LA CAPITALE
La capitale del corallo. "Abbiamo la rara fortuna di essere la
capitale mondiale del corallo". E' mai possibile che rinunciamo
alla formazione delle nuove leve, dalle quali potrebbero uscire nuovi
artigiani con aziende proprie? La vecchia scuola é stata trasformata in
un istituto d'arte. Ottimo istituto, certo; ma non é la stessa cosa:
noi abbiamo bisogno di un centro di insegnamento molto più specifico e
finalizzato. Spero proprio che il sogno di riavere qui una vera scuola
per la lavorazione del corallo e del cammeo si trasformi presto in
realtà, magari entro quest'anno". Certo, il momento non é dei
più felici; anzi é particolarmente delicato, sia a livello nazionale
sia sul piano locale.
"Questa é la peggiore crisi vista in vita mia perché non é una
semplice crisi congiunturale". Qui c'é un deterioramento
strutturale e umano che sta lentamente inaridendo il settore. A volte mi
chiedo quante possibilità abbiano i giovani di oggi di veder lavorare
il corallo a Torre del Greco fra 25 o 30 anni. Non vorrei che l'egoismo
dilagante ci facesse fare la fine di altri grandi centri del corallo, da
Trapani a Barcellona, da Genova a Livorno.
Oggi la gente pensa solo a vendere di più, senza rendersi conto che
questo può significare finire prima. Le nostre sono fatalmente aziende
artigiane, non possono essere gestite con criteri di stampo industriale,
non possono essere orientate all'aumento indiscriminato della
produzione. Noi, per esempio, aspiriamo non a moltiplicare l'azienda, a
dilatarne le dimensioni e ad accellerarne innaturalmente i ritmi, ma a
consolidare e sopratutto a migliorare la produzione.
LA PESCA
Ci sono oggi alcune cose che sembrano impossibili: che qualcuno paventi
l'estinzione del corallo, per esempio; o che non si riesca a rifondare,
a Torre del Greco, una scuola per la lavorazione del corallo e del
cammeo; o che uno spirito imprenditoriale "assai malinteso"
accelleri la disintegrazione del sistema produttivo torrese."Solo
persone ignoranti o in mala fede possono sostenere che la pesca del
corallo abbia provocato danni all'ambiente marino: basta conoscere come
funzionava l'ingegno delle coralline per trovare ridicola e pretestuosa
una tale affermazione. E poi oggi pescano solo i subaquei, l'ultima
corallina é stata disarmata quattro o cinque anni fa. Lo stesso
discorso vale per chi parla di progressiva scomparsa del corallo, una
tesi assurda.
Di corallo ce n'é tantissimo intorno alle coste italiane e nel
mediterraneo; e a conti fatti noi abbiamo bisogno al massimo del cinque
per mille del corallo esistente. Il problema é quello di fare accordi
internazionali e di organizzare una ricerca sistematica dei banchi
coralliferi, sfruttando il meglio delle moderne tecnologie.
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Pellerossa, cowboy e soldato nordista. Copertina
della IV edizione de "il Corallo" di Basilio Liverino

Una suggestiva immagine sottomarina del corallo

Una sala del Museo del corallo Liverino, unico
al mondo, di cui trattiamo ampiamente nel sito
L'ultima
ricerca seria é stata fatta nel 1920: possibile che lo Stato o
la Regione non avvertono la necessità di ripeterla? I
raccoglitori di corallo sono disposti ad accettare qualsiasi
regolamentazione, anzi auspicano norme sempre più rigorose
contro lo sfruttamento indiscriminato del mare; ma certo non
hanno i mezzi per fare ricerche in proprio". Una volta
pescato, comunque, il corallo va lavorato; e va lavorato come si
deve. Ecco, dunque, l'esigenza di una scuola ad hoc, sul modello
di quella fondata proprio a Torre del Greco verso la fine del
secolo scorso. |
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