A zio Carmine, sempre con noi |
Il Vostro sguardo severo e austero, la Vostra voce sicura e decisa, la Vostra mano ferma e determinata nascondevano un animo dolce e generoso. Uomo di grande cultura, apprezzavate non solo le Summae dei Padri della Chiesa, ma anche i classici latini e greci. Proprio la scorsa estate mi chiedeste l’Epistolario di Seneca, mica una lettura da niente, e chiaramente con il testo in latino. Uno dei primi giorni di Liceo, Vi chiesi di ascoltarmi leggere il greco, e dopo tanti anni ricordavate ancora quegli strani simboli. La sera, prima di andare a letto, ascoltavate musica classica da quello stereo che in poco tempo avete imparato ad usare. Aperto alla tecnologia e ben disposto alle novità, avete saputo coniugare una saggezza atavica con uno spirito moderno. Amavate i bambini e sempre li salutavate con affetto. Animo nobile e buono, avevate sempre fiducia nel prossimo. Soprattutto Vi contraddistingueva il desiderio di mostrarvi indipendente e forte ma solo perché gli altri non avessero remore nel chiederVi aiuto. Così fino all’ultimo avete voluto mettervi alla guida, e non c’era verso di accompagnarVi. Testardo ed energico, sempre pronto a dispensare giusti consigli e parole di conforto a chi ne aveva bisogno, eravate una persone umile e semplice. Fino in fondo ligio al Vostro santo ufficio, era dal lunedì che iniziavate a scrivere di Vostro pugno l’omelia per la Domenica successiva, che doveva essere ogni volta diversa. Il Voi con il quale sempre mi sono rivolto è il segno del rispetto e della reverenza, della devozione e dell’omaggio. Ma in questo momento mi sento di dire: Ciao zio Carmine, Ti ricorderò per sempre nel mio cuore! FILIPPO BORRIELLO
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