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ID: 7331  Discussione: BINGO!

Autore: francesco raimondo  - Email: ciccioraimondo@fastwebnet.it  - Scritto o aggiornato: venerdì 12 ottobre 2007 Ore: 12:06

BINGO

Visto il gran successo del'ultimo racconto Albergo dei Poveri (prima parte) in attesa della stesura della (seconda parte) in fase di scrittura.per non lasciare raffreddare il grande entusiasmo dei pochi estimatori mi pregio proporre un racconto che per la verità è già stato pubblicato da me in opuscoletto fai da te con il programma "pubbliscer" nel 2005. In questo breve racconto si tratta di fatti realmente accaduti ma le persone coinvolte sono diventate ovviamente personaggi con nomi di fantasia. I luoghi dell'azione sono rimasti reali. I fatti mi sono stati raccontati da un mio collega d'ufficio.

B I N G O
di Francesco Raimondo

4 maggio 2005. Questa data sarà ricordata da un certo numero di persone per tutto il resto della vita in quanto da essa in poi l’esistenza propria e dei parenti prossimi e lontani sarà trasformata, deviata, diversa, trasfigurata, dall’irruzione improvvisa, inaspettata, pesante, del dio danaro.
Gli esiti di questa irruzione avvenuta nell’operosa Milano non si possono che immaginare e si spera per coloro che sono stati baciati dalla Fortuna che tutto vada per il meglio. Centoquaranta miliardi circa delle vecchie lire da spartirsi tra poche persone. Auguri!

Fesso chi joca….e…. fesso chi nu’ joca!

Una ottantina di anni fa, nel secolo da poco trascorso, vi era nella nostra ancor bella città un anziano signore che esercitava il mestiere di…..non saprei come definirlo….di croupier?
........

Di bonafficiatellista? Insomma, attrezzato di panarella con i novanta numeri del lotto e vestito in maniera eccentrica per essere più visibile e attirare l’attenzione del pubblico, distratto dagli acquisti, si aggirava tra le bancarelle d i via Falanga e dintorni gridando o sussurrando, a seconda dei casi, la prima parte della frase sopra riportata: Fesso chi joca…fesso chi joca…inevitabilmente gli veniva chiesto con curiosità e stupore come mai gridasse parole che andavano in modo così evidente contro i suoi interessi e lui di rimando con un sorriso enigmatico rispondeva….e fesso chi nu joca!! Sorprendendo l’interlocutore e inducendolo a fare la sua giocata tra le risate e gli schiamazzi gioiosi di bottegai e di passanti che si gustavano la scenetta sempre uguale e sempre efficace. Come la tela del ragno per la mosca, l’amo per il pesce, la trappola per il topo.
Ci spostiamo ora a bordo della nave ARBOREA della società di navigazione TIRRENIA. Siamo a Cagliari. A bordo l’equipaggio è diviso tra chi si riposa e chi lavora per tenere la nave in efficienza, pronta per la prossima partenza. Dimenticavo l’anno: è il 1988, il giorno, un sabato pomeriggio.
Il primo cameriere, Gennaro Esposito, di 58 anni da Ercolano, moglie e tre figli, due femmine ed un maschio, è seduto ad un tavolo della mensa intento, assorto, nella compilazione consueta della schedina del Totocalcio tra l’ andirivieni di colleghi, tra battute sulle donne, sulla fortuna, sulla squadra del cuore, sulla vita ed i suoi problemi. Accanto a lui, con una fumante tazza di caffè davanti e tra le dita grassocce una bella Marlboro da accendere, il Commissario di bordo, Antonio Maggio, 45 anni, celibe, da Palermo. Finita la compilazione della schedina e sottoposta la stessa all’ approvazione del Commissario, si decide di giocarla in due con una spesa complessiva di circa settantamila lire. Si approntano i soldi e si chiama il Cassiere di bordo, Giovanni Porcu, giovane 36 enne, fresco sposo, di Sant’Anna Arresi. Questi intasca schedina e danaro e si avvia per la giocata. Strada facendo, prima tra i corridoi della nave, con nel naso il tipico odore di ferro, di vernice fresca, di nafta e di moquettes da poco nettate, e poi nell’atmosfera congestionata del porto e delle sue vicinanze, gli viene la voglia di giocare la stessa schedina, ma da solo. E’ un pensiero strano, improvviso, una tentazione mista ad un presentimento di vittoria. Vi è come una voce che insistentemente, mentre si avvia al solito Bar per la giocata, gli sussurra: gioca…gioca…gioca che questa schedina è fortunata,…… è fortunata!
Si fa dare una schedina da compilare e come un automa copia la stessa combinazione dei suoi due amici e colleghi. Si porta al botteghino e gioca per prima la schedina di questi ultimi e conta all’addetto del Bar tutte le settantamila lire in sette banconote da dieci. Uno, due, tre, quattro, ……
........

