «tifare cantare da dove sei ora» e anche un calciatore della «sua» Turris che gli dedica un pensiero e gli comunica che oggi scenderanno in campo col lutto al braccio per ricordarlo. Molti però non si danno pace: «Perché non ti abbiamo capito?» ripetono in continuazione. «Avevamo pensato che quel conto alla rovescia - scrive un compagno di classe - fosse una ricorrenza particolare, forse il compleanno. Mai avremmo pensato ad una cosa del genere».

Poi ricordano l’ultimo messaggio lasciato nel suo profilo: «Addio a questo mondo crudele» pochi istanti prima di togliersi la vita. «Ma già in quel momento era troppo tardi - scrive Michele -, quando abbiamo saputo che Carlo si era ucciso non potevamo crederci». «Questo è il risultato dell’indifferenza - è il monito di Daniela - Non ho parole, spero solo che Dio ci perdoni». A Carlo ora iIn tanti gli si rivolgono per una preghiera, un pensiero «speciale», un aiuto dal Paradiso. Perché ora «lui ora è più vicino a Dio», scrive Pasquale.