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Argomento presente: « L'ALCOL FA STRAGI? » | ||||||
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ID: 10175 Intervento
da:
giulio micera
- Email:
miceragiulio@alice.it
- Data:
sabato 17 gennaio 2009 Ore: 16:08
Mi ha colpito molto questo argomendo pescando in comunità perché ho perso alcuni amici di scuola in una sola volta un sabato sera. Io sono stato l'unico superstite ed ho subito diverse operazioni. Questo vuole essere anche un appello a tutti i giovani che non si rendono conto che le brutte abitudini iniziano piccole poi diventano insostenibili. Non ascoltiamo mai i consigli dei vecchi proverbi. "Bacco, tabacco e venere rovinarono l'uomo" poi "Gioco, donna e fuoco non si contentano mai di poco". Maledetto alcool!!! Giulio. ![]() Micera Giulio |
ID: 9462 Intervento
da:
Luigi Mari
- Email:
info@torreomnia.it
- Data:
domenica 28 settembre 2008 Ore: 16:14
Caro Aniello, Internet ci mette di fronte alla problematica da Te trattata. Cosa si può aggiungere?. Cosa si può fare? In un mondo che per danaro si specula sulla dialisi precludendo i trapianti di rene. In un mondo dove si rapiscono e si uccidono i bambini per venderne gli organi. In un mondo dove si scuoiano milioni di cani vivi per vendere la pelliccia più cara. Non parliamo delle azioni cruente della storia, delle nefandezze dei poteri religiosi mondiali. Tutto ciò che viene da pensare è la conclusione che anche noi uomini cosiddetti "di buona fede" dovremmo solo vergognarci se non altro di appartenere alla razza unana. E' chiaro che parlarne è necessario, ma basta spesso di lanciare messaggi a raffica piuttosto che praticare la teoria dello struzzo. Luigi Mari P.S. - Dopo un sondaggio di vario scandaglio della redazione siamo ormai certi che il blog-forum-comunità Torreomnia è molto seguito dai torresi, per palesi motivi di valentìa dei collaboratori, di informazione, di multimedialità e di apprendimento, ma non molto interattivo come tutti gli altri, perché siamo il popolo al quarto posto in Europa nella classifica di lettori, figuriamoci di scrittori. I pochi addetti ai lavori torresi che potrebbero dialogare: o sono impegnati con il proprio sito (pure i tredicenni ne hanno uno) che soddisfa il nostro protagonismo. Oppure non sono in grado di tener testa a certe argomentazioni. Poi ci sono gli infermi dell'orgoglio, (non gli orgogliosi, che è un altra cosa). Daltronde la maggioranza planetaria è costituita da media non interattivi come le televisioni, i siti senza blog, il teatro, la letteratura cartacea, ecc., non si preoccupano di dialogare, esprimono idee e concetti bastanti a sensibilizzare l'utenza. L'importante è la forza del veicolo molto seguito e quello di Torreomnia lo è indiscutibilmente, anche se alcune argomentazioni non sono molto interattive. Non dimentichiamo che i nostri sforzi concettuali non restano nell'ambito ristretto del torresi per merito dei motori di ricerca che sembra predilighino i blog e i forum come strumenti di informazione. |
ID: 9457 Intervento
da:
Aniello Langella
- Email:
aniello@langella.net
- Data:
sabato 27 settembre 2008 Ore: 21:49
Vi invito ad un'ultima riflessione. Poi la smetto. Sembra che su questo argomento voglia dirla tutta io. Ma credetemi questo argomento mi intrippa molto. Mi accelera il ritmo cardiaco e l'adrenalina mi sale. Dunque. Veniamo alla riflessione. Io penso, da medico ormai saturo delle balle che ci vogliono raccontare, che nel cassetto nascosto di quel ricercatore giapponese,...si, avete capito bene,...un ricercatore giapponese,...esiste già pronta la molecola per debellare dipendenze come l'alcol, il funo, le droghe. Ma quel signore, il ricercatore, per intenderci, ha il bavaglio ed è legato sulla sedia con catene e lucchetti, vive sotto scorta lui, la moglie e l'amante sempre sbronza. Quella molecola non deve uscire, fino a quando non è stata immolata l'ultima vittima del sistema. La mia è solo una percezione, una lontana idea che mi viene dall'aver sentito tante storielle di medicina. Il sistema ha le chiavi della stanza dove è legato il nostro ricercatore e quelle chiavi costano tanti milioni di dollari o di euro se preferite. Viva la Rivoluzione Francese. Almeno a quell'epoca si poteva anche ghihliottinare qualcuno se si conportava male. Non amo molto i francesi, ma quando calò la ghigliottina sul "real collo del sistema" fu un giorno glorioso. Dov'è dunque quel boia? |
ID: 9455 Intervento
da:
Serena Mari
- Email:
sery_mari@hotmail.com
- Data:
sabato 27 settembre 2008 Ore: 16:05
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ID: 9431 Intervento
da:
giulio micera
- Email:
miceragiulio@alice.it
- Data:
mercoledì 24 settembre 2008 Ore: 14:18
Cari amici sono un torrese che vive fuori. questo è un argomento molto penoso. Io ho avuto alcuni cari amici di scuola come caso di alcolismo grave che poi sono diniti morti e so cosa vuol dire. E' sempre lo stato che favorisce iindirettamente l'alcool per appoggiare le industrie. Ancora più crisi e dissoccupazione se fosse messo in atto il proibizionismo, come un tempo in america? Come le fabbriche d'armi potrebbero costruire elettrodomestici, cos' le distillerie potrebbero fabbricare the e camomilla. Solo adesso ho scoperto Torreomnia e ne sono felice, e mi ha incuriosito l'argomento di Camilleri che ho conosciuto. Giulio |
ID: 9428 Intervento
da:
Aniello Langella
- Email:
aniello@langella.net
- Data:
martedì 23 settembre 2008 Ore: 22:42
![]() Io penso che parlare di questo argomento dai risvolti drammatici, sia un fatto veramente importante. Quando attorno ad un tavolo di dialogo democratico si interrompono i dialoghi,...è finita! Nel momento in cui non ci si confronta DEMOCRATICAMENTE abbiamo perso ogni partita, ogni sfida a progredire diventa effimera utopia. |
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