"E’ proprio questa scansione numerale, con l’automatico cenno della sua testa ad ogni porgere di biglietto da dieci, che fa affievolire sempre più la vocina che con tanta insistenza gli aveva parlato fino a qualche attimo prima. Pensò alla moglie, alla casa, alle spese che ancora stavano affrontando, alla cambiale che doveva pagare a giorni….. Pensò, riflettette, guardò il barista con sollievo e gli sorrise come se avesse scampato un grosso pericolo. No, non poteva permettersi di spendere una cifra così sostanziosa, lui fresco sposo! Ripose nel portafoglio la figlia della scheda giocata da riportare ai suoi due amici, rimirò, guardò i suoi soldi risparmiati e con un gesto di soddisfazione, come se avesse voluto dare un colpo finale ad un nemico in agguato, strappò in mille pezzi la schedina che aveva, come in trance, copiata lì, a quel tavolo di Bar, tra il frastuono degli avventori.
Come per premiarsi per la tentazione vinta comprò una tavoletta di fondente per sé e per la moglie un porcellino di stoffa pieno pieno di dolci caramelle! Lui, Porcu, poteva ora giocare sul suo cognome, senza pericolo, e donare alla sua dolce metà un oggetto, emblema di famiglia!
La domenica pomeriggio come in tante altre parti del suolo italico anche a bordo di navi alla fonda, attraccate alle banchine o in navigazione si seguono con interesse le vicende calcistiche. Attaccati a radioline o seduti comodamente allo spaccio davanti al televisore anche a bordo dell’Arborèa, pronta per la partenza all’alba del lunedì, la maggior parte del personale di servizio era intenta a seguire gli esiti delle partite in corso. Gennaro Esposito si era concesso una breve passeggiata dopo pranzo su uno dei ponti di coperta fermandosi ogni tanto ad ammirare un gruppo di alti cirri fermi, come appesi alla volta di un cielo azzurro chiaro, prossimo ad oscurarsi. Era poi rientrato nel self service e si era posto distrattamente a seguire pure lui le notizie sportive: a Milano…. il Milan batte la Fiorentina uno a zero….. a

Roma…. Roma - Lazio… zero a zero……. a Napoli… il Napoli batte la Sampdoria… due a uno. E sono già otto i pronostici azzeccati. Vuo’vede che chest è avota bbona!
Pensò Gennaro, aggiustandosi sulla sedia e salutando l’amico Commissario che intanto era sopraggiunto e si accendeva l’immancabile Marlboro. Iniziò così una litania di Santa Rosalia e San Gennaro ad ogni pronostico ulteriore. Una crescente eccitazione si propagò in sala e tutti ora seguivano con lo stesso interesse dei due amici le fasi finali della corsa verso una probabile vittoria. Anche Giovanni Porcu, il cassiere, a labbra serrate, si faceva uscire degli incoraggiamenti nei confronti dei due. Nessuno, però, faceva caso che erano falsi perché in cuor suo sperava che la corsa si fermasse all’undici. Se non altro per legittima difesa, per non soffrire lo smacco di non aver ascoltato la vocina: gioca…gioca… gioca, che questa schedina è fortunata, è fortunata!
A Vicenza il derby tra Lanerossi Vicenza e Verona si è concluso….uno a zero! Dodici, si è fatto dodici! Qualcosa si sarà pure vinto! La cosa si sta facendo sempre più interessante e i due giocatori con il terzo, mancato, che si mantiene ora silenzioso e preoccupato, formano un triangolo particolare circondati dagli amici che più di loro sembrano esternare sicurezza per la prossima, immancabile, dicono, vittoria. Zitti, zitti, sentimmo, sentimmo l’ultimo risultato! A Reggio Calabria…. Reggina - Palermo ….zero a uno…. TREDICI !Si è fatto Tredici!
Un piccolo boato si leva entusiasta a riempire la sala con gli immancabili complimenti, con le osservazioni ridanciane sui culi dei due fortunati, con la richiesta immediata di paste e bevande subito accolta e messa in pratica tra risate e gioiosa soddisfazione di tutti meno che per uno. Per il cassiere, che non avrebbe incassato niente se non amarezza e delusione, non avendo saputo afferrare l’occasione che gli era stata offerta in modo così insistente e misterioso: gioca…gioca…è fortunata….è fortunata!….
Ora non restava altro da fare che aspettare di sapere quanto si era vinto. Questo lo si poteva conoscere sempre per televisione nel programma della serata : NOVANTESIMO MINUTO
............

La cosa si faceva sempre più emozionante e alla baldoria successe un silenzio rotto solo da piccoli colpi di tosse dovuti più alla tensione che ad altro. Gli occhi fissi al televisore e le mani ansiose a cercare una giusta posizione i due protagonisti trattenevano il fiato mentre l’emozione imperlava le loro fronti di lieve sudore. Finalmente dal video risentirono le parole attese, i tredici…. vincono… SETTANTADUE MILIONI!. Nella sala, divenuta un poco stretta per l’equipaggio che si congratulava con i vincitori, sembrava di stare sugli spalti di uno stadio o addirittura sul prato antistante la porta degli avversari ove la squadra si andava a complimentare con il cannoniere di turno. Abbracci, fischi, sberleffi che durarono un bel po’. Trentasei milioni di lire ciascuno. Una bella vincita non c’è che dire. E chi se lo aspettava? Ritiratosi ognuno nella propria cabina si facevano progetti e si pregustava il momento di averli tra le mani quei soldi. Il Commissario di bordo già sapeva come spenderli. Li avrebbe aggiunti ad una certa cifra che già possedeva e con minimo sforzo avrebbe acquistato quella vecchia casa colonica con un cospicuo pezzo di terreno a Castellammare del Golfo, paese d’origine di sua madre. E Gennaro Esposito, come stava pensando di investire la vincita? Lui non pensava a niente.In effetti non aveva debiti, né desideri particolari. Era vero, dopo l’emozione provata in attesa di sapere a quanto ammontasse la vincita, il suo animo si era come placato si era accorto di non avere alcun desiderio, se mai ne avesse avuto alcuno. Era troppo lontano fisicamente dalla moglie, dai figli, per poter pensare, per poter desiderare. Voleva essere lui stesso a dire la cosa ai suoi, fisicamente presente nel momento della loro gioia, forse per accontentarsi di condividerla solamente e lasciare a loro la decisione circa l’uso della vincita. E così non telefonò a casa quella sera, né per tutta la settimana successiva. Del resto non era sua abitudine telefonare. Nessuna nuova, buona nuova. Questa la sua filosofia, lasciare tranquilla la famiglia e per stare tranquillo pure lui, nel mentre si sacrificava sull’acqua salata!
........

Ma quello che non avviene non si sa! E così la notizia della vincita anche se con un poco di ritardo era arrivata fino ad Ercolano, fino al secondo piano di quel vecchio stabile di Corso Resina.
Da Civitavecchia, dove aveva fatto scalo la nave Arborea, quindici giorni dopo la famosa vincita, Gennaro prese il treno per tornare a casa. In poche ore sarebbe arrivato a Napoli e con il filobus 255 sarebbe giunto dopo pochi minuti proprio a pochi metri da casa sua.
Un insolito trambusto lo accolse dal momento che aveva messo piede nel portone. Non dico che c’era la banda ma era come se ci fosse. Tutti i familiari lo stavano aspettando con volti sorridenti ed ammiccanti. Le due figlie Dora e Sara con i rispettivi mariti e giovanissima figliolanza, furono le prime a farsi avanti per salutare a papà e a liberarlo dal borsone che lui usava per quei pochi effetti personali che era solito portare con sé. E’ arrivato ‘o nonno!……E’ arrivato ‘o nonno!
Era arrivato il nonno con la vincita milionaria al totocalcio! Gennaro si accorse subito che la sorpresa gliela stavano facendo loro a lui. Radio Tirrenia aveva funzionato ed il fatto della sua vincita aveva raggiunto i suoi familiari prima che lui lo comunicasse direttamente. Si sciolse quindi anche lui e sorridendo abbracciava tutti quelli che incontrava. Era questo che aveva voluto non telefonando personalmente e questo stava ora gustando: la gioia della vincita assieme a moglie a figli, a nipoti e a parenti vari.
Che bella famiglia tengo! Quanto mi vogliono bene! Specie mia moglie Giuseppina! Non l’avevo mai vista prima così bella! Sta proprio bene con la permanente fatta.! Sembra più giovane.
La notizia della vincita l’ ha come risollevata dal suo stato di depressione, chissà che stasera non ci scappa qualcosa e da tanto che non…..
E quella sera si fece qualcosa ma subito dopo la cosa la cara Giuseppina, felice come una pasqua, si pose a fare progetti di acquisti di appartamenti, per le figlie, per il figlio, per loro stessi e poi….e poi… Gennaro le fece notare che non potevano acquistare tutte quelle cose. La sua vincita era appena di trentasei milioni.
Quella notizia detta in maniera candida dal povero Gennaro fu come il primo tiro di schioppo di una guerra che mai si sarebbe aspettato di combattere e che alla fine vide perdenti tutti i componenti della famiglia. Era successo che la domenica successiva a quella della vincita di Gennaro il monte premi del tredici era stato di circa un miliardo di lire ed i suoi familiari, gatto compreso, equivocando, tanto si erano preparati ad afferrare. Una parola tira l’altra e le incrinature invisibili che erano già presenti in quel sistema familiare un poco alla volta si evidenziarono sempre più fino al punto che i due coniugi decisero di separarsi ed andare a vivere ciascuno per proprio conto dopo aver speso quei soldi tra medici ed avvocati.
Fine
Francesco Raimondo



Dott. Francesco Raimondo

 
 
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ID: 7373  Intervento da: francesco raimondo  - Email: ciccioraimondo@fastwebnet.it  - Data: venerdì 12 ottobre 2007 Ore: 12:06

Rispondo a Cosimo che ha gradito il raccontino.Il mio finale veramente presentava una frase ch io ho poi eliminata.La frase è questa:
La morale della "favola" trovatevela voi!
Perchè dico questo? Perchè l'amico Cosimo da se stesso ha fatto poi delle considerazioni cioè ha provato a dare una ragione, una soluzione a quanto aveva letto. A parte il modo formale della scrittura vi è infatti anche la sostanza delle cose dette. Sostanza che ci porta a fare delle considerazioni. La forma dunque è riuscita gradita, la sostanza ha avuto l'effetto di far pensare. Credo di potermi considerare "assolto" dal peccato di aver scritto ciò che ho scritto.
Un affettuoso saluto,
Ciccio


ID: 7355  Intervento da: Cosimo CANFORA  - Email: cosimoblanc@hotmail.fr  - Data: giovedì 11 ottobre 2007 Ore: 21:23

Salve Ciccio, Salve Luigi! Decisamente,questa staserata è piena di rivelazioni! In primis: Il racconto "Bingo" mi piace. Non soltanto mi fa ridere, anche se a denti stretti, ma in più mi fa riflettere. Vincere una somma al gioco è piacevole, se insieme alla somma si vince la saggezza di come utilizzarla. E qui, l' Amore per i familiari "entra in gioco". Lo si deve aver coltivato prima. Conosciuto. Fertilizzato. Per sapere come reagirebbero all' annuncio di una vincita di denaro al gioco. Al limite, fargliene approfittare senza informarli. Per via indiretta. Non è cosa facile, ma credo si possa fare. Certo che ci vorrebbe una forza di carattere rara per "tenere la sorpresa"! Ma è, forse UNA soluzione. Ce ne sono sicuramente altre.
In secundis: Le informazioni per la bacheca credo che DOVEVO inviarle alla redazione per pubblicarle in bacheca. Oppure c' è un' altra soluzione di cui non sono al corrente? Comunque, se non altro, ci ha permesso di entrare in contatto anche con l' Amico Ciccio (mi permetto di chiamarti col diminutivo, come ti presenti in bacheca, spero che tu non me ne tenga rigore = GOL) (scherzo).
Terzio: Grazie, Amici! Grazie di esistere!


ID: 7347  Intervento da: francesco raimondo  - Email: ciccioraimondo@fastwebnet.it  - Data: giovedì 11 ottobre 2007 Ore: 17:29

Caro Giggino,
adesso che hai fatto questa tua chiarificazione dell'errore avvenuto, con dentista in azione, dovresti cancellare il tutto anche il mio intervento di prima . Lascia perciò le cose come stanno. Gli eventuali lettori si divertiranno (?) a leggere di questa cosa.
Per il resto, riflessioni sul necrologio comprese,non è che io mi sia meravigliato più di tanto anche se a dire il vero qualche intervento escluso il tuo me lo aspettavo. E nun fa nient. Un abbraccio circolare. Ciccio.


ID: 7345  Intervento da: la redazione  - Email: info@torreomnia.it  - Data: giovedì 11 ottobre 2007 Ore: 15:52


Caro dott. Raimondo,
devi scusarci, l'errore è della redazione. Non sappiamo perché Cosimo Canfora di tanto in tanto invece di scrivere nel forum, come fa frequentemente, posta all'info@torreomnia.it.
Così, per errore, un "giannizzero" della redazione ha introdotto il post in calce al Tuo racconto.
Sta a Te decidere se spostare i messaggi o meno.
Intanto ripubblico l'animazione a lato, che, come già detto, non si tratta di dentista e paziente, ma di un torrese autore che tenta di estrarre con la pinza dalla sua bocca ad un compaesano non già una solenne ovazione per un proprio benfatto, ma un flebile: però...
Sappiamo bene che la media dei due-trecento ingressi giornalieri del forum (documentabili) rappresentano uno youreismo irriducibile e che si preferisce essere scorticati piuttosto che, non dico fare apprezzamenti al fratello in Torre, ma, in alcune circostanze, aderire ad un necrologio di un amico comune con un rigo, una parola.
Che popolo straordinario il nostro, che costanza che irremovibilità con la boria.
In questi mesi mi si è stretta la gola leggendo il solito manifesto di anniversario dove si apprezzano note di valore ed importanza al trapassato. Eppure il congiunto anziano spesso muore solo, disperato, senza aiuto pratico e privo di essere esaudito nei suoi senili desideri. E qui cala la storica rivalità fraterna, o l'evangelico: padri contro figli o fratelli contro le sorelle di matteano ricordo. Chi fruisce della pompa del necrologio murale post funerale, il defunto o gli avvoltoi sedicenti e perbenisti con il nome comune di parenti fin troppo degenerato ai tempi nostri?
Vuol dire che fruiremo le riconoscenze post-mortem, vere o ipocrite. Ci lasceremo baciare nel sonno, meglio che nulla.
Proprio ieri, Dott. Raimondo, mi hai citato: "Dove parla il danaro tace la verità" di un anonimo. E' vero che il silenzio è l'unica cosa d'oro che le donne detestano, ma un silenzio inossidabile, antisolidale e anticampanilistico non è di buona qualità, meglio le mie puerili stravaganze che tu chiami "trasgressioni". Infondo c'è ancora di peggio nel caratteriale vesuviano; sembra che Sergio Leone Si sia ispirato a Torre prima di titolare il famoso "Dio perdona, io no".
Quindi niente doglianze per irriconoscenze o chiusure mentali. Io spesso risolvo con una dose effervescente nell'acqua del mio esame di coscienza e vedo i difetti degli altri dello stesso peso dei miei, anche se dissimili e cado nell'auto-disinganno.



Luigi Mari


ID: 7344  Intervento da: francesco raimondo  - Email: ciccioraimondo@fastwebnet.it  - Data: giovedì 11 ottobre 2007 Ore: 14:48

Mi fa molto piacere sapere notizie dell'amico Cosimo ma credo che ci sia stato un errore nel suo inserimento nella pagina da me proposta . Infatti l'amico Cosimo credo abbia sbagliato stanza o tavolino. E credo che la sua sorpresa sia stata uguale a quella mia. Mi spiego:
allorchè sono entrato nel Forum,così come è umano che avvenga avendo proposto il mio raccontino, ho avuto una piacevole impressione quando ho visto quel numero 2. Vi erano stati, mi sono detto ben due interventi. Andiamo a vedere che cosa si dice del mio lavoro. "Apro e leggo" come il famoso filosofo cristiano, sempre, sempre sia nel cuore che nella mente, e.......sorpresa!!L'amico Cosimo dalla Francia parla di tuttaltre cose, anche se interessanti.
Il lato comico sta in questo che è stato come qualcuno si parasse davanti a voi per la strada o in un salotto e incominciasse a parlare di cose che al momento e nella circostanza hanno poco a che vedere con quanto voi stavate dicendo o pensando. L'errore si annida ovunque. Vuol dire che aspetterò anche se sono quasi certo che nessuno vorrà dialogare con me nè esprimere pareri su quanto è stato da me offerto o proposto.Salutissimi a quei pochi pazienti lettori.
Ciccio


ID: 7335  Intervento da: Cosimo Canfora  - Email: isicosi@gmail.com  - Data: giovedì 11 ottobre 2007 Ore: 01:53

Caro Cosimo,
inseriremo i Tuoi dati nella bacheca. Ogni volta che si clicca le fotine degli autori dei messaggi si va in bacheca sul proprio profilo.
Torreomnia, come il 90% i siti internet, hanno una risoluzione di 800x600, altri hanno birisoluzioni. Se si adotta nel PC una risoluzione superiore prima di entrare in qualsiasi sito mono-risoluzione basta andare in Pannello di controllo/schermo/impostazioni e abbassare la risoluzione a 800x600.
Dopo si può ricambiarla e questo non porta nessun danno al PC:

La redazione


